Musk si riconferma la persona più ricca del mondo

Il proprietario di Tesla ha più del triplo del patrimonio del secondo in classifica.
Trump scala 55 posizione grazie alle sue criptovalute.

Il patrimonio netto stimato di Elon Musk, pari a 839 miliardi di dollari, lo rende l’uomo più ricco mai registrato sulla Terra, a guidare un club di paperoni che ha visto le fortune complessive aumentare nell’ultimo anno al massimo storico di 20.100 miliardi.

Secondo la tradizionale classifica di Forbes sulle valutazioni al primo marzo 2026, il patron di Tesla e SpaceX è al vertice per il secondo anno di fila, dopo che il suo patrimonio è aumentato di circa 500 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, trainato dalle crescenti valutazioni delle sue società.

Ma le fortune di Musk ammontano a più di tre volte quella dei nomi successivi nella lista di Forbes, che ha raggiunto il record di 3.428 individui ed è popolata in cima da altri colossi della tecnologia.

I cofondatori di GoogleLarry Page (257 miliardi) e Sergey Brin (237 miliardi) si sono classificati al secondo e terzo posto; mentre il fondatore di AmazonJeff Bezos, è quarto con 224 miliardi ed il numero uno di MetaMark Zuckerberg, è quinto, con 222 miliardi.

Donald Trump è salito al 645esimo posto dal 700esimo posto dell’anno scorso, come riporta Tgcom24: le sue criptovalute gli hanno permesso di scalare 55 posizioni in 12 mesi nella prestigiosa classifica dei paperoni.

Reddito pro capite: la Polonia supera la Spagna

Il confronto tiene conto delle differenze del costo della vita tra i vari Paesi.
Tusk: Polonia parte dell’élite economica europea.

Secondo i dati più recenti del MFW (in polacco: Międzynarodowy Fundusz Walutowy), la Polonia ha superato la Spagna in termini di reddito pro capite calcolato in base al PPP (Purchasing Power Parity, l’indicatore che tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i paesi).

Come riporta Polonia Oggi, il reddito pro capite in Polonia ha raggiunto 58,56 mila dollari (PPP), mentre in Spagna è stato 58,35 mila dollari (PPP).

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato questi dati, definendo la Polonia parte dell’”élite economica europea“.

Tuttavia, il reddito medio in Europa resta più alto, con una media di circa 66,8 mila dollari (PPP).

Alcuni paesi come Italia, Repubblica Ceca, Lituania e Slovenia hanno il reddito pro capite superiore a quello polacco.

Il rapporto evidenzia anche che l’economia polacca ha continuato a crescere nel 2025 a un ritmo più veloce rispetto a quella spagnola, riflettendo un trend positivo per l’economia nazionale.

Polonia: Ministero Difesa ritira formazione sul gender per i soldati

Gli stessi soldati avevano espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Il Ministero della Difesa Nazionale ha informato che, per decisione del ministro, dal programma delle formazioni integrative per il 2026 è stato eliminato il tema riguardante i “diritti umani e la prospettiva di genere nelle operazioni militari.

La formazione, come riporta Polonia Oggi, era stata precedentemente proposta dalla Presidente del Consiglio per il Servizio Militare delle Donne e approvata dal Dipartimento del Personale del Ministero.

La questione è diventata pubblica dopo alcune notizie diffuse dai media e dichiarazioni anonime di soldati che hanno espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Nel comunicato ufficiale, il Ministero ha sottolineato che, nonostante la precedente approvazione a livello dipartimentale, il ministro della Difesa ha deciso di ritirare questo punto dal programma.

Il Ministero ha inoltre ricordato che formazioni di questo tipo possono essere organizzate sulla base di una decisione del 2020 relativa alla metodologia dell’educazione civica e alla prevenzione e disciplina militare. Tuttavia, il tema in questione non sarà incluso nel programma di formazione per il 2026.

Cronache di una notte senza sonno

Tutto comincia in una notte davanti alla porta dell’autoscuola Manzoni

Ci sono notti che non portano sonno, ma rivelazioni. Notti in cui il silenzio della casa diventa un palcoscenico per i pensieri, e la mente libera da impegni, scadenze e rumori, perché ancora la sveglia era lontana, decide di fare ciò che sa fare meglio: rovistare nei ricordi, accendere immagini, riportare alla luce pezzi di vita che credevamo archiviati. 
Questa è una di quelle notti.

Una notte passata in bianco può produrre effetti che non è scontato siano del tutto negativi.
E infatti, mentre facevo avanti e indietro tra il divano e… il water, passando per un bicchiere pieno d’acqua, ho trovato un po’ di tempo da dedicare alla mia creatività. 

Dopo aver fantasticato, con la rapidità di chi sogna a occhi aperti, su come diventare ricca, bella e intelligente senza il minimo sforzo, ho deciso di tornare con i piedi per terra e dedicarmi a ciò che davvero mi appartiene: raccontare.

Così, nel buio della cucina, con solo il rumore dell’acqua che bolliva nel bollitore e il frigo che ronzava come un vecchio generatore, i miei pensieri hanno iniziato a vagare. 
E si sono fermati lì, in un punto preciso della mia giovinezza: il giorno in cui sono diventata “pilota”. 
Ops… guidatrice. 
Tranquilli, una guidatrice senza danni collaterali, per la precisione.

Era il 3 ottobre 1986. Diciotto anni e un giorno. 
Alle 15:30 in punto varcavo la porta della rinomata autoscuola Manzoni, a poche centinaia di metri da casa mia. 
Non sapevo ancora che quel pomeriggio sarebbe diventato uno di quei ricordi che tornano a bussare quando meno te lo aspetti, come stanotte.

Ogni storia ha un punto di partenza, e il mio viaggio verso la patente comincia proprio qui: una notte insonne, un pensiero che si accende, e una porta dell’autoscuola che si apre. 
Nella prossima puntata entreremo davvero in quel mondo fatto di istruttori improbabili, fogli rosa e sogni di libertà. 
Perché ogni guidatrice nasce due volte: quando compie diciotto anni… e quando incontra il suo primo istruttore.

Il Mondo di Ketty – Nel cuore della tempesta

Viaggio dentro una tristezza che chiede ascolto, non fuga.


Ci sono momenti in cui una tristezza profonda ti avvolge all’improvviso, quasi fosse un senso di perdita. Non la perdita di qualcosa di esterno, ma di te stessa: della voglia di continuare a lottare, di colmare lacune, di costruire ponti verso ciò che desideri essere.

In quei momenti ti assale una voglia irrefrenabile di mollare tutto, di abbandonare la nave. Una nave che continua a navigare nella tempesta della vita, mentre tu senti di essere al timone completamente da sola. Le onde si fanno sempre più alte, gli iceberg compaiono all’improvviso, il vento soffia forte. E tu ti senti stremata.

Ogni ostacolo superato non ti concede nemmeno il tempo di respirare, perché subito ne arriva un altro. E poi un altro ancora. È come essere la protagonista di un film che qualcuno ha scritto per te, senza che tu abbia il diritto di modificarne la trama.

A volte pensi che sarebbe bello rifugiarsi in una dolce amnesia. Non ricordare ciò che sei stata, né i traguardi raggiunti o mancati. Lasciare andare tutto ciò che ti ha condotta fino a quell’istante in cui senti che tutto è svanito. Il punto di non ritorno. O forse, il punto d’inizio di una nuova esistenza senza memoria: un hard disk vergine, ancora tutto da scrivere.

Pensa…

E allora penso. 
Penso che, forse, non serve davvero cancellare tutto per ricominciare. Forse basta concedersi il diritto di fermarsi, di respirare, di riconoscere che essere stanchi non significa essere finiti. 

Forse la nuova esistenza non nasce dall’amnesia, ma dal coraggio di guardare in faccia ciò che fa male senza lasciarsi definire da esso. Dal permettersi di chiedere aiuto quando il timone pesa troppo. Dal ricordarsi che nessuna tempesta dura per sempre, anche quando sembra infinita.

E così, mentre le onde continuano a infrangersi, capisco che non sono obbligata a essere invincibile. Posso essere fragile, posso essere umana. E in quella fragilità, paradossalmente, ritrovo un punto d’appoggio. 

Non un hard disk vergine, ma una pagina nuova. 
Non un oblio, ma un inizio.
Un nuovo inizio fatto di coraggio e speranza.