L’Iran attaccherà Israele, ma non direttamente

Colpirà attraverso forze iraniane nelle regione già da questa settimana.
Questo per non dare la scusa agli Usa di attaccare direttamente l’Iran.

L‘Iran non attaccherà direttamente Israele ma colpirà attraverso forze iraniane nella regione: lo hanno detto alla Cnn due fonti vicine all’intelligence americana sulla questione, che sostengono Teheran ha esortato molti dei suoi gruppi di miliziani a lanciare simultaneamente un attacco su larga scala contro Israele, usando droni e missili, che potrebbero attaccare già questa settimana.

Come riporta Ansa, inoltre, Teheran teme una drammatica escalation dei combattimenti e non vuole dare agli Stati Uniti o ai suoi alleati una scusa per attaccare direttamente l’Iran.

Napoli non vuole la Nato

Striscione “Fuori la Nato da Napoli” al Teatro San Carlo.
L’Organizzazione è ritenuta colpevole di ciò che sta accadendo nel mondo.

Al termine della rappresentazione della ‘Gioconda’ in scena al Teatro San Carlo a Napoli gli attivisti del Laboratorio Insurgencia hanno calato uno striscione con la scritta ‘Fuori la Nato da Napoli‘, come riporta Ansa.

Un’iniziativa, spiegano i promotori, “per esprimere la nostra ferma contrarietà al fatto che domani sera proprio il San Carlo per volere del sindaco ospiterà un concerto in pompa magna per celebrare il 75esimo anniversario della nascita del patto atlantico. Troviamo molto grave che in un momento storico così delicato e teso, con un genocidio in corso nel silenzio complice di tante delle potenze che fanno parte del patto atlantico, con una guerra ai confini dell’Europa alimentata anche dal cinismo della Nato, le nostre istituzioni, si adoperino per celebrare una alleanza militare che ci sta irresponsabilmente conducendo verso la guerra globale e generalizzata. Nonostante l’atteggiamento intimidatorio della Questura e i divieti, domani saremo in piazza, durante le celebrazioni, per un presidio delle ore 18.00. No alla guerra, no alle basi sul nostro territorio, stop al genocidio“.

Onu: Israele sia ritenuto responsabile per crimini di guerra

28 Paesi hanno votato a favore della risoluzione: crimini di guerra e contro l’umanità.
Divieto di armi ad Israele.

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede che Israele sia ritenuto responsabile di eventuali crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi a Gaza.

Come riporta Sky News poi citato da Ansa, 28 Paesi hanno votato a favore, 13 si sono astenuti e 6 hanno votato contro la risoluzione.

Nella risoluzione si chiede anche il divieto di armi a Israele, a causa della sua condotta nella guerra a Gaza.

Prima del voto, scrive la Bbc, si sono verificate delle spaccature tra i Paesi europei, con Germania e Bulgaria che hanno dichiarato che avrebbero votato contro perché la risoluzione non condannava esplicitamente Hamas anche se condannava il lancio di razzi su Israele da Gaza e chiedeva il rilascio degli ostaggi.

La Francia si è astenuta, definendo “catastrofica” la situazione umanitaria a Gaza.

Il voto, pur non essendo vincolante, proviene dal principale organismo delle Nazioni Unite per i diritti umani ed aumenterà la pressione diplomatica su Israele affinché cambi rotta.

La Normale di Pisa chiede stop al bando con Israele

La richiesta partita dagli studenti.
Il Senato accademico l’ha approvata a maggioranza.

La richiesta di riconsiderare il bando Maeci è stata fatta dagli studenti e la mozione è stata poi approvata a maggioranza dalle componenti del Senato accademico.

Come riporta Tgcom24, nel testo la Normale dice quanto di seguito:

Richiamando integralmente i contenuti della mozione approvata dal Senato Accademico il 28 novembre 2023, rinnova con forza, anche alla luce della risoluzione Onu del 25 marzo 2024, la richiesta di rilascio degli ostaggi e di un immediato cessate il fuoco nella striscia di Gaza al fine di scongiurare l’ulteriore aggravarsi di una situazione umanitaria ormai disperata, che si configura ogni giorno di più come un’inaccettabile forma di punizione collettiva della popolazione palestinese“.

La mozione riporta:

Oggi, in circostanze di eccezionale e crescente gravità la Scuola Normale Superiore ritiene di essere chiamata, insieme a tutta la comunità scientifica internazionale, non solo ad attestare concretamente la propria solidarietà ma anche a riflettere criticamente ad ampio raggio sulle ramificazioni del proprio lavoro“.

La Scuola, inoltre, afferma “la necessità di ispirare le attività di ricerca e di insegnamento al rispetto” dell’articolo 11 della Costituzioneche prescrive il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e in coerenza con il dettato costituzionale, si impegna a esercitare la massima cautela e diligenza nel valutare accordi istituzionali e proposte di collaborazione scientifica che possano attenere allo sviluppo di tecnologie utilizzabili per scopi militari e alla messa in atto di forme di oppressione, discriminazione o aggressione a danno della popolazione civile, come avviene in questo momento nella Striscia di Gaza“.

Rispetto dei principi costituzionali chiede poi al Maeci e al Murdi assicurare alla comunità scientifica che tutti i bandi e i progetti da essi promossi per favorire la cooperazione industriale, scientifica e tecnologica con altri Stati rispettino rigorosamente i principi costituzionali, con particolare riferimento all’art.11 e al Maeci appunto, alla luce dei principi sopra richiamati, di “riconsiderare il Bando Scientifico 2024” emesso in attuazione dell’Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele“.

Ancora, la Normalesi impegna a promuovere il confronto e il dialogo tra tutte le componenti della sua comunità sugli sviluppi della situazione in Palestina chiedendo al direttore di convocare entro la fine di aprile un’assemblea generale dedicata al tema e di favorire altre iniziative” e conferisce al direttore il mandato di farsi portavoce in ogni sede istituzionale, e in particolare presso il Mur, il Maeci e la Crui, delle posizioni espresse nella presente mozione“.

La Scuola Normale di Pisa chiede di rivalutare il bando Maeci Italia-Israele.

Nella mozione approvata dal Senato accademico martedì, al punto 5 si legge che la Normalechiede al Maeci, alla luce dei principi sopra richiamati, di riconsiderare il “Bando Scientifico 2024” emesso il 21 novembre 2023 in attuazione dell’accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele.

Israele: “Non abbiamo il diritto morale di fermare la guerra”

Lo dice il ministro Gallant mentre è a Washington.
Poi aggiunge: se non vinciamo a Gaza, si fa più vicina la guerra nel nord.

Non abbiamo il diritto morale di fermare la guerra a Gaza fino al ritorno di tutti i nostri ostaggi a casa“.

Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant prima dell’incontro a Washington con il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan.

Gallant, come riporta Ansa, ha poi aggiunto:

La mancanza di una vittoria decisiva a Gaza ci può portare più vicini alla guerra nel nord“.