Libia: operazione militare al sud

Coinvolte truppe di aria e di terra che non si fermeranno fino al raggiungimento degli obiettivi.

Le forze guidate dal generale Haftar hanno lanciato un’operazione militare nel sud del Paese per motivi ritenuti di sicurezza.

Più precisamente, come riporta Ansa, sulla pagina ufficiale Facebook il portavoce di Haftar Ahmed Al Mismari scrive quanto di seguito:

Le unità dell’Esercito nazionale libico, guidato dal generale dell’Est Khalifa Haftar, hanno lanciato un’operazione militare ampia e precisa nell’area del confine meridionale per proteggere i confini dello Stato, le sue capacità e la sicurezza dei suoi cittadini, e come parte della continua estensione del suo controllo e della sua influenza su tutto il territorio libico. L’operazione interviene in considerazione delle vaste tensioni politiche e di sicurezza che la nostra regione e la regione dei paesi dell’Africa subsahariana e del Sahel attraversano negli ultimi mesi, che hanno contribuito alla fragilità della situazione di questi paesi e alla debolezza delle loro capacità controllare i propri confini terrestri, il che ha chiaramente aiutato cellule di gruppi e gruppi criminali a spostarsi. Le Forze Armate non permetteranno che la Libia sia un (punto di partenza) per gruppi o formazioni armate che rappresentano una minaccia per i nostri vicini o un trampolino di lancio per azioni illegali, confermando con forza il principio di non ingerenza negli affari interni di rapporti amichevoli e fraterni e i paesi vicini e i loro problemi politici. Questa operazione militare coinvolge l’élite delle forze armate libiche, via terra e via aerea, e l’operazione non si fermerà finché non avrà raggiunto gli obiettivi fissati dal comando generale delle forze armate“.

Niger: espulsi gli ambasciatori di Francia, Germania, Usa e Nigeria

I diplomtici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.
Parigi: “Non sono autorizzati”.

La giunta militare del Niger ha espulso gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia, Germania e Nigeria: i diplomatici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.

Immediata la risposta della Francia, affidata al ministero degli Esteri:

I golpisti non hanno l’autorità per avanzare questa richiesta, l’approvazione dell’ambasciatore proviene solo dalle legittime autorità elette del Niger”.

L’ambasciatore francese Sylvain Itte è stato invitato a lasciare il Niger entro 48 ore in una lettera in cui lo si accusa di aver ignorato un invito per un incontro con il ministero.

La lettera di venerdì, stando a quanto riporta “La Repubblica”, cita anche “azioni del governo francese contrarie agli interessi del Niger” tra le ragioni dell’espulsione di Itte.

Il Niger, ex colonia francese, era partner della Francia prima del colpo di Stato.

Parigi ha mantenuto il suo contingente militare nel Paese nonostante la crisi e le richieste dei golpisti di riportare a casa le truppe.

La giunta del Niger ha autorizzato le truppe dei vicini Mali e Burkina Faso a intervenire in difesa del Paese, alzando la posta in gioco con altre nazioni dell’Africa occidentale (Ecowas) che minacciano di reinsediare con la forza il presidente Bazoum.

Il leader della giunta, il generale Abdrahmane Tchiani, ha firmato due ordini esecutivi che autorizzano “le forze di sicurezza del Burkina Faso e del Mali ad intervenire sul territorio del Niger in caso di aggressione“, ha detto giovedì scorso, Oumarou Ibrahim Sidi, alto funzionario della giunta, dopo aver ospitato una delegazione dei due Paesi a la capitale nigerina, Niamey.

Sidi non ha fornito ulteriori dettagli sul sostegno militare dei due Paesi i cui regimi militari hanno affermato che qualsiasi uso della forza da parte dell’Ecowas contro la giunta del Niger sarebbe trattato come un atto di guerra contro le loro stesse nazioni.

L’accordo è stato l’ultimo di numerose azioni intraprese dai soldati ribelli del Niger per sfidare le sanzioni.

Il presidente della commissione Ecowas, Omar Alieu Touray, ha detto venerdì che la minaccia di un intervento per reinsediare Bazoum è “ancora sul tavolo“, respingendo il piano di transizione triennale proposto dalla giunta.

Touray ha affermato che i capi di stato dell’Africa occidentale prenderanno una decisione solo quando saranno state tentate tutte le opzioni diplomatiche.

Abbattuto il Jet di Prigozhin: morto il capo della Wagner

Abbattuto dalla contraerea russa tra Mosca e San Pietroburgo.
Wagner: “Conseguenze disastrose”.

Il jet privato di Evgheni Prigozhin, capo della Wagner, è stato abbattuto dalla contraerea russa e si è schiantato mentre era in volo tra Mosca e San Pietroburgo, nella regione di Tver.

A riportarlo, via Telegram, il canale “Zona grigia” legato al gruppo di mercenari, poi ripreso da Il Riformista.

Al momento non ci sono informazioni ufficiali sull’accaduto, ma secondo l’agenzia Tass tutte le dieci persone a bordo sono morte. Tra loro ci sarebbe lo stesso Prigozhin.

Stando a quanto riporta Adnkronos, per l’ufficialità si aspettano gli esami del Dna.

L’aereo su cui viaggiava Prigozhin è precipitato a due mesi esatti dalla tentata marcia su Mosca che Putin definì “una pugnalata alle spalle“. 

Il gruppo di militari mercenari del Wagner, scrivono:

Le persone che hanno dato l’ordine non hanno capito affatto lo stato d’animo dell’esercito e il morale. Che questo sia un insegnamento per tutti. Bisogna sempre arrivare fino in fondo”.

Questo, forse, riferendosi alla rinuncia del leader della Wagner di arrivare fino a Mosca nel giugno scorso.

Algeria nega alla Francia spazio aereo. Accetta il Marocco

La Francia aveva avanzato la richiesta per un intervento militare in Niger.
Richiesta girata al Marocco che ha accettato.

Le autorità algerine hanno respinto una richiesta francese di aprire il proprio spazio aereo per un eventuale intervento militare in Niger.

Lo ha riferito la radio ufficiale algerina, poi ripresa da Ansa, citando fonti informate:

L’Algeria, che si è sempre opposta all’uso della forza, non ha risposto alla richiesta francese di attraversare lo spazio aereo algerino per attaccare il Niger, e la sua risposta è stata rigorosa e chiara“.

Si aggiunge poi:

Di fronte al rifiuto algerino, la Francia si è rivolta al Marocco per chiedere l’autorizzazione all’attraversamento del suo spazio aereo da parte dei propri aerei militarie e le autorità di Rabat hanno deciso di rispondere positivamente alla richiesta francese“.

La radio algerina ed il relativo sito continuano:

La Francia si sta preparando a mettere in atto le sue minacce contro il consiglio militare del Niger riguardo all’intervento militare se il presidente Mohamed Bazoum non verrà rilasciato. Secondo fonti sicure, l’intervento militare in Niger è imminente e le disposizioni militari sono pronte“.

Lukashenko: guerra poteva essere evitata, ora può essere fermata

“Sedersi e stilare l’agenda”.
La Bielorussia non parteciperà a guerra, a meno che Ucraina non superi il confine.

La guerra in Ucraina si poteva evitare e ora si può fermare“.

A dirlo è il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, che ha anche auspicato l’avvio di negoziati “senza precondizioni“.

Lukashenko, in un’intervista alla giornalista ucraina Diana Panchenko, ripresa dalle agenzie russe poi citata anche da Quotidiano.net, continua come di seguito:

Penso che questo sia un principio classico della diplomazia. C’è il bisogno di sedersi al tavolo negoziale e discutere di tutto, compresi la Crimea, Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk. Tutto deve essere discusso. Ci sediamo e mettiamo a punto un’agenda“.

Il presidente bielorusso ha poi aggiunto che la Bielorussia non parteciperà mai a una guerra vera e propria a meno che l’Ucraina non superi il confine.