Safer internet day, l’esperto: in sanità aumento vertiginoso attacchi cyber

Draicchio: quasi raddoppiati gli eventi cyber rispetto al 2023.
Alta incidenza dei casi ransomware (riscatto in cambio di sblocco dei dati).

“Il rischio cyber è in aumento vertiginoso e in particolare la sanità deve adottare un approccio sistemico e proattivo alla sicurezza informatica. A livello globale, il settore healthcare è quello più colpito dagli attacchi cyber, con numeri in crescita esponenziale: basti dire che secondo l’ultimo Rapporto Clusit nei primi sei mesi del 2024 gli incidenti nella sanità digitale sono arrivati al 18% del totale, quasi uno su cinque, e in valori assoluti parliamo di 296 casi in un solo semestre, appena 100 in meno di tutto il 2023, pressoché lo stesso dato dell’intero 2022”. A lanciare l’allarme è Pasquale Draicchio, cyber risk manager per l’Italia di Relyens, gruppo mutualistico europeo di riferimento nei settori dell’assicurazione e della gestione dei rischi in sanità, in occasione del Safer internet day 2025, Giornata mondiale della sicurezza in rete.       

“Anche i recenti dati dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) confermano che nel 2024 il numero complessivo degli eventi cyber è quasi raddoppiato rispetto al 2023 – aggiunge Draicchio – con un’alta incidenza di attacchi ransomware. Le conseguenze possono essere pesantissime, in particolare nel caso del ransomware, che comporta un blocco dell’accesso ai dati in cambio di un riscatto; questo può provocare l’arresto delle funzionalità delle strutture sanitarie e il furto dei dati o addirittura delle cartelle cliniche in toto, il cui valore nel dark web è estremamente alto”. Altre gravi ripercussioni, continua, “consistono in un generale rallentamento del lavoro dei professionisti della salute che durate l’attacco non possono avvalersi dei normali procedimenti automatizzati”.

Secondo l’esperto, le Asl e i presidi sanitari possono contrastare gli attacchi cyber con “soluzioni guidate dalla costruzione di un ecosistema sicuro ed efficiente, seguendo il principio cardine del risk management”, che parte dall’anticipazione del problema. Alcune delle procedure chiave da adottare contro il ransomware sono il patch management, ossia l’aggiornamento puntuale dei sistemi, il backup management, con la copiatura e il salvataggio dei dati in un luogo fisico differente da quello di produzione, e infine il rollback, ossia la pratica di testare il corretto funzionamento di questi backup per poter tornare allo status pre-attacco.      

“Naturalmente è importante avere un approccio più strutturato alla gestione dei dati, che includa non solo la raccolta, ma anche l‘integrazione e l’interoperabilità tra i sistemi. Tuttavia – conclude Draicchio – è decisiva la formazione cyber del personale sanitario, in modo che sia autonomo nel riconoscere i rischi in anticipo e possa integrare efficacemente le innovazioni tecnologiche, assicurando che il loro utilizzo migliori, anziché ostacolare, l’erogazione delle prestazioni”.

DeepSeek affonda i titoli tech in Usa e Ue

L’app cinese supera chatGTP: intelligenza artificiale migliore di quella americana e a minor prezzo.
Crollano in Borsa IA e microchip.

La sorpresa DeepSeek affonda i titoli tecnologici, dai microprocessi al comparto dell’IA, in Europa e negli Usa.

L’app cinese, che ha raggiunto i vertici nei download gratuiti dell’App Store di Apple sia nel Dragone sia negli Stati Uniti, superando ChatGPT negli Usa, ha scatenato il panico dopo aver rilasciato modelli di intelligenza artificiale in grado di superare i migliori d’America nonostante siano costruiti a un costo inferiore e con chip meno potenti.

Di riflesso, come riporta Ansa, il colosso olandese Asml cede il 9,62%, mentre negli Usa Nvidia perde nel pre-mercato il 7,94%, Microsoft il 4,54%, Alphabet il 3,10% e Broadcom l’8,26%.

Trump lancia Stargate: 500 miliardi di investimenti in AI

Investimento iniziale di 100 miliardi da parte di Softbank, Oracle e OpenAI.
Se il progetto ha successo arriveranno altri licenziamenti come in BP e banche?

Donald Trump annuncia un maxi-investimento fino a 500 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale.

Il presidente Usa svela ‘Stargate‘, la joint-venture di Softbank, Oracle e OpenAI per investire nell’infrastruttura necessaria per l’IA.

Come riporta Ansa, i tre colossi si impegnano a investire inizialmente 100 miliardi di dollari con l’obiettivo di salire fino a 500 miliardi in quattro anni.

Si spera però che, poi, l’AI porti benefici e non altri tagli ai posti di lavoro come recentemente successo in BP, colosso petrolifero che ridurrà subito la forza lavoro di 7.700 dipendenti più altri in futuro (approfondimento al link), e per le mansioni di banche, dove verranno licenziate 200mila persone sostituite dai bot (approfondimento al link).

Amazon, Meta e Nvidia contro Biden

Dopo le critiche di Zuckerberg e Bezos all’amministrazione Biden, arrivano anche quelle del colosso tecnologico.

Non bastavano Jeff Bezos (proprietario di Amazon) e Mark Zuckerber (fondatore di Meta che comprende Facebook ed Instagram), che alla luce delle ultime elezioni americane hanno trovato tempo e modo per posizionarsi dalla parte di Donald Trump, ora arrivano anche le critiche di Nvidia.

Come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, con un post sul blog ufficiale l’azienda ha bocciato apertamente l’ultima mossa dell’amministrazione democratica uscente: una legge sull’export dei chip per l’intelligenza artificiale che mina le certezze dei produttori di semiconduttori.

Nvidia aveva significativamente incrementato le spese di lobbying a Washington ed ora, proprio a causa delle restrizioni della nuova legge fatta dal governo Biden, si ritrova ad essere autorizzata alla vendita verso la Cina solo delle versioni meno performanti dei chip per l’AI.

AI pronta a sostituire 200mila dipendenti nelle banche

Tagli medi del 3% del personale.
Back office la posizione più a rischio ma anche altre sono sotto esame.

La tecnologia non ha solo benefici.

Dopo aver recentemente assistito ai tagli dichiarati dal colosso petrolifero BP scelti dall’intelligenza artificiale (approfondimento al link), ora uno studio di Bloomberg Intelligence, ripreso poi da Il Sole 24 Ore, rivela che l’AI è pronta sostituire 200.000 dipendenti nelle banche entro 5 anni.

Per quelli che invece non verranno licenziati, comunque vi sarà una novità: la maggior parte degli Istituti bancari, infatti, sta richiamando in ufficio la forza lavoro attualmente impiegata con modalità di Smart Working.

Lo studio continua indicando che, in media, è previsto un taglio pari al 3% dei posti di lavoro e che tra le posizioni che più a rischio sono quelle di back office; tuttavia, l’assistenza clienti subirà variazioni variazioni a causa dell’utilizzo dei bot ed anche le mansioni legate alla conoscenza dei clienti sono sotto esame.