Vaccino, Oms: “No a terza dose, si rischia aumento varianti”

Dare prima la copertura vaccinale ai Paesi poveri.
In questa situazione il booster è controproducente.

(Foto da internet)

L’Oms interviene per indicare la propria contrarietà alla terza dose di vaccino.

Dopo aver già sottolineato in passato la necessità di dare copertura vaccinale ai Paesi poveri prima di fornire la terza dose ai Paesi ricchi, ora torna sul tema ed aggiunge un monito importante: in questa situazione, la terza dose favorisce l’emergere di nuove varianti.

In una conferenza stampa, ripresa anche da Il Messaggero, infatti, la chief scientist dell’Oms, Soumya Swaminathan, ha dichiarato somministrare la terza dose potrebbe essere addirittura controproducente.

Le sue parole, nle dettaglio, sono state le seguenti:

Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti.

Il problema inerente al fatto che vaccini imperfetti fortifichino i virus dandogli possibilità di mutare creando nuove varianti più forti ed aggressive, era già stato pubblicato anche in altri studi (approfondimento al link).

Danimarca: abolite tutte le restrizioni

L’SSI non farà più affidamento sulla vaccinazione per ottenere l’immunità di gregge.
Tyra Grove Krause: “Ricorderà più l’influenza”.

(Foto da internet)

La Danimarca abolirà tutte le restrizioni inerenti al Covid-19.

Questo ha quanto recentemente deciso il parlamento, con validità a partire dal 1 ottobre 2021.

Non sarà più necessario, dunque, né l’uso della mascherina né l’esibizione del certificato di avvenuta vaccinazione piuttosto che di un tampone con esito negativo effettuate nelle 48 ore precedenti (il green pass, insomma).

Stando a quanto riporta il Freedom First Netwrok (articolo reperibile al link), ripreso anche sula canale Telegram di Cesare Sacchetti (fondatore di La Cruna dell’Ago), l’SSI, ovvero l’agenzia danese per le malattie infettive, ha affermato di non fare più affidamento sulla vaccinazione per ottenere l’immunità di gregge nel paese.

Tyra Grove Krause, direttrice accademica ad interim della SSI, ha affermato che una nuova ondata di infezioni è prevista dopo che le persone saranno tornate al lavoro e a scuola alla fine di quest’estate, ma non dovrebbe essere motivo di allarme: “Ricorderà più l’influenza“.

La Spagna vieta il green pass: limita libertà individuali

Arriva anche la decisione della Galizia, ultima rimasta ad usare il certificato.
Il tribunale ha ritenuto irregolare l’operato del governo.

La giustizia della Galizia.

Il tribunale regionale galiziano, ultima regione spagnola in cui il green pass era ancora un valido requisito per accedere a bar e ristoranti, ha dichiarato lo strumento non valido.

Ora tutta la Spagna è allineata sull’invalidità del green pass; nello specifico, la sede giudiziaria responsabile della decisione, stando a quanto riportato su Ansa, spiega in un comunicato di aver adottato questa risoluzione in seguito ad irregolarità di procedura da parte del governo della Galizia.

I giudici, infatti, ritengono che il governo non abbia sottoposto correttamente alla valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso in cui introduceva il green pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio.

Il tribunale doveva emettere la sentenza in quanto si tratta di una misura limitativa di diritti individuali ed ora, proprio a causa di queste irregolarità riscontrate, il requisito del green pass obbligatorio in determinate circostanze è da considerarsi “privo di vigenza”.

Green pass, Giovannini: in corso valutazione per estensione ai lavoratori

Ministri e presidenza del Consiglio impegnati sul tema.
Vaccinare di più per rendere sicuri i mezzi pubblici.

(Foto da internet)

È in corso la valutazione del green pass per entrare al lavoro.

Intervenuto su Repubblica, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ha dichiarato quanto di seguito:

Il green pass per i lavoratori è un aspetto delicato su cui sono ancora in corso valutazioni da parte dei ministri competenti e della presidenza del Consiglio.”

Lo stesso ministro ha poi continuato toccando il tema della vaccinazione con riferimento ai trasporti pubblici:

È necessario aumentare la quota di vaccinati così che tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici potranno essere e si potranno sentire più sicuri.

Vaccino ai minori: la volontà dell’adolescente prevale sui genitori

Interviene il Comitato di bioetica in merito ai disaccordi.
Priorità alla corretta informazione, ma serve analisi rischi-benefici.

(Foto da internet)

Il vaccino non è, almeno per il momento, obbligatorio.

Ciò detto, dato però che la vaccinazione interessa anche i minorenni, ci troviamo davanti ad un altro problema: cosa fare se la volontà dell’adolescente diverge da quella dei genitori?

Il tema è estremamente delicato ed ha provato a fare chiarezza il Comitato nazionale di bioetica che, evidenziando prima di tutto la necessità di fornire un’informazione accurata sia per adulti che per ragazzi (in questo secondo caso, potrebbe giocare un ruolo fondamentale la scuola), stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore ha precisato quanto di seguito:

Nell’eventualità in cui la volontà del grande minore di vaccinarsi fosse in contrasto con quella dei genitori, si ritiene che l’adolescente debba essere ascoltato da personale medico con competenze pediatriche e che la sua volontà debba prevalere, in quanto coincide con il migliore interesse della sua salute psico-fisica e della salute pubblica.

Non solo. Lo stesso Comitato specifica inoltre che per gli adolescenti con patologie e rientranti nelle categorie identificate dal ministero della Salute (in una lista aggiornata), per le quali la vaccinazione è raccomandata “emerge in forma ancora più pressante l’obbligo dei genitori (rappresentanti legali) di garantire ai propri figli il miglior interesse; è importante ricorrere al comitato di etica clinica o ad uno spazio etico e, come extrema ratio, al giudice tutelare”.

Nel documento redatto dal presidente Lorenzo d’Avack e dalla vicepresidente vicaria Laura Palazzani, si legge anche che:

Il Comitato ritiene importante e auspicabile che l’adolescente sia informato che la vaccinazione è nell’interesse della sua salute, della salute delle persone prossime e della salute pubblica. In ultimo appare comunque corretto, dal punto di vista bioetico, non procedere all’obbligo di vaccinare in mancanza di una legge, ma porre in essere misure atte a salvaguardare la salute pubblica.

Il Comitato, dunque, ritiene fondamentale la vaccinazione sia dal punto di vista della salvaguardia della salute degli adolescenti sia per contenere l’espansione del virus in un’ottica di salute pubblica.

Come già anticipato, l’indicazione proveniente dallo stesso è quella di puntare sulla comunicazione:

Si evidenzia l’importanza dell’informazione rivolta ai genitori, che dovrà essere calibrata in base all’età dell’adolescente, con particolare attenzione al bilanciamento di rischi e benefici, diverso rispetto agli adulti e agli anziani. L’informazione deve essere rivolta anche agli adolescenti, auspicabilmente mediante un foglio informativo prima del vaccino, affinché possano partecipare in modo consapevole. Tale informazione deve essere accompagnata da azioni di sensibilizzazione e di educazione dei genitori e degli insegnanti, con attivazione di specifiche iniziative nella scuola.

Il problema, quindi, torna ancora una volta al punto di partenza: per decidere serve un’analisi rischi-benefici che, ad oggi, nessuno ha perché è impossibile avere dei risultati a lungo termine su un vaccino sperimentale testato forse meno di un anno e con una tecnologia, quella a mRNA, che viene usata.

Infine, c’è anche chi già ribatte al Comitato nazionale di bioetica, sostenendo che il parere espresso confluisce nella propaganda mediatica, dato che la questione è già regolata per legge in modo da non lasciare spazi di discussione in quanto la patria potestà spetta ai genitori.

Non viene, invece, affrontato il tema inerente al caso in cui i due genitori siano di parere opposto.