Accordo Usa-Cina: Pechino ammetterà uscita covid da laboratorio

Condanna per gli scienziati che hanno insabbiato il caso.
L’Oms ora mette in dubbio il suo stesso report sulle origini del virus.

La Cina, dopo lunghe indagini, sarebbe disposta ad ammettere che il virus è accidentalmente sfuggito dal laboratorio di Wuhan. Di contro, gli Usa sarebbero disposti ad accettare la versione secondo la quale Pechino avrebbe saputo della fuga del virus solo di recente e che verranno perseguiti scienziati e ricercatori che hanno tenuto nascosta la verità impedendo alla Cina di informare tempestivamente gli Stati Uniti ed il mondo della grave minaccia.

Questo è quanto riporta Tgcom24, aggiungendo che gli Stati Uniti sarebbero anche pronti a a svolgere un’indagine sul coinvolgimento attivo di alcuni scienziati e ricercatori statunitensi negli studi sul virus nel laboratorio di Wuhan.

Il tema è aperto da tempo, con notizie che già legavano il virus al laboratorio di Wuhan (approfondimento ai link1 e link2) ed il fatto che la notizia non volesse essere ammessa per non essere associati a Trump (approfondimento al link).

L’Oms, addirittura, avrebbe messo in dubbio il suo stesso report diffuso a marzo dal suo stesso team che liquidava come improbabile la fuga dal centro ricerche di Wuhan, tanto che il direttore Ghebreyesus ha dichiarato:

Serve una nuova missione in Cina, per proseguire le ricerche sull’origine del coronavirus, anche nei laboratori, c’è stata una spinta prematura a escludere la teoria del virus fuggito dal laboratorio di Wuhan. All’inizio della pandemia non tutti i dati sono stati condivisi. Chiediamo alla Cina di essere più aperta, trasparente, collaborativa. Dobbiamo la verità a milioni di morti.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove è responsabile del Controllo di Gestione degli stabilimenti polacchi di una holding italiana; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha conseguito, tra i vari titoli, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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