Apple Daily: 5 arresti nella redazione di Hong Kong

Blitz della polizia per violazione della sicurezza nazionale.
Congelati beni per 2,3 mln di dollari.

Per la prima volta in base alla nuova legge imposta da Pechino ad Hong Kong, un ordine di sequestro colpisce direttamente una società di media.

È successo nella sede del quotidiano Apple Daily, di proprietà del magnate dell’industria Jimmy Lai, in carcere dallo scorso dicembre.

Il blitz della polizia negli uffici del quotidiano pro-democrazia ha portato a cinque arresti, tra cui quattro uomini ed una donna di età compresa tra i 47 ed i 63 anni; tra loro, anche il direttore Ryan Law.

L’intervento della polizia è stato effettuato per “sospetta violazione della legge sulla sicurezza nazionale” e gli arresti sono avvenuti per “collusione con un Paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

L’operazione ha portato al congelamento di beni per un totale di 18 milioni di dollari di Hong Kong, ovvero circa 2,3 miliardi di dollari americani, di tre società collegate ad Apple Daily: Apple Daily Internet Limited, Apple Daily Limited e Apple Daily Printing Limited.

Questo episodio crea un precedente che preoccupa tutto il settore dei media.

Apple, i dipendenti non vogliono tonare in ufficio

Opposizione dei lavoratori allo stop dello smart working chiesto da Tim Cook.
Avviata una campagna per chiedere più flessibilità.

No al ritorno in ufficio.

Questa, in estrema sintesi, la risposta dei dipendenti Apple a Tim Cook con riferimento alla sua richiesta di tornare in ufficio almeno 3 giorni alla settimana entro settembre, precisamente nei giorni di lunedì, martedì e giovedì.

Nel rifiutare lo stop allo smart working, i dipendenti hanno anche scritto una lettera nella quale chiedono più flessibilità; la medesima lettera è stata pubblicata da The Verge e riporta quanto di seguito:

Senza l’inclusività che la flessibilità porta, molti di noi sentono di dover scegliere tra una combinazione delle nostre famiglie, il nostro benessere, e l’essere autorizzati a fare il nostro miglior lavoro, o essere parte di Apple. Nell’ultimo anno ci siamo spesso sentiti non solo inascoltati, ma a volte attivamente ignorati.

Con queste parole, i dipendenti, lamentano una “disconnessione” da parte della direzione sul tema del lavoro da remoto.

Cook sosteneva che gli mancasse il “ronzio dell’ufficio”, ma evidentemente i suoi dipendenti non la pensano come lui.

Mentre Apple scoraggiava il lavoro da casa prima della pandemia, Twitter e Facebook hanno invece dichiarato che i dipendenti possono lavorare da casa per sempre, anche dopo la fine della pandemia.

Ferrari compra la cedrata Tassoni e la lancia come bevanda luxury

Si vuole creare un polo dell’eccellenza del bere made in Italy.
Tassoni rimarrà comunque unità produttiva autonoma.

Lo spumante Ferrari acquisto la storica cedrata Tassoni. E ne vuole fare una bevanda luxury.

La Tassoni, nata sul Lago di Garda da una spezieria che fu riconosciuta farmacia nel 1793, ha sempre avuto sede a Salò e la sua famosa cedrata fu lanciata nel 1956; con la peculiarità di essere prodotta solo con cedri “Diamante” provenienti dalla Calabria, nonostante l’acquisizione manterrà comunque la sua autonomia produttiva.

L’intenzione degli acquirenti, ovvero la Lunelli Holding coordinata da Matteo Lunelli ed il Direttore finanziario Claudio Dimarco, è quella di creare “un polo dell’eccellenza del bere, ambasciatore nel mondo dello stile di vita italiano”.

Come riporta “Il Mattino”, lo stesso Matteo Lunelli, specificando la volontà di farlo diventare un “Luxury Soft Drink” italiano per eccellenza, è orgogliosamente intervenuto sul tema come di seguito:

È un marchio iconico, un simbolo della migliore tradizione italiana che rimane in questo modo patrimonio del nostro Paese.

La strategia, ora, è quella di aumentare la presenza sui mercati internazionali e di affiancare alla cedrata altre bibite prodotte con materie prime sostenibili e di altissima qualità.

Cnh-Faw: salta l’accordo per Iveco

Si attende un comunicato per ufficializzare la notizia.
Giorgetti “vicenda seguita con attenzione dal governo”.

Pare ormai ufficiale l’interruzione della trattativa tra Cnh Industrial e la cinese Faw per la cessione di Iveco; si attende un comunicato ufficiale in tal senso.

Non solo. In ballo, inoltre, c’era anche la cessione di una quota di Fpt Industrial.

Come riporta “Tgcom24”, sul tema è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti:

Accogliamo con favore e valutiamo positivamente la notizia del mancato perfezionamento della trattativa; il governo ha seguito con attenzione la vicenda.

Rilascio dell’acqua di Fukushima: Corea del Sud contro Giappone

La Corea del Sud impugna la decisione Giapponese di rilasciare le acque contaminate.
In Italia arrivano oltre 40 milioni di kg di pesce da quelle acque.

Il Giappone vuole rilasciare 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva, trattata dalla centrale di Fukushima.

La Corea del Sud, tramite il suo presidente Moon Jae-in, ha impugnato la decisione al tribunale internazionale del diritto del mare; portando il caso al tribunale di Amburgo, la Corea del Sud mira a sospendere l’iniziativa annunciata dal governo di Tokyo che ha innescato forte opposizione e indignazione nel Paese.

Moon Jae-in, nel frattempo, ha incontrato l’ambasciatore nipponico Koichi Aiboshi, al quale ha espresso “grande preoccupazione”.

Ma anche l’Italia è interessata al tema. La Coldiretti, infatti, sui dati Istat relativi al 2020 che vedono arrivare in Italia oltre 21 milioni di kg di pesce (tra pesci, crostacei e molluschi) dalle acque del Giappone, oltre che 18 milioni di kg dalla Cina ed altri 3,3 milioni di kg dalla Corea, ha dichiarato quanto di seguito:

E’ devastante la decisione del Giappone, che ha pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, economico e sanitario a livello globale, sulla quale devono intervenire le istituzioni internazionali.