Povertà: 6 famiglie su 10 in difficoltà

Dopo la pandemia da Covid19 le famiglie in difficoltà passano dal 46% al 58%.
Problematiche le spese impreviste di media entità.

Un aumento del 12% delle famiglie in difficoltà ad arrivare a fine mese.

Questo è lo scenario che ci troviamo di fronte oggi, con l’impatto della pandemia da Covid19 che ha messo il carico da 90 su una situazione già difficile, anche a causa dell’inadeguatezza delle misure di aiuto e sostegno messe in campo dal governo.

Il quadro che emerge dall’indagine commissionata dal Comitato Edufin alla Doxa e svolta tra maggio e giugno scorso, ossia subito dopo la fine del lockdown, ed è stata riportata dalla presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, vede infatti le famiglie in difficoltà passare dal 46% al 58%.

Il report mette inoltre in evidenza una difficoltà generalizzata a far fronte a spese improvvise di media entità e che, la stessa, è particolarmente accentuata tra i giovani, le donne ed i residenti al Sud. Una delle armi in grado di contrastare questa problematica ed il trend che ne deriva, secondo gli autori del report pubblicato su “Avvenire”, è quella di implementare l’educazione finanziaria tra i cittadini.

Stangata sulle bollette: luce +15,6% gas +11,4%

Mancano gli aiuti e l’economia non riparte, ma il governo alza le imposte.
Nuove tariffe attive dal 1 ottobre.

Si fa presto a dire “piano di rilancio per l’Italia”, un po’ ad attuarlo.

Della famosa pioggia di miliardi che deve arrivare da Recovery fund e Mes tanto sbandierati dal governo giallorosso ancora non si è visto un centesimo; senza inoltre addentrarci nelle considerazioni inerenti alla convenienza o meno dei due pacchetti ed alle loro rispettive condizionalità ed implicazioni.

Non era bastato non prorogare il pagamento delle tasse visti i mesi di lockdown e restrizioni, dal governo arriva un’altra stangata per i cittadini: aumenti a doppia cifra sulle bollette di luce e gas.

In entrambi i casi, infatti, le voci subiranno un aumento superiore al 10% a partire dal 1 ottobre 2020.

Più precisamente, la luce subirà un incremento pari al 15,6% mentre il gas del 11,4%.

Insomma, in tempi già difficili, un’altra azione che di certo non aiuta né le famiglie né la ripresa dell’economia, con l’Italia che rimane uno dei Paesi che meno ha saputo reagire all’epidemia causata dal Covid-19.

Governo: proposta estensione stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021

Il premier Conte proporrà l’estensione al Parlamento, ritenendo di poter agire con più rapidità.
L’opposizione lo legge come un modo per restare al governo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha detto che proporrà al Parlamento di estendere ulteriormente lo stato di emergenza per il coronavirus fino al 31 gennaio 2021.

Il termine scadrebbe il 15 ottobre ma il premier ritiene che ci sia la necessità di protrarlo nel caso la situazione dei contagi degenerasse, in modo da poter intervenire in maniera più rapida.

Dall’altra parte, invece, c’è chi lo vede un modo per restare al governo a colpi di dittatura sanitaria; la strategia sarebbe quella di concentrare tutti i poteri senza contradditori nelle mani del governo ed evitare il più a lungo possibile le elezioni.

Oms: no a estese vaccino Covid fino a metà 2021

Importanti i controlli sui candidati ed i test clinici sulla sicurezza del vaccino.
Serve tempo per verificarne l’effettiva efficacia.

Margaret Harris, portavoce dell’Oms, durante una conferenza stampa avvenuta a Ginevra (Svizzera) ha dichiarato che non sono previste estese operazioni di vaccinazione contro il Covid-19, almeno fino alla metà del prossimo anno.

Stando a quanto riporta “Reuters”, sempre Harris ha inoltre ribadito l’importanza dei controlli rigorosi sull’efficacia e la sicurezza dei candidati al vaccino. Aggiungendo poi che servirà tempo per capire se ed in quali situazioni il vaccino è in grado di proteggere concretamente dal virus.

Più nel dettaglio, la portavoce dell’Oms ha detto quanto di seguito:

Non prevediamo estese vaccinazioni fino a metà dell’anno prossimo. Questa fase 3 richiederà più tempo perché dobbiamo vedere quando il vaccino protegge effettivamente e dobbiamo anche verificare quanto è sicuro.

Vaccini Covid19: Ue al lavoro per i contratti

Acconto da 336 milioni alla AstraZeneca.
Merkel: altri accordi simili in cantiere. Finirà come con l’H1N1?

È caccia al vaccino per il Covid-19. E su questo fronte anche l’Ue si sta dando da fare.

Proprio ieri, infatti, un portavoce ha detto che la Commissione europea ha versato un acconto pari a 336 milioni di euro alla AstraZeneca, azienda farmaceutica britannica, al fine di accaparrarsi almeno 300 milioni di dosi di quello che è un potenziale vaccino contro il coronavirus.

Durante una conferenza stampa, poi, è arrivata la conferma anche da parte della cancelleria tedesca Angela Merkel:

Altri contratti di questo tipo sono in cantiere.”

La domanda che ora sorge spontanea è: finirà come l’H1N1, quando le case farmaceutiche si portarono a casa enormi business per un vaccino poi rimasto completamente inutilizzato (approfondimento al link)?