La Nato vuole potenziare il confine Est

Probabili 300mila forze Nato.
Piani di difesa regionali aggiornati in primavera.

La Nato vuole rafforzare il confine con l’Est ma c’è il nodo armi.

A riportare la notizia è Politico Europe, poi ripreso anche da Tgcom24:

La Nato accelererà gli sforzi per accumulare attrezzature lungo il confine orientale e designerà decine di migliaia di forze in grado di accorrere in aiuto degli alleati con breve preavviso“.

La rivista aggiunge che in primavera saranno presentati “piani di difesa regionali aggiornati. I numeri saranno elevati: i funzionari hanno ventilato l’idea che siano necessarie fino a 300mila forze Nato“.

Tuttavia, il piano potrebbe essere complicato dalla necessità di avere più militari, armi e attrezzature.

Sul tema è intervenuto anche Ben Hodges, ex comandante Usa in Europa, limitandosi a commentare con un “Sarà molto complicato“.

DeSantis: “Ucraina non è priorità per Usa”

Kiev replica invitandolo sul territorio.
Graham sposta gli equilibri repubblicani.

Ron DeSantis nella bufera.

Il governatore della Florida è finito immediatamente sotto i riflettori per aver definito la guerra in Ucrainauna disputa territoriale” che non ha nessuna rilevanza per “gli interessi nazionali vitali” degli Stati Uniti“.

Come riporta Adnkronos, a replicare al repubblicano, considerato uno dei principali possibili candidati alla Casa Bianca, è stato in primis il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko:

Siamo sicuri che come ex ufficiale militare inviato in zone di guerra, il governatore Ron DeSantis sappia la differenza tra disputa e guerra. Lo invito a venire in visita in Ucraina per una maggiore comprensione dell’invasione russa e della minacce che questa pone per gli interessi degli Stati Uniti“.

A spostare gli equilibri repubblicani arriva però Lindsey Graham, twittando quanto di seguito:

Se Vladimir Putin perde in Ucraina, allora il mondo si resetterà nel modo giusto. Se vince in Ucraina e l’Occidente capitola come in passato, allora ci saranno altri conflitti“.

Subito dopo la laurea in legge alla Harvard University, DeSantis si arruolò nel 2004 nella Us Navy, svolgendo incarichi di ufficiali di giustizia militare.

Con questo incarico lavorò con i detenuti di Guantanamo e fu consulente legale per gli Us Navy Seals in Iraq, dove fu dispiegato nel 2007.

Putin revoca decreto su sovranità Moldavia

Questione legata alla Transnistria, in risposta alle manovre NATO in Georgia.
Sceanrio simile all0indipendenza del Donbass in Ucraina.

Mosca annulla il trattato sul futuro della Transnistria, piccola striscia moldava separatista al confine con l’Ucraina, sostenuta da Mosca e in cui sono presenti 1.500 soldati russi.

Vladimir Putin ha revocato un decreto del maggio 2012 che sosteneva la sovranità della Moldavia, rinnovando le mire russe sul Paese confinante con l’Ucraina.

Il documento fu redatto nell’ambito della “misure di attuazione della politica estera della Federazione Russa“, con un focus particolare sulla Transnistria, regione separatista filo-russa sostenuta da Mosca che ospita truppe russe proprio a ridosso della frontiera “calda“.

Dopo aver accusato ancora una volta l’Occidente di aver iniziato il conflitto in Ucraina, come riportato da diverse testate giornalistiche nazionali ed internazionali, il presidente russo devia prepotentemente dagli obiettivi, sottoscritti 11 fa, di cooperazione con la Ue per la creazione di “un unico spazio economico e umano dall’Atlantico all’Oceano Pacifico” e lo sviluppo delle “relazioni con la Nato“.

Uno dei punti più urgenti era proprio la “soluzione del problema della Transnistria basato sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale” della Moldavia.

Così il conflitto congelato tra la Moldavia e la Transnistria, come gli altri nelle regioni ex sovietiche sul Mar Nero (e come quello del Donbass dal 2014), minaccia di far esplodere un’altra polveriera.

L’integrità territoriale della Moldavia, Paese post-sovietico formalmente neutrale e candidato all’adesione all’Ue, è messa a dura prova dal 1990 dalla Repubblica di Transinistria, territorio de facto indipendente e sostenuto da Mosca.

Non a caso trent’anni fa gli scontri che portarono a questo stato di cose sono chiamate “Guerra di Transnistria“.

Questa piccola striscia, disegnata dal corso del fiume Dnestr e dai confini dell’oblast ucraino di Odessa, dopo la Prima Guerra Mondiale era parte della Repubblica di Ucraina, per poi diventare nel 1924 un’entità politica autonoma detta Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Moldava con capitale Tiraspol, ma sempre all’interno dell’Ucraina comunista.

La Moldavia, definita allora Bessarabia, invece era inglobata nell’attuale Romania.

Il patto Molotov-Ribbentrop, firmato da URSSGermania nazista, determinò l’occupazione sovietica della Bessarabia, della Bucovina nord e la creazione della RSS di Moldavia nel 1940.

La Transnistria venne inglobata nella neonata repubblica socialista. Col crollo dell’Unione Sovietica, la Moldavia dichiarò la propria indipendenza e definì “nullo” il patto di mezzo secolo prima.

La decisone di Putin è da collegare alla azioni NATO in Georgia, dove i cittadini sono stanno manifestando sventolando bandiere dell’Unione Europea contro le autorità locali., al fine di non rimanere attaccato da più fronti.

Ora si crea u no scenario simile a quello dell’indipendenza del Donbass in Ucraina, ovvero altre potenziali polveriere in Georgia ed in Moldavia.

Incontro Yellen-Liu He a Zurigo

La segretaria del Tesoro: “Lavorare per evitare conflitti”.
Conflitti, macroeconomia e finanza climatica i temi toccati.

Un colloquio “schietto, sostanziale e costruttivo“.

Così il governo Usa in una nota ha definito l’incontro avvenuto oggi a Zurigo, in Svizzera, tra la Segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, con il vice primo ministro cinese Liu He.

Un faccia a faccia nel corso del quale, stando alle anticipazioni del discorso diffuse da Reuters, l’ex numero uno della FEd avrebbe ribadito che gli Stati Uniti e la Cina condividono la responsabilità di gestire le loro differenze e impedire che la competizione si trasformi in un conflitto.

Yellen, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa, avrebbe sottolineato che c’è una “necessità impellente” per Stati Uniti e Cina di comunicare sulle condizioni macroeconomiche e finanziarie.

Le due parti, come riferisce invece la nota del Tesoro Usa, si sono trovate d’accordo nell’affermare l’importanza, per il funzionamento dell’economia globale, di un miglioramento della comunicazione sulle questioni macroeconomiche e finanziarie.

I due paesi aumenteranno la cooperazione “sulla finanza climatica su basi bilaterali e multilaterali, per esempio all’interno delle nazioni unite, del G20 e dell’Apec, oltre che attraverso il sostegno ai mercati emergenti e ai paesi in via di sviluppo nella loro transizione verso l’energia pulita“.

Yellen, si legge nella nota, “ha anche sollevato le questioni che preoccupano” gli Stati Uniti.

La segretaria al Tesoro andrà in Cina nel “prossimo futuro” e segnerà un altro passo dell’amministrazione biden verso il miglioramento delle relazioni con la cina.

Il segretario di stato, Antony Blinken, sarà in visita in Cina il 5 e 6 febbraio; il viaggio di Yellen sarà successivo a quello di Blinken.

Argentina: sequestro isole Falkland “dovrebbe far vergognare mondo intero”

Così il presidente Fernandez al 190° anniversario: usurpazione, atto di colonialismo, che non dà piena sovranità all’Argentina.

Il Presidente argentino Alberto Fernández ha dichiarato che l'”usurpazione” delle Isole Falkland da parte del Regno Unito “dovrebbe far vergognare il mondo intero”.

Le dichiarazioni, come riporta News 360, sono avvenute dopo aver inaugurato un monumento commemorativo in occasione del 190° anniversario dell’occupazione britannica dell’arcipelago.

Fernández ha osservato che “un atto di colonialismo” come l'”usurpazione” delle isole Malvinasdovrebbe far vergognare il mondo intero“, motivo per cui ritiene che “lo slogan” secondo cui la rivendicazione della sovranità sulle isole “unisce” la società argentina “sia vero“.

Più precisamente, le sue parole riportate dall’agenzia Télam sono state le seguenti:

L’Argentina non vede la sua sovranità piena mentre queste terre continuano ad essere usurpate dal Regno Unito. Non siamo in pace con noi stessi se non continuiamo a rivendicare, per coloro che hanno dato la vita, per coloro che continuano a combattere“.

Il presidente argentino ha aggiunto che il suo governo continuerà a “insistere che le Malvine sono argentine” ed ha aggiunto che “rivendicare la sovranità e che l’Argentina gode di libertà territoriale dovrebbe attirare l’attenzione delle persone più potenti del mondo“.

L’Argentina rivendica la sovranità sulle Falkland secondo la nomenclatura britannica, quindi tende a diffidare di qualsiasi gesto da parte del Regno Unito, anche se proveniente dalla famiglia reale.

Nel 2016 ha criticato il principe William, duca di Cambridge, per aver trascorso sei settimane di addestramento militare nell’arcipelago.

Il mese scorso, Buenos Aires ha convocato l’ambasciatore britannico nel Paese, Kirsty Hayes, per protestare contro una serie di esercitazioni militari condotte nei pressi delle Isole Falkland.