Lavoro: dal 2009 oltre 100 milioni nella formazione continua

I dati del Rapporto FondItalia 2024: oltre 7mila progetti finanziati per 150mila imprese e 800mila lavoratori.
I dati presentati nel corso di un roadshow per incontrare i territori.

Più di 7.500 progetti approvati e finanziati, per un importo totale di oltre 107 milioni di euro di contributi approvati, l’adesione di 830mila lavoratori e di quasi 150mila imprese provenienti da tutti i comparti, soprattutto microimprese (fino a 9 dipendenti) che rappresentano il 91% del totale, acui si aggiunge l’8% di piccole imprese, con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e 49.

Sono questi i numeri emersi del Rapporto FondItalia 2024, che fotografa 15 anni di attività del Fondo interprofessionale promosso da UGL e FederTerziario, che sarà presentato nel corso di un roadshow di sei tappe e che toccherà le città di Bari (9 maggio), Milano (29 maggio), Torino (30 maggio), Palermo (20 giugno), Napoli (4 luglio) e Roma (3 ottobre).

«Il nostro biennale appuntamento con la presentazione del Rapporto –ha detto Francesco Franco, presidente di FondItalia– vuole significare un’occasione per animare e rinvigorire il dialogo sul territorio con le imprese che credono nella formazione dei propri dipendenti come volano per la crescita della propria organizzazione nell’attuale mercato del lavoro.

I sei appuntamenti che abbiamo programmato, dal Nord al Sud del Paese, vogliono concretizzare la nostra intenzione di dialogare con il sistema economico italiano, ma anche con le istituzioni locali, al fine di ideare e prospettare sinergie per la promozione della formazione continua nei luoghi di lavoro».

LE MICRO IMPRESE SCELGONO FONDITALIA

Il Fondo, che in questi 15 anni di attività è cresciuto costantemente, si conferma, come detto, il punto di riferimento per le microimprese (da 1 a 9 dipendenti), che costituiscono il 91% delle imprese aderenti, in prevalenza localizzate nel Sud e nelle Isole (64%), il Rapporto 2024 conferma, rispetto al Rapporto 2022, questa crescita (due punti percentuali). Le microimprese si confermano il principale bacino di adesioni per il Fondo, confermando la bontà di alcune politiche adottate da FondItalia, come la possibilità per le imprese di tali dimensioni di aggregare le proprie risorse in Conti di Rete, facilitandone l’ingresso nel “sistema Fondi” e l’accesso alle risorse per la formazione continua.

Per quanto riguarda le adesioni nelle rimanenti aree del Paese, va segnalato un leggero aumento anche per le imprese aderenti del Centro Italia (15% con un +1%) e un invariato numero nelle rimanenti aree territoriali con il 5% nel Nord Est e il 16% nel Nord Ovest.

Commercio, costruzioni e hospitalityi settori più rappresentati in FondItalia

Anche la distribuzione delle imprese aderenti al Fondomostra una sostanziale stabilità nel tempo: in evidenza, per quanto riguarda le imprese, quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (25%), quello delle costruzioni (14%), quello alberghiero e della ristorazione (13%) e quello delle attività manifatturiere (12%).Tra i settori più rappresentati, per quanto riguarda il numero di lavoratori, si evidenziano i medesimi, anche se con ordine e percentuali leggermente differenti: commercio all’ingrosso e al dettaglio (19%), quello delle attività manifatturiere (16%), quello alberghiero e della ristorazione (11%) e quello delle costruzioni (10%).

FondItalia attrae costantemente nuove imprese

Soprattutto grazie all’attività promozionale, svolta a livello locale soprattutto dalle Articolazione Territoriali, si conferma la capacità di FondItalia di raggiungere continuamente nuovi bacini di utenza sinora esclusi dalle opportunità della formazione finanziata: il 73% delle imprese attualmente aderenti a FondItalia, infatti, non risulta provenire da altri Fondi.

Nel periodo 2010 – 2023, i Progetti complessivamente approvati sono stati 7.589 per un totale di 107.285.150,90 euro di contributi approvati, oltre 27mila imprese e 253mila lavoratori coinvolti in attività di formazione e quasi 7 milioni di monte ore formativo.

IL BIENNIO 2022-2023

Di oltre 27 milioni e mezzo il contributo approvato ed erogato dal Fondo nel biennio 2022 – 2023, grazie ai due Avvisi FEMI pubblicati con l’obiettivo di promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione nelle imprese. Fra le tematiche prioritarie della formazione finanziata: l’adozione di nuovi modelli di gestione aziendale, le competenze linguistiche, la green economy e il supporto all’internazionalizzazione.

Lombardia, Puglia ed Emilia-Romagna le regioni da cui proviene il maggior numero di imprese coinvolte in attività formative.

Lombardia, Puglia ed Emilia-Romagna le regioni con il maggior numero di imprese e di lavoratori che hanno beneficiato di attività formative finanziate dal Fondo nel 2022. Nel 2023, sempre Lombardia e Puglia hanno beneficiato del maggior numero di attività formative, a cui si aggiungono le Marche e il Lazio. Manifatturiero, del commercio all’ingrosso e al dettaglio e delle costruzioni i comparti di provenienza delle imprese e dei lavoratori maggiormente interessati dall’attività formativa.

Gli uomini fanno più formazione rispetto alle donne

Ancora a prevalenza maschile, così come evidenziato anche nel report 2022, la platea dei lavoratori destinatari dell’attività formativa (il 60% per entrambi gli Avvisi FEMI 2022 e 2023); percentuali spiegate, in parte, nella prevalenza delle imprese beneficiarie provenienti da settori economici connotati come “maschili” come i comparti manifatturieri e delle costruzioni. L’età media dei lavoratori destinatari di almeno un corso di formazione è compresa tra i 40 ed i 49 anni e il titolo di studio posseduto è quello di diploma di scuola media superiore.

Fondo Nuove Competenze (FNC – seconda edizione), formazione digitale di base

Lanciata nel 2022, la seconda edizione del Fondo Nuove Competenze ha visto FondItalia impegnata nel finanziamento di un nutrito pacchetto di corsi ad hoc per l’incremento di competenze digitali e green dei lavoratori per i quali le ore di lavoro fossero state rimodulate per la frequenza di percorsi di sviluppo delle competenze.

In due anni, oltre l’80% dei percorsi formativi si è concentrato sulle conoscenze digitali di base nelle aree “comunicazione e collaborazione” e “alfabetizzazione su informazioni e dati”. Il 10% dei percorsi è stato dedicato alla “transizione ecologica”, mentre il restante 9% alle “conoscenze digitali specifiche”.

«In questi quindici anni sottolinea Egidio Sangue, direttore di FondItalia– FondItalia ha svolto e continua a svolgere con il massimo rigore uno dei compiti prioritari richiesti ai Fondi interprofessionali, ossia aumentare la consapevolezza nelle imprese e nella società che la formazione continua dei lavoratori significa mantenere alta la competitività delle imprese e migliorare costantemente i livelli occupazionali dei lavoratori. Il tour di presentazione del Rapporto 2024 è la dimostrazione che FondItalia crede fortemente nelle relazioni tra impresa, società e istituzioni perché il lavoro d’investimento sull’upskill delle competenze professionali sia, oggi più che mai, prioritario in uno scenario che vede la popolazione lavorativa invecchiare e tre milioni di posti di lavoro che si libereranno nei prossimi cinque anni. Il sistema dei Fondi interprofessionali, che raggiunge annualmente oltre 930.000 imprese e circa 1,5 milioni di lavoratori-conclude Sangue– necessita, tuttavia, di alcuni interventi che ne rafforzino l’efficacia. Tra le richieste più urgenti: l’innalzamento del contributo 0,30% da destinare alla formazione continua per tramite dei Fondi; l’allargamento della platea dei destinatari a liberi professionisti, datori di lavoro responsabili di micro e piccole imprese e lavoratori autonomi; l’esclusione del ricorso delle imprese ai Fondi Interprofessionali dalla normativa europea sugli aiuti di Stato ed il coinvolgimento ed una chiara definizione delle funzioni dei Fondi Interprofessionali nell’ambito di una più ampia governance della formazione».

L’ATTIVITÀ DI RICERCA E INNOVAZIONE DI FONDITALIA

Negli ultimi anni FondItalia ha assunto un importante impegno nella definizione degli scenari sull’evoluzione futura del mondo del lavoro, avendo come orizzonte il miglioramento dell’offerta formativa per il tessuto produttivo del Paese e l’omogeneizzazione dei sistemi di formazione continua italiani con quelli europei.

Lo ha fatto istituendo l’Osservatorio FondItalia sulle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione continua e ratificando, nel 2021, un Accordo Quadro con il Consiglio Nazionale delle ricerche – CNR per lo svolgimento congiunto di attività di ricerca. Nell’ambito di tale accordo, il Fondo ha affidato all’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISEM – CNR, attraverso una convenzione, l’esecuzione di un programma di attività di studio e ricerca sull’impatto dell’innovazione tecnologica e organizzativa sul lavoro e sul mutamento delle esigenze formative delle imprese e dei lavoratori. Alla fine del 2023,dopo due anni di sviluppo a cura di Inforjob, ha presentato, inoltre, “C+ FondItalia”, lo strumento sviluppato in coerenza con le indicazioni contenute nel D.lgs. 13/2013 e DM del 5 gennaio 2021 e che, utilizzando l’architettura ed i descrittori dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni, consente ai lavoratori di avvalersi un percorso assistito per mettere in trasparenza, attestare e validare le competenze formali, informali e non formali acquisite lungo l’arco della vita, comprese, quindi, anche quelle in esito ai percorsi formativi.

Istituito un nuovo ordine professionale

Da oggi anche pedagogisti ed educatori socio-pedagogici avranno il proprio albo.

Dal prossimo 8 maggio i pedagogisti e gli educatori professionali socio-pedagogici avranno il proprio ordine professionale. A sancirlo è la legge n. 55/2024 che delinea anche i compiti, le competenze e i requisiti per l’esercizio della professione. «Si tratta di un riconoscimento ufficiale delle professioni pedagogiche e educative atteso da tempo e che finalmente allinea l’Italia agli standard europei – commenta Giovanni Costantino.

L’istituzione dell’ordine professionale per i pedagogisti e gli educatori socio-pedagogici – prosegue  darà maggiore dignità a figure professionali che svolgono da anni un ruolo chiave nei presidi e nei servizi socioassistenziali e sociosanitari, senza sovrapporsi alla diversa funzione dell’educatore sociosanitario appartenente alla differente area delle professioni sanitarie della riabilitazione».

La recente legge, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, prevede che questo nuovo ordine sia articolato su base regionale e che il compito di provvedere alla formazione concreta degli albi sia affidato ad un commissario, nominato dal presidente del Tribunale dei capoluoghi delle regioni e delle province autonome entro il prossimo 8 giugno, individuato tra i magistrati in servizio.

In fase di prima attuazione, l’iscrizione ai nuovi albi è consentita, a partire dalla data di nomina del commissario, a tutti coloro che siano attualmente in possesso dei requisiti per l’esercizio delle relative professioni.

Bali: la nuova Dubai per gli investitori italiani

Un mercato turistico da 73 milioni di euro in crescita del 10% annuo.
A parità d’investimento, la rendita dell’isola indonesiana è tre volte superiore.

Con oltre un milione di notti e una spesa di 73 milioni di euro, l’Indonesia sta diventando sempre più appetibile per il mercato turistico italiano. I dati dello studio Bankitalia/Enit si riferiscono allo scorso anno e, per il 2024, è previsto un ulteriore aumento del 10%. Tra le mete preferite dai turisti italiani c’è Bali, l’Isola degli Dei, che sta attirando sempre più investitori del nostro Paese proprio in virtù sia della richiesta turistica sia delle rendite immobiliari in costante crescita.

Secondo i dati di AirDNA, la piattaforma di analisi dei dati del mercato immobiliare fondata da Airbnb, Booking e Vrbo, le performance immobiliari dell’isola indonesiana sono cresciute del 13% rispetto allo scorso anno garantendo una rendita media annua di quasi 40mila dollari e un tasso di performance del 99%.

Dubai, per contro, che è nell’immaginario collettivo la meta d’investimento immobiliare più appetibile per gli investitori italiani, lo scorso anno ha avuto una flessione nel mercato turistico del 7% assestando la rendita media a poco più di 30mila dollari e un tasso di performance dell’86%.

«A parità d’investimento, Bali garantisce una rendita tre volte superiore a quella di Dubai» spiega Michele Porinelli, titolare di Bali Holidays Properties che, dal 2021 si è traferito sull’Isola degli Dei e ha qui trasferito la sua decennale esperienza nel settore immobiliare: «Con un investimento di 150mila dollari a Dubai si può acquistare uno studio di 50 metri quadrati e ottenere una rendita annua di circa 20mila dollari. A Bali, con la stessa cifra, si può acquistare una villa e ottenere una rendita annua di 70mila dollari» precisa ancora Michele.

Che l’Indonesia si stia rapidamente affermando come una destinazione d’investimento immobiliare sempre più attraente per gli investitori italiani lo dimostra la partecipazione del nostro Paese (unico dell’intera Unione Europea) alla fiera BBTF (Bali & Beyond Travel Fair), la principale fiera del turismo in Indonesia, che si è svolta a Bali nel giugno 2023.

«Bali sta godendo di una crescente popolarità tra i turisti internazionali, con milioni di visitatori che affollano l’isola ogni anno per godersi le sue spiagge mozzafiato, la cultura ricca, la cucina deliziosa e una vita notturna che non invidia nessun’altra località rinomata –commenta il titolare di Bali Holidays Properties-. Questo continuo flusso di turisti crea una domanda costante di alloggi, garantendo agli investitori una solida base di locatari e un reddito stabile, oltre che potenzialità di investimento molto più favorevoli che in altre località».

Auto elettriche: in Europa crollano le immatricolazioni

In Germania crollo del 28%.
Poco richieste anche le vetture Plug-in.

Il mercato auto in Europa sta attraversando un periodo di profondo cambiamento e a risentirne, dopo uno slancio notevole nei primi due mesi dell’anno, sono le immatricolazioni.

Se da Bruxelles arrivano segnali incoraggianti sul caro e vecchio motore endotermico, il mercato auto nel mese di marzo 2024 è calato del 5,2%.

Le immatricolazioni, se si include anche il Regno Unito e i Paesi EFTA, superano di poco le 1,383 milioni di unità contro le oltre 1,42 milioni di unità dello scorso anno.

In Europa, in quasi tutti i mercati principali, il calo è il seguente -1,5% in Francia, -3,7% in Italia, -6,7% in Germania e -4,7% in Spagna.

Se le auto con alimentazione ibrida leggera continuano ad essere le più gettonate in Europa, le elettriche in tutta Europa, registrano un calo sensibile.

Come riporta Adnkronos, in Belgio e Francia le BEV sono molto richieste, mentre in Germania il crollo è considerevole, con oltre il 28% in meno di richieste.

Anche le Plug-in sembrano non essere gradite dagli automobilisti europei, nel mese di marzo ne sono state vendute poco più di 73.000 unità.

Social housing per studenti a Roma: 6 su 10 sono donne e provengono dal Meridione

I dati emergono da uno studio dell’Osservatorio CAM che ha realizzato l’identikit dei soggetti interessati ad alloggi a prezzi calmierati a Roma: il 14% è straniero.

È donna e giovane – di età compresa tra i 20 e i 25 anni per quasi il 90% dei casi – il profilo dello studente tipo interessato al social housing. Lo rivela una ricerca
dell’Osservatorio di CAM GROUP, uno dei maggiori player immobiliari nel territorio romano, che ha evidenziato il fattore attrattivo dei poli universitari romani per gli studenti che arrivano da tutta Italia e anche da fuori i confini europei.

Il social housing, definito per la prima volta in Italia con il decreto ministeriale 22 aprile 2008, è una misura in linea con le esigenze della città contemporanea: combina affitti calmierati per abitazioni che sorgono in aree riqualificate e in sostituzione di edifici fatiscenti.

“La cronaca quotidiana – spiega l’ing. Angelo Marinelli, amministratore unico di CAM GROUP – evidenzia la difficoltà di tanti studenti in cerca di un alloggio e spesso costretti ad affrontare canoni d’affitto elevati per spazi in condivisione e in pessimo stato.

Noi puntiamo, con i nostri progetti edilizi, a destinare al social housing, nell’ambito di complessi edilizi che rispondono a diverse esigenze abitative, una parte degli alloggi, nuovi, rifiniti, dotati delle migliori dotazioni tecnologiche e antisismiche a prezzi contenuti”.

Una pratica che in molti Paesi d’Europa è già legge per rispondere all’emergenza abitativa che riguarda anche le giovani coppie e gli anziani.

Un’azione necessaria per rispondere a una richiesta sempre più diffusa.

Dai dati dell’Osservatorio CAM, elaborati sulla base delle richieste pervenute al gruppo, la composizione degli studenti vede la netta provenienza dal Sud (58%), seguita dal Centro (18%) e poi dal Nord (10%). Importante anche la quota relativa agli stranieri che valgono il 14% del totale, testimoniando il prestigio riconosciuto dagli atenei della Capitale.

Le donne sono il 54%, il 38% sceglie La Sapienza, il 15% Roma Tre, il resto, pari al 47%, studia in università private.

Altre università pubbliche non risultano nella casistica per la collocazione geografica su cui si è basata l’analisi.

“Noi crediamo che le costruzioni del presente e del futuro – sottolinea l’amministratore unico di CAM GROUP – debbano collocarsi nella prospettiva di una città inclusiva che accolga e consenta a tutti di trovare la tipologia abitativa più adatta alle proprie esigenze, nel rispetto della sicurezza e dell’efficientamento energetico che costituiscono ormai due punti cardinali dell’azione”.

La raccolta dei dati si è basata sull’effettiva scelta degli studenti per gli appartamenti di Domus Tiburtina – in via dei Monti Tiburtini – e Nuova Bonelli – in via della Magliana Nuova -, complessi edilizi che abbinano soluzioni architettoniche e innovazioni tecnologiche in aree strategiche di Roma per servizi e trasporti e sorti in seguito a operazioni di rigenerazione urbana che hanno consentito di sostituire vecchi edifici abbandonati e di risanare pezzi di tessuto cittadino.