Ripristino vitalizi: via libera

A favore Forza Italia e un ex M5S.
Contrari Lega e FdI, astenuto il Pd.

Via libera del consiglio di garanzia del Senato ad una delibera che prevede il ripristino dei vitalizi tagliati per gli ex senatori.

La decisione è arrivata con un voto che ha visto il no dei componenti di Lega e Fratelli d’Italia, il sì di un componente del consiglio ex M5S e l’astensione del Pd, mentre Forza Italia ha votato sì.

Come riporta Il Sole 24 Ore, l’ex senatore M5S, Ugo Grassi, ha commentato così:

Ho votato a favore del ripristino dei vitalizi per i senatori perchè io sono un giurista, credo nello stato di diritto e nei principi dell’ordinamento costituzionale. La delibera riguardava i vitalizi tagliati pre 2012, non tutti. Tutti i vitalizi sono stati già tagliati nel 2012 con una legge dal Parlamento. Quindi quando dicono: vi siete aumentati il vitalizio? Assolutamente no, non sono stati aumentati i vitalizi post 2012“.

Conte: stipendi anche agli esclusi del M5S

Paghe anche ad esclusi o non candidati per il secondo mandato.
Fico, Crimi, Taverna e Bonafede tra i nomi.

Uno stipendio ai big del Movimento 5 Stelle esclusi dalle elezioni, perché non eletti o perché non candidati per via del limite dei due mandati.

Ne parla oggi il quotidiano “Il Messaggero” ripreso anche da “Leggo”, che racconta che l’ex premier Giuseppe Conte, dopo aver salvato il movimento dall’estinzione (con un buon risultato alle elezioni) si appresta a varare la fase due della sua leadership.

Già in campagna elettorale Conte chiese a tutti i big del M5S (non ricandidabili per il limite di mandati) di aiutarlo nell’impresa che sembrava impossibile: si tratta di nomi di peso, da Paola Taverna a Vito Crimi, fino all’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Ma anche Gianluca Perilli (ex capogruppo), Laura Bottici (questore al Senato), Daniele Pesco (presidente Commissione Bilancio), Alfonso Bonafede (ex ministro della Giustizia), ed il tesoriere Riccardo Fraccaro.

Stando a quanto riportato, Conte vuole costituire un partito vero e proprio, ovvero ciò che manca da quando furono sciolti i primi meet-up ideati da Casaleggio e Beppe Grillo: il disegno dell’ex premier prevede la creazione di ruoli remunerati che garantiscano il funzionamento del partito e di una scuola di formazione pentastellata; anche i docenti di quest’ultima sarebbero remunerati.

Una buona soluzione dunque per “riciclare” chi non è stato rieletto, per motivi vari.

Per apportare questi cambiamenti però servirà modificare lo statuto: per Conte, l’ultimo ostacolo sarà dunque il fondatore, lo stesso Grillo.