Zuckerberg entra in EssilorLuxottica: “Sarà la Samsung d’Europa”

Partecipazione simbolica del 5%.
Le due aziende hanno già collaborato nella creazione degli occhiali Ray-Ban Meta.

Mark Zuckerberg, Ceo di Meta Platforms, ha confermato un imminente investimento in EssilorLuxottica, leader globale nell’occhialeria.

Questa mossa, che rappresenta una partecipazione simbolica del 5%, mira a consolidare la cooperazione a lungo termine tra le due aziende, già avviata nel campo degli occhiali smart.

In una recente intervista a The Verge, il creatore di Facebook ha dichiarato:

Non sarà un investimento di grande entità, ma simbolico, per dimostrare la nostra fiducia in loro e nella loro capacità di diventare un player tecnologico di rilievo.

Il legame tra Meta ed EssilorLuxottica non è una novità: come riporta First Online, le due aziende hanno infatti collaborato attivamente allo sviluppo degli occhiali Ray-Ban Meta, un prodotto che combina l’esperienza di EssilorLuxottica nel design di lenti e montature con l’innovazione tecnologica di Meta.

Zuckerberg ha elogiato l’azienda italo-francese, affermando quanto di seguito:

EssilorLuxottica non è solo leader mondiale nell’occhialeria, ma ha il potenziale per diventare una delle principali aziende tecnologiche a livello globale.”

Il Ceo di Meta ha anche paragonato EssilorLuxottica a Samsung, affermando che il gruppo potrebbe trasformarsi nel motore tecnologico dell’Europa, così come Samsung ha fatto per la Corea del Sud.

Un paragone ambizioso, che sottolinea l’importanza strategica della partnership per entrambe le aziende.

La Turchia blocca Instagram

Social network oscurato senza preavviso.
La decisione dopo la censura di Instagram ai messaggi di cordoglio per il l’uccisione del leader di Hamas.

La Turchia ha bloccato l’accesso a Instagram.

Come riporta Tgcom24, il Paese ha oscurato il social network applicando senza preavviso la decisione comunicata da un post dell’autorità nazionale per le comunicazioni.

Nessuno ha spiegato i motivi della decisione e neppure quanto durerà.

La disposizione di Ankara sembra legata alle tensioni in Medio Oriente per il conflitto in Israele; lo stop giunge infatti dopo un recente messaggio di Fahrettin Altun, direttore delle comunicazioni del presidente Erdogan, che ha accusato la piattaforma di censurare i messaggi di cordoglio per l’uccisione del capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh.

Flop di Threads ma Zuckerberg non rinuncia

100 milioni di iscritti ma più della metà non utilizza il servizio.
Possibile la creazione di un legame con Meta Platforms per la retention degli utenti.

Il CEO di Meta Platforms, Mark Zuckerberg, ha fatto sapere ai dipendenti che l’azienda sta lavorando su nuove strategie per la sua app Threads a seguito di una forte diminuzione degli utenti dopo il lancio all’inizio di questo mese.

Lo riporta Adnkronos, a sua volta citando Reuters, notando che sebbene il servizio di social media basato su testo abbia raggiunto 10 milioni di utenti entro sette ore dal debutto per poi arrivare a 100 milioni, più della metà non utilizza il servizio.

Zuckerberg avrebbe detto al personale che il calo è naturale e la retention dovrebbe migliorare una volta che saranno aggiunte funzionalità come una versione desktop e la possibilità di ricerca.

Reuters riferisce che il chief product officer, Chris Cox, ha affermato che un’altra opzione disponibile sarebbe quella di legare più strettamente il nuovo servizio all’offerta di Instagram di Meta Platforms.

Il CEO ha fatto riferimento a miglioramenti imminenti per Threads durante la chiamata sugli utili del secondo trimestre dell’azienda all’inizio di questa settimana, affermando che più persone di quanto previsto stanno tornando ogni giorno e che stanno lavorando sulle nuove funzioni di Threads, osservando che la strategia di Meta Platforms sarà simile a quella utilizzata per le sue altre app di social media.

Meta: 10.000 licenziamenti

Nel mirino gli addetti ai lavori tecnici.
Zuckerberg: “2023 anno dell’efficienza”

10.000 posti di lavoro tagliati.

Meta ha avviato il secondo round di 10mila licenziamenti annunciato a marzo partendo dai lavoratori addetti ai ruoli tecnici.

Nello specifico, come riporta Milano Finanza, i dipendenti delle aree di ingegneria del software, programmazione grafica ed esperienza con gli utenti hanno rivelato su LinkedIn di aver perso il posto di lavoro.

Tra i licenziati ci sarebbero anche i componenti del team prodotti, i dipendenti che si occupano dei giochi, dell’area legale e delle risorse umane, a cui si aggiungono gli impiegati nei ruoli legati alla finanza.

A Wall Street il titolo di Meta è in perdita: il 19 aprile scambia a 215,76 dollari (-1%).

Dopo il crollo delle entrate pubblicitarie nel 2022 e il prezzo delle azioni in caduta libera, la holding di Facebook, Instagram e WhatsApp aveva già annunciato un primo round di licenziamenti a novembre, che aveva riguardato 11mila lavoratori.

A marzo è arrivato un ulteriore piano da 10mila tagli, con conseguenti costi di ristrutturazione compresi tra i 3 e i 5 miliardi di dollari.

D’altronde il ceo Mark Zuckerberg aveva definito il 2023l’anno dell’efficienza”, con Wall Street che aveva applaudito il progetto di ridimensionamento.

Le azioni Meta sono salite dell’81% nel 2023 dopo aver perso circa i due terzi del loro valore nel 2022.

I ricavi sono diminuiti per tre trimestri consecutivi e gli analisti prevedono un nuovo calo delle vendite trimestrali nel primo trimestre del 2023.

Meta: crollo in Borsa

La società di Zuckerberg delude gli analisti.
Crollo superiore al 20% e perdite di oltre 200 miliardi.

Meta, la società di Mark Zuckerberg che ha recentemente cambiato nome e che è proprietaria di Facebook, Whatsapp ed Instagram, non ha ottenuto almeno per il momento i risultati desiderati.

Come riporta “Euronews”, infatti, l’andamento dell’ultimo trimestre non ha soddisfatto gli analisti, facendo crollare le azioni in Borsa di oltre il 20% e causando una perdita superiore ai 200 miliardi di dollari.

La pubblicazione dei dati di Meta relativi all’ultimo trimestre del 2021 ed alla loro prima pubblicazione dopo il cambio di nome che era avvenuto ad ottobre, ha visto le azioni toccare un valore di 3,67 dollari cadauna, anziché gli attesi 3,84; l’utile netto è stato di 10,29 miliardi di dollari, che equivale al -8% rispetto quanto previsto dagli analisti.

Per il trimestre in corso, invece, sono previsti ricavi tra i 27 ed i 29 miliardi di dollari, contro le attese degli analisti che erano stimate intorno ai 34,53 miliardi.

Su Wall Street le azioni Meta hanno riaperto a -24%.