Il Canada verso la depenalizzazione delle droghe pesanti

La raccomandazione arriva da una task force di esperti.
Il ministro della Sanità: “L’uso di eroina non è una questione morale”.

(Foto da internet)

In Canada, una task force di esperti istituita dal ministro della Salute, ha raccomandato la depenalizzazione delle droghe pesanti illegali.

Il fine era quello di indagare sull’attuale crisi della droga; ne è emerso un rapporto di 33 pagine (reperibile qui) in cui si raccomanda l’aumento della quantità consentita per il possesso e per i limiti di possesso in modo che possano “essere fissati abbastanza in alto da tenere conto delle abitudini di acquisto e consumo di tutte le persone che fanno uso di droghe” e che tutte le passate infrazioni per droga ed i precedenti penali “siano completamente cancellati“, il che significa “cancellazione completa, automatica e gratuita“.

Ancora, nel rapporto si legge che “la crisi della droga è aumentata durante la pandemia di COVID-19, ma le misure che il governo sta utilizzando non sono sufficienti per affrontare i problemi sistemici, lo stigma e il razzismo che la stanno alimentando“.

Il ministro della Sanità canadese, Patricia Hajdu, ha dichiarato che l’uso di eroina “non è una questione morale”.

Intervenuto sulla questione tramite un’intervista rilasciata all’Epoch Times, l’avvocato ed autore di best seller Heater Mac Donald del Manhattan Institute for Policy Research, ha invece sostenuto quanto di seguito:

Tale uso [di droghe illecite] ha enormi effetti esterni sulla società. … Più una società è lapidata, meno sarà in grado di funzionare per il bene dei suoi membri più vulnerabili, soprattutto i bambini. Depenalizzando il possesso di droga, le autorità inviano il messaggio che le droghe che alterano la mente, che vengono ingerite esclusivamente per tali effetti mentali, sono innocue e prevedibili nel loro uso.

L’articolo completo è reperibile al link.

Vaccino, Oms: “No a terza dose, si rischia aumento varianti”

Dare prima la copertura vaccinale ai Paesi poveri.
In questa situazione il booster è controproducente.

(Foto da internet)

L’Oms interviene per indicare la propria contrarietà alla terza dose di vaccino.

Dopo aver già sottolineato in passato la necessità di dare copertura vaccinale ai Paesi poveri prima di fornire la terza dose ai Paesi ricchi, ora torna sul tema ed aggiunge un monito importante: in questa situazione, la terza dose favorisce l’emergere di nuove varianti.

In una conferenza stampa, ripresa anche da Il Messaggero, infatti, la chief scientist dell’Oms, Soumya Swaminathan, ha dichiarato somministrare la terza dose potrebbe essere addirittura controproducente.

Le sue parole, nle dettaglio, sono state le seguenti:

Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti.

Il problema inerente al fatto che vaccini imperfetti fortifichino i virus dandogli possibilità di mutare creando nuove varianti più forti ed aggressive, era già stato pubblicato anche in altri studi (approfondimento al link).

Danimarca: abolite tutte le restrizioni

L’SSI non farà più affidamento sulla vaccinazione per ottenere l’immunità di gregge.
Tyra Grove Krause: “Ricorderà più l’influenza”.

(Foto da internet)

La Danimarca abolirà tutte le restrizioni inerenti al Covid-19.

Questo ha quanto recentemente deciso il parlamento, con validità a partire dal 1 ottobre 2021.

Non sarà più necessario, dunque, né l’uso della mascherina né l’esibizione del certificato di avvenuta vaccinazione piuttosto che di un tampone con esito negativo effettuate nelle 48 ore precedenti (il green pass, insomma).

Stando a quanto riporta il Freedom First Netwrok (articolo reperibile al link), ripreso anche sula canale Telegram di Cesare Sacchetti (fondatore di La Cruna dell’Ago), l’SSI, ovvero l’agenzia danese per le malattie infettive, ha affermato di non fare più affidamento sulla vaccinazione per ottenere l’immunità di gregge nel paese.

Tyra Grove Krause, direttrice accademica ad interim della SSI, ha affermato che una nuova ondata di infezioni è prevista dopo che le persone saranno tornate al lavoro e a scuola alla fine di quest’estate, ma non dovrebbe essere motivo di allarme: “Ricorderà più l’influenza“.

Obbligo di mascherina a scuola: DPCM illegittimi

Vittoria degli avvocati Corrias e Scifo al TAR del Lazio.
Via alle richieste di risarcimento, probabilmente pagate direttamente dagli autori dei DPCM.

Il TAR del Lazio dà ragione agli avvocati Corrias e Scifo: l’uso della mascherina imposto a scuola ai minori di 12 anni è illegittimo.

Questa notizia dà il via alle richieste di risarcimento, con gli avvocati che indicano che le illegittimità non si limitano al solo caso sopracitato, ma riguardano sostanzialmente entrambi i DPCM.

Stando a quanto sostengono i due avvocati, secondo l’art. 28 della Costituzione, i risarcimenti potrebbero essere pagati di tasca propria da parte degli autori (in questo caso dall’ex premier Giuseppe Conte).

Da questo punto di partenza, i due avvocati dichiarano di puntare al riconoscimento dell’illegittimità del green pass.

Il video-intervista completo è reperibile al seguente link.

La Spagna vieta il green pass: limita libertà individuali

Arriva anche la decisione della Galizia, ultima rimasta ad usare il certificato.
Il tribunale ha ritenuto irregolare l’operato del governo.

La giustizia della Galizia.

Il tribunale regionale galiziano, ultima regione spagnola in cui il green pass era ancora un valido requisito per accedere a bar e ristoranti, ha dichiarato lo strumento non valido.

Ora tutta la Spagna è allineata sull’invalidità del green pass; nello specifico, la sede giudiziaria responsabile della decisione, stando a quanto riportato su Ansa, spiega in un comunicato di aver adottato questa risoluzione in seguito ad irregolarità di procedura da parte del governo della Galizia.

I giudici, infatti, ritengono che il governo non abbia sottoposto correttamente alla valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso in cui introduceva il green pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio.

Il tribunale doveva emettere la sentenza in quanto si tratta di una misura limitativa di diritti individuali ed ora, proprio a causa di queste irregolarità riscontrate, il requisito del green pass obbligatorio in determinate circostanze è da considerarsi “privo di vigenza”.