Elkann: Stellantis non ha bisogno dell’Italia come azionista

Elkann: “Stellantis sta andando molto bene”.
Il governo francese detiene circa il 6% del gruppo.

John Elkann, presidente di Stellantis, ha risposto agli appelli delle lobby commerciali affinché l’Italia investa direttamente nella società.

Elkann ha chiarito che Stellantis sta andando bene e non ha bisogno che il governo italiano diventi azionista.

Come riporta Investing.com, le sue parole sono state le seguenti:

Penso che gli Stati investano nelle aziende quando queste vanno male. E Stellantis sta andando molto bene“.

Il governo francese, ex investitore di PSA che nel 2021 si è fusa con Fiat Chrysler per formare Stellantis, è considerato un azionista rilevante” del gruppo con una quota del 6% circa.

Il presidente Elkann, che è anche amministratore delegato della società di investimento Exor (che è il maggiore azionista di Stellantis con una quota del 14%), ha affermato che la posizione della Francia come azionista di Stellantis è giustificata dalle sfide affrontate da PSA in passato, che hanno richiesto l’intervento del governo francese.

Le azioni di Stellantis erano in rialzo dell’1,44% nelle recenti contrattazioni di mercato.

Stellantis: sempre meno made in Italy

Il baricentro della produzione è ormai in Polonia.
Elettrico in Spagna. Investimenti in Algeria e Turchia.

C’è sempre meno made in Italy nei piani di Stellantis.

Come riporta Il Sole 24 Ore, il numero di vetture prodotte nel Bel Paese dal megagruppo franco-italo-americano è, purtroppo, in costante calo.

Tychy, in Polonia, sarà la sede dove prenderà vita la Fiat 600, ovvero l’auto che Fiat non può permettersi di sbagliare.

E lo stesso vale per il prossimo suv compatto firmato Alfa Romeo, che verrà appunto prodotto in Polonia, Paese ormai diventato il nuovo baricentro produttivo e nel quale sta andando in scena anche la produzione della nuova Jeep Jeepster elettrica, anche nota come JJ o 516 per il nome del progetto interno.

Come visto poco tempo fa, Stellantis ha investito 200 milioni in Algeria (approfondimento al link) mentre la Fiat Tipo, una di quelle che insieme all’Alfa Romeo Giulia di rappresentanza (approfondimento al link) il Governo Meloni ha scelto nella svolta del parco macchine delle auto blu (approfondimento al link) cercando di usare solo marchi Made in Italy, sarà prodotta in Turchia.

Nel 2024, invece, sarà lanciata la nuova generazione elettrificata nella fabbrica ex Opel di Saragozza, in Spagna.

Sempre in merito al futuro dell’elettrico, a Melfi saranno costruite le medie di domani dei marchi Opel, Ds e Lancia: tutti però considerati modelli di nicchia, non quindi produzioni in grande scala.

A restare in Italia saranno inoltre la Fiat 500 elettrica, prodotta a Mirafiori, l’Alfa Romeo Tonale e la gemella Dodge Hornet, entrambe prodotte a Pomigliano.

Resta poi la produzione di vetture datate come la Jeep Renegade, superata dalla Jeep Avenger che verrà prodotta sempre a Tychy, in Polonia.

Stellantis investe 200 milioni in Algeria

Prevista la costruzione dello stabilimento entro agosto 2023.
Verranno prodotti 6 modelli Fiat.

Stellantis pronta ad investire 200 milioni di euro in Algeria.

Il gruppo ha annunciato il lancio dello stabilimento di Tafraoui-Orano (appunto in Algeria) del marchio Fiat con un’ampia gamma di modelli per soddisfare le aspettative dei clienti algerini.

Come riporta Today Online, l’annuncio è arrivato durante una cerimonia presieduta da Ali Aoun, Ministro dell’Industria e della Produzione Farmaceutica e da Tayeb Zitouni, Ministro del Commercio e delle esportazioni.

Presenti anche Giovanni Pugliese, Ambasciatore d’Italia in Algeria, Abdelkrim Touahria, Ambasciatore d’Algeria in Italia, Samir Cherfan, Chief Operating Officer di Stellantis Middle East and Africa, Olivier François, Chief Executive Officer di FIAT e Global Chief Marketing Officer di Stellantis e Hakim Boutehra, Managing Director di Stellantis Algeria, Tunisia.

Ali Aoun, Ministro dell’Industria e della Produzione Farmaceutica, ha dichiarato quanto di seguito:

Sostenere il progetto Fiat e quindi lo sviluppo dell’ecosistema automobilistico in Algeria ha un significato simbolico storico che riflette le buone relazioni di lunga durata tra i due Paesi. Unendo i nostri sforzi, questo progetto diventerà un punto di riferimento in termini di integrabilità e complementarità. Attualmente, stiamo conducendo uno studio nella fabbrica che probabilmente aprirà grandi orizzonti per andare oltre le ambizioni primarie“.

Questa fase di investimento concretizza l’accordo sulle specifiche automobilistiche sottoscritto a novembre 2022 con l’Agenzia algerina per la promozione degli investimenti (Algerian Investment Promotion Agency – AAPI) che ratifica l’accordo quadro firmato il 13 ottobre, che a sua volta ha dato il via allo sviluppo delle attività industriali, post-vendita e di ricambi per FIAT, uno dei marchi simbolo di Stellantis, e del settore automobilistico in Algeria.

La prima serie di investimenti da parte di Stellantis e dei suoi fornitori per la produzione dei quattro modelli ammonterà a oltre 200 milioni di euro.

L’Algeria rappresenta uno dei fattori chiave del piano strategico Dare Forward 2030 di Stellantis per il Medio Oriente e l’Africa (MEA).

Il lancio del marchio FIAT aprirà la strada per realizzare l’ambizione di Stellantis MEA di raggiungere un milione di veicoli venduti nella regione entro il 2030 con un’autonomia produttiva regionale del 70% e di avvicinarsi, in tal modo, alle esigenze dei clienti.

La fase di costruzione dello stabilimento di Tafraoui-Orano sarà completata entro agosto 2023 e la produzione della prima Fiat 500 è prevista per la fine del 2023.

Entro il 2026, lo stabilimento creerà quasi 2.000 nuovi posti di lavoro in loco, raggiungerà un tasso di localizzazione superiore al 30%, una capacità produttiva di 90.000 veicoli all’anno e realizzerà quattro modelli FIAT.

Per garantire un elevato livello di assistenza ai clienti algerini, la rete di vendita e post-vendita coprirà 28 Wilaya in Algeria entro la fine del 2023.

Sul tema è intervenuto anche Samir Cherfan, Chief Operating Officer di Stellantis Middle East and Africa:

Stellantis è fortemente attiva in Algeria e metterà a disposizione il suo vasto know-how globale e regionale in termini di produzione e prestazioni commerciali. Stiamo mettendo questa esperienza al servizio del progetto Fiat in Algeria per garantire una produzione all’avanguardia, servizi commerciali di alto livello e la migliore customer experience sul mercato. Desidero ringraziare le autorità algerine, i nostri partner locali e i team che stanno lavorando con impegno per rendere possibile il progetto FIAT in Algeria!“.

Infine Olivier François, CEO del marchio FIAT, ha concluso:

Celebriamo il ritorno in Algeria di Fiat: un marchio iconico con una delle cinque tradizioni automobilistiche più longeve al mondo. Dal 1899 la missione del nostro brand non è cambiata: fornire risposte accessibili e intelligenti alle esigenze di mobilità di ogni cliente. La 500 Hybrid sarà la prima FIAT a essere costruita in Algeria, seguita rapidamente dal Doblò e, tra qualche anno, anche da un nuovissimo modello (al momento ancora tra le mani dei nostri designer). Ma già oggi stiamo aprendo gli ordini per la 500 Hybrid e per le due “stelle per la famiglia”, la Tipo e la 500X, e per le nostre stelle del mondo LCV: Ducato, Scudo e Doblò. In Algeria, quindi, c’è già una FIAT per ogni esigenza“.

Cnh Industrial: addio a Piazza Affari

Listing solo sul NYSE.
Il single listing sarà attivo dal 2024.

Era nell’aria da qualche tempo, ora è diventato ufficiale: Cnh Industrial annuncia il delisting da Borsa italiana.

Il comunicato della società che oggi ha presentato i dati finanziari relativi al quarto trimestre del 2022 e all’intero anno , come riporta Il Sole 24 Ore, è stato il seguente:

Il management e il Consiglio di Amministrazione della Società hanno concluso che i suoi azionisti potranno trarre maggiori benefici dal listing sul solo NYSE”.

La decisione di quotare Cnh Industrial in Italia, a Milano, e sulla Borsa americana risale al 2013, anno della fusione con Fiat Industrial Spa.

La struttura finanziaria del Gruppo controllata dalla Exor, guidata da John Elkann, è strutturalmente cambiata dopo lo scorporo delle attività On-Highway e la quotazione a Milano, un anno fa, di Iveco Group.

Dopo lo spin-off, “la maggioranza degli scambi sul titolo CNH Industrial si è progressivamente spostata sul NYSE, evidenziando che la quotazione sui mercati Usa è più in linea con il nuovo profilo di business della Società e con la sua base di investitori”, spiega la società.

Concentrare le negoziazioni in un unico mercato consentirà, questo l’obiettivo che il Gruppo guidato dal ceo Scott Wine si pone, “di migliorare la liquidità del titolo e di porre maggiore attenzione verso gli investitori, semplificando ulteriormente l’assetto della Società e i requisiti regolamentari.

Il single listing sarà definito entro l’inizio del 2024.

Cnh Industrial, nella veste di operatore “puro” nel settore agricolo e Construction, ha registrato l’anno scorso ricavi consolidati pari a 23,5 miliardi di dollari (+20,8% rispetto all’anno precedente, +24% a valuta costante), con un utile netto di 2,039 miliardi, in risultato diluito per azione Adjusted pari a 1,46 dollari e un EBIT Adjusted delle Attività Industriali di 2,4 miliardi.

Il Gruppo prevede per il 2023 ricavi dalle attività industriali in rialzo tra il 6% e il 10%, come annunciato nel corso della presentazione dei dati finanziari.

Il cda inoltre ha proposto un dividendo annuo per azione pari a 0,36 euro.

Auto blu: a palazzo Chigi solo Made in Italy

Alfa Romeo Giulia al posto dell’Audi per la rappresentanza.
Via le Ford Focus, al loro posto le Fiat Tipo.

Continua la svolta Made in Italy del governo Meloni.

Dopo aver sostituito l’Audi con l’Alfa Romeo Giulia come auto di rappresentanza (approfondimento al link), per le auto blu ecco la decisione del governo di sostituire sei Ford Focus con altrettante Fiat Tipo.

Si tratta di una scelta di identità, un simbolo. Un messaggio che è arrivato forte e chiaro fin dall’inizio, quando il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha raggiunto il Quirinale a bordo di una Fiat 500 L.

In un’occasione è stata poi utilizzata anche un’Audi, è vero, ma per quanto concerne la vettura tedesca va ricordato che si trattava di un lascito dei precedenti governi.