Enel Geen Power Australia vende il 50%

Operazione da 400 milioni di euro.
Ad acquisire la metà è Inpex Corporation.

Enel, attraverso la sua controllata al 100% Enel Green Power, ha firmato un accordo con Inpex Corporation, per la cessione del 50% delle due società che possiedono tutte le attività del gruppo in Australia, nello specifico Enel Green Power Australia Pty Ltd ed Enel Green Power Australia Trust (insieme: “Enel Green Power Australia“, o “Egpa“), attualmente interamente possedute da Egp, per un corrispettivo complessivo di circa 400 milioni di euro di enterprise value, riferito al 100%, di cui circa 140 milioni di euro in debito.

L’operazione, come spiega la società in una nota, è in linea con l’attuale piano strategico di Enel, che prevede la realizzazione di partnership in alcuni business e aree geografiche per incrementare la creazione di valore.

Al perfezionamento dell’operazione, stando a quanto riporta Ansa, si prevede che Egp e Inpex gestiranno congiuntamente Egpa, supervisionando l’attuale portafoglio di generazione da fonti rinnovabili di quest’ultima e continuando a sviluppare la sua pipeline di progetti, allo scopo di ottenere un incremento della capacità installata di Egpa.

In questo modo, Egpa continuerà a guidare la transizione energetica in corso in Australia, accelerando il suo contributo al raggiungimento dell’obiettivo Net Zero del Paese.

Si prevede che l’operazione complessiva genererà un impatto positivo di circa 87 milioni di euro sull’Ebitda ordinario e reported del gruppo per il 2023.

Inoltre, si prevede che l’operazione genererà un effetto positivo sull’indebitamento netto consolidato del gruppo di circa 145 milioni di euro legato alla quota del 50% ceduta da Egp che sarà contabilizzata nel 2023; tale importo non include circa 203 milioni di euro di indebitamento netto deconsolidati nel 2022, in quanto Egpa era già stata classificata come “held for sale“.

Il perfezionamento della vendita è soggetto ad alcune condizioni preliminari usuali per questo tipo di operazioni, tra cui l’autorizzazione dell’Australian Foreign Investment Review Board e delle autorità antitrust competenti.

Le migliori aziende per ogni nazione

Apple regina mondiale.
In Italia svetta Enel.

Quali sono le società che valgono di più per ogni Paese?

A livello mondiale il primato è in mano ad Apple, nel nostro Paese il gradino più alto del podio spetta ad Enel.

Ma vediamo, di seguito, la lista stilata da Wall Street Italia:

🇦🇷Argentina → MercadoLibre: $59.77 mld

🇦🇺Australia → BHP Group: $153.32 mld

🇦🇹Austria → Verbund AG: $28.83 mld

🇧🇪Belgio → Anheuser-Busch Inbev: $113.69 mld

🇧🇷Brasile → Petrobras: $91.73 mld

🇰🇭Cambogia → Sihanoukville Autonomous: $1.41 mld

🇨🇦Canada → Royal Bank Of Canada: $133.39 mld

🇨🇱Cile → Sociedad Química y Minera: $21.58 mld

🇨🇳Cina → Tencent: $413.03 mld

🇩🇰Danimarca → Novo Nordisk: $358.45 mld

🇫🇮 Finlandia → Nordea Bank: $39.3 mld

🇫🇷Francia → LVMH: $467.42 mld

🇩🇪Germania → SAP: $158.22 mld

🇬🇷Grecia → OTE Group: $7.55 mld

🇭🇰Hong Kong → AIA: $119.41 mld

🇮🇹Italia → Enel: $69.3 mld

🇮🇸 Islanda → Marel: $2.43 mld

🇮🇩Indonesia → Bank Central Asia: $74.63 mld

🇮🇳India → Reliance Industries: $215.74 mld

🇮🇪Irlanda → Accenture: $195.16 mld

🇮🇱Israele → Mobileye: $31.14 mld

🇯🇵Giappone → Toyota: $221.67 mld

🇱🇺Lussemburgo → ArcelorMittal: $22.99 mld

🇲🇾Malaysia → Maybank: $22.17 mld

🇲🇽Messico → America Movil: $ 70.11 mld

🇳🇱Paesi Bassi → ASML: $289.94 mld

🇳🇿New Zealand → Fisher & Paykel Healthcare

🇳🇴Norvegia → Equinor: $91.92 mld

🇵🇱Polonia → PKN Orlen: $18.64 mld

🇵🇹Portogallo → EDP Group: $20.41 mld

🇷🇺Russia → United Heavy Machinery: $53.58 mld

🇸🇦Arabia Saudita → Saudi Aramco: $2.084 mld

🇸🇬Singapore → DBS Group: $60.13 mld

🇿🇦Sud Africa → Naspers: $34.55 mld

🇰🇷Corea del Sud → Samsung: $369.16 mld

🇪🇸Spagna → Inditex: $119.49 mld

🇸🇪Svezia → Atlas Copco: $65.95 mld

🇨🇭Svizzera → Nestlé: $321.92 mld

🇹🇼Taiwan → TSMC: $532.28 mld

🇹🇭Thailandia → Airports of Thailand: $29.06 mld

🇹🇷Turchia → Sasa Polyester: $11.81 mld

🇦🇪UAE → International Holding Company: $235.91 mld

🇬🇧UK → AstraZeneca: $203.43 mld

🇺🇸US → Apple: $3.019 mld

Elkann: Stellantis non ha bisogno dell’Italia come azionista

Elkann: “Stellantis sta andando molto bene”.
Il governo francese detiene circa il 6% del gruppo.

John Elkann, presidente di Stellantis, ha risposto agli appelli delle lobby commerciali affinché l’Italia investa direttamente nella società.

Elkann ha chiarito che Stellantis sta andando bene e non ha bisogno che il governo italiano diventi azionista.

Come riporta Investing.com, le sue parole sono state le seguenti:

Penso che gli Stati investano nelle aziende quando queste vanno male. E Stellantis sta andando molto bene“.

Il governo francese, ex investitore di PSA che nel 2021 si è fusa con Fiat Chrysler per formare Stellantis, è considerato un azionista rilevante” del gruppo con una quota del 6% circa.

Il presidente Elkann, che è anche amministratore delegato della società di investimento Exor (che è il maggiore azionista di Stellantis con una quota del 14%), ha affermato che la posizione della Francia come azionista di Stellantis è giustificata dalle sfide affrontate da PSA in passato, che hanno richiesto l’intervento del governo francese.

Le azioni di Stellantis erano in rialzo dell’1,44% nelle recenti contrattazioni di mercato.

Stellantis: sempre meno made in Italy

Il baricentro della produzione è ormai in Polonia.
Elettrico in Spagna. Investimenti in Algeria e Turchia.

C’è sempre meno made in Italy nei piani di Stellantis.

Come riporta Il Sole 24 Ore, il numero di vetture prodotte nel Bel Paese dal megagruppo franco-italo-americano è, purtroppo, in costante calo.

Tychy, in Polonia, sarà la sede dove prenderà vita la Fiat 600, ovvero l’auto che Fiat non può permettersi di sbagliare.

E lo stesso vale per il prossimo suv compatto firmato Alfa Romeo, che verrà appunto prodotto in Polonia, Paese ormai diventato il nuovo baricentro produttivo e nel quale sta andando in scena anche la produzione della nuova Jeep Jeepster elettrica, anche nota come JJ o 516 per il nome del progetto interno.

Come visto poco tempo fa, Stellantis ha investito 200 milioni in Algeria (approfondimento al link) mentre la Fiat Tipo, una di quelle che insieme all’Alfa Romeo Giulia di rappresentanza (approfondimento al link) il Governo Meloni ha scelto nella svolta del parco macchine delle auto blu (approfondimento al link) cercando di usare solo marchi Made in Italy, sarà prodotta in Turchia.

Nel 2024, invece, sarà lanciata la nuova generazione elettrificata nella fabbrica ex Opel di Saragozza, in Spagna.

Sempre in merito al futuro dell’elettrico, a Melfi saranno costruite le medie di domani dei marchi Opel, Ds e Lancia: tutti però considerati modelli di nicchia, non quindi produzioni in grande scala.

A restare in Italia saranno inoltre la Fiat 500 elettrica, prodotta a Mirafiori, l’Alfa Romeo Tonale e la gemella Dodge Hornet, entrambe prodotte a Pomigliano.

Resta poi la produzione di vetture datate come la Jeep Renegade, superata dalla Jeep Avenger che verrà prodotta sempre a Tychy, in Polonia.

Fincantieri: Marina Usa ordina quarta fregata. Contratto da mezzo miliardo

Contratto assegnato alla controllata americana.
Progetto ritenuto il migliore al mondo.

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha assegnato alla controllata americana di Fincantieri, Marinette Marine (FMM), il contratto per la costruzione della quarta fregata della classe “Constellation”, che ha un valore di circa 526 milioni di dollari, destinata alla US Navy.

Come riporta Il Sole 24 Ore, asd annunciarlo è lo stesso gruppo.

Il contratto per la prima fregata e l’opzione per 9 ulteriori navi, siglato nel 2020, ha un valore complessivo di circa 5,5 miliardi di dollari e comprende il supporto postvendita e l’addestramento degli equipaggi.

In questa gara Fincantieri è riuscita a imporsi sui competitor statunitensi grazie a un progetto giudicato come il più avanzato e innovativo.

La proposta del Gruppo, infatti, è basata sulla piattaforma delle fregate FREMM, ritenuta la migliore al mondo sotto il profilo tecnologico, su cui si fonda un programma di dieci unità per la Marina Militare Italiana.

La costruzione della prima fregata è iniziata alla fine di agosto dello scorso anno a Marinette, Wisconsin, e FMM consegnerà la nave, la futura USS Constellation, nel 2026.

Sul tema è intervenuto l’Amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero:

Il nostro impegno è di supportare la più grande Marina al mondo con una nave che rappresenti il massimo grado possibile di innovazione. Guardiamo in particolar modo al profilo digitale delle unità, in termini di cybersecurity e data analytics, due fronti fondamentali per la competizione industriale del futuro“.