AIE: a causa del conflitto circa 10 milioni di barili in meno al giorno

Cala circa il 10% della domanda mondiale tra produzione e blocchi.
L’Agenzia internazionale per l’energia: è la più grande interruzione nella storia del mercato petrolifero globale.

La guerra in Medio Oriente sta causando la “più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale“, costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione.

Lo indica l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) che, come riporta Ansa, nel suo ultimo report mensile riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.

Medio Oriente, Meloni: l’Italia non è in guerra

La Premier: L’Italia invierà aiuti ai Paesi del Golfo in termini di difesa aerea. Ad oggi tutti stanno rispettando gli accordi bilaterali.

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha dichiarato a RTL 102.5 che “L’Italia intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, in termini di difesa aerea. Sulle basi militari tutti si stanno attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali e vale anche per noi: abbiamo delle basi concesse all’utilizzo americano in Italia. Non saranno usate per bombardare. Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso, non siamo in guerra.

Usa: rafforzare presenza militare nel Golfo

Gli Stati Uniti vogliono anche coinvolgere gli alleati Nato.
Ritenute in aumento le minacce Iran.

Gli Usa sono pronti a rafforzare la loro presenza militare nel Golfo.

E vogliono farlo coinvolgendo anche gli alleati della Nato.

Ad annunciarlo, come riporta Tgcom24, è stato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirbin, precisando che la decisione è stata presa in seguito alle “ripetute minacce dell’Iran alla navigazione commerciale” nella zona.

Gli Stati Uniti, ha proseguito Kirby, stanno lavorando con gli alleati e con i partner sui prossimi passi nel Golfo, dove Teheran ha aumentato i sequestri e gli attacchi alle navi.