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La Vignetta di Alfio Krancic
L’Angolo della Poesia – di Barbara Tascone
Bosco verticale a Milano
Cadono le stelle sui nostri pensieri
e passo dopo passo
la città si addormenta sulla nostra memoria.
Cadono le stelle sulle strade distratte,
alti svettano nell’aria straniera
i verdi boschi verticali.
Lo sguardo insiste lontano
e il silenzio notturno
allontana per sempre
disegni
nascosti
di cieli proibiti.
Bielorussia avverte: mezzo milione di addestrati pronti a intervenire
Nel caso in cui il conflitto in Ucraina dovesse estendersi pronto il supporto a Putin.
Il Ministero della Difesa bielorusso ha avvertito venerdì di avere a disposizione circa mezzo milione di reclute addestrate e pronte a entrare in azione “se necessario” in caso di un’escalation del conflitto in Ucraina.
Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa russa “TASS”, il ministero avrebbe dichiarato quanto di seguito:
“Una risorsa di 500.000 reclute militari potrebbe unirsi alle Forze Armate bielorusse, se necessario, e stiamo parlando di una riserva addestrata“.
Il ministro della Difesa bielorusso Viktor Jrenin ha inoltre annunciato l’arrivo nel Paese dei missili Iskander e dei sistemi di difesa aerea S-400, che saranno presentati a ottobre. Entrambi i sistemi sono stati acquistati dalla Russia nel maggio di quest’anno, come annunciato dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Questa settimana Lukashenko ha confermato apertamente che il suo governo sta partecipando all’offensiva militare russa in Ucraina, dopo mesi di sforzi per sminuire la misura in cui è legato all’invasione ordinata a febbraio dal suo alleato, il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente bielorusso, che attualmente si trova a San Pietroburgo per il vertice informale dei capi di Stato della Comunità degli Stati Indipendenti – l’entità sovranazionale formata nel 1991 dalla Russia e dai Paesi satelliti subito dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica – ha anche detto che sta discutendo con Putin “una risposta appropriata” alle dichiarazioni del governo polacco che potrebbe proporre di trasferire nel Paese le armi del deterrente nucleare statunitense.
Come riporta “News 360”, Lukashenko sarebbe intervenuto come di seguito:
“Avete già sentito dichiarazioni sul trasferimento degli arsenali nucleari in Polonia. Penseremo a come rispondere a questa situazione. Nessuno deve preoccuparsi, tutto andrà bene“.
Il presidente polacco ha insistito sul fatto che la richiesta era ancora in fase di esame e che non aveva rilasciato una dichiarazione formale in merito, dichiarando su “Gazeta Polska”:
“La questione è in sospeso“.
Crisi del mercato dell’auto
Calano le tedesche, reggono le giapponesi che hanno i componenti per produrre.
In Polonia la Toyota Corolla rimane l’auto preferita, sale Skoda.
Il mercato automobilistico sta vivendo una crisi causata dalla mancanza di componenti necessari per la produzione delle macchine, ma anche dalla crescente inflazione che scoraggia a comprare le auto.
Le aziende asiatiche come Toyota funzionano meglio per via della disponibilità dei componenti.
Come riporta “Polonia Oggi”, i problemi maggiori li stanno adesso affrontando le imprese tedesche.
Nel successo di Toyota si registra che un’auto su 20 è Corolla, che è diventata da molto tempo l’auto preferita dei polacchi e conferma i dati visti pochi giorni fa sulla classifica delle 5 auto più vendute di sempre (approfondimento al link).
Adesso però, il primo posto nelle preferenze è della Skoda Octavia le cui vendite a settembre sono cresciute del 47% rispetto all’anno scorso.
BMW, Mercedes e Audi sono invece i marchi premium preferiti.
Nonostante i gusti dei polacchi, la direzione nella quale va oggi il mercato automobilistico è preoccupante.
Ad agosto il prezzo medio di una nuova macchina è ammontato del 14% di più rispetto all’anno scorso.