Cina: no ad apertura ufficio Nato in Giappone

Il dragone invita i giapponesi alla cautela.
Significherebbe minare fiducia e pace.

La Cina ha criticato il Giappone per la disponibilità a ospitare un ufficio di collegamento della Nato a Tokyo.

Nel farlo, stando a quanto riporta Tgcom24, ha affermato che l’alleanza militare sta interferendo negli affari regionali ed incita allo scontro.

Più precisamente, il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Wang Wenbin ha dichiarato quanto di seguito:

Esortiamo il Giappone a trarre lezioni dalla storia, rimanere impegnato sulla via dello sviluppo pacifico ed evitare di fare cose che potrebbero smantellare la fiducia e influenzare la pace e la stabilita’ in questa regione“.

Usa: rafforzare presenza militare nel Golfo

Gli Stati Uniti vogliono anche coinvolgere gli alleati Nato.
Ritenute in aumento le minacce Iran.

Gli Usa sono pronti a rafforzare la loro presenza militare nel Golfo.

E vogliono farlo coinvolgendo anche gli alleati della Nato.

Ad annunciarlo, come riporta Tgcom24, è stato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirbin, precisando che la decisione è stata presa in seguito alle “ripetute minacce dell’Iran alla navigazione commerciale” nella zona.

Gli Stati Uniti, ha proseguito Kirby, stanno lavorando con gli alleati e con i partner sui prossimi passi nel Golfo, dove Teheran ha aumentato i sequestri e gli attacchi alle navi.

Usa-Cina-Filippine: nuove tensioni di guerra

Gli Stati Uniti si schierano dalla parte delle isole, ritenendo la Cina provocatoria.

Nuove tensioni che alimentano il clima di guerra.

Dopo la recente dichiarazione di inviare sottomarini a propulsione nucleare in Corea del Sud (approfondimento al link), gli Stati Uniti si schierano al fianco delle isole Filippine, tramite una nota del Dipartimento di Stato Usa ripreso anche da Tgcom24:

Siamo accanto alle Filippine di fronte alla continua violazione della libertà di navigazione nel Mar Cinese meridionale da parte della Guardia costiera della Repubblica popolare cinese. Le immagini ed i video sono un duro promemoria delle molestie e delle intimidazioni della Cina nei confronti delle navi filippine mentre intraprendono pattugliamenti di routine all’interno della loro zona economica esclusiva“.

Gli Usa, inoltre, chiedono “a Pechino di desistere dal suo comportamento provocatorio e pericoloso“.

La Groenlandia verso l’indipendenza

Presentato il progetto di Costituzione.
Documento elaborato in 4 anni in totale segretezza.

La Groenlandia accelera verso l’indipendenza dalla Danimarca presentando, attraverso una commissione, un progetto di Costituzione su cui le autorità del territorio autonomo danese nell’Artico potrebbero fare affidamento nella marcia verso l’autonomia politica vera e propria.

Il documento elaborato per 4 anni in totale segretezza, scritto in groenlandese e composto da 49 paragrafi, è stato presentato al parlamento locale, l’Inatsisartut, e dovrà essere discusso.

Come riporta Quotidinao.net, i media hanno criticato il fatto che il documento non si pronunci in via definitiva su diversi punti importanti come la giustizia e l’accesso al passaporto groenlandese.

Nel testo inoltre non ci sono riferimenti alla monarchia, anche se è chiaro che la questione se la regina o il re di Danimarca rimarranno capo di stato anche in Groenlandia non potrà essere ignorata.

Ulrik Pram Gad, specialista nelle relazioni danese-groenlandesi, si esprime così sulla questione:

Al momento è principalmente un argomento groenlandese. Riguarderà la Danimarca solo quando la Groenlandia ne avrà discusso e in base a ciò che decideranno i politici“.

La Groenlandia è autonoma dal 1979, si trova a circa 2.500 chilometri dalla Danimarca, che la sovvenziona fino a coprire un quarto del suo Pil annuo.

La seconda isola più grande al mondo, dopo l’Australia, ha solo circa 55.000 abitanti, per un territorio sconfinato di quasi 2,2 milioni di chilometri quadrati.

La Groenlandia ha una sua bandiera, una lingua di ceppo Inuit, una cultura, le sue istituzioni e un primo ministro.

Con la Danimarca continentale e le Isole Faroe forma la “Comunità del Regno” di Danimarca.

Biden autorizza invio sottomarini in Corea del Sud

Sottomarini a propulsione nucleare per la prima volta dopo 40 anni.
Decisione durante il vertice bilaterale.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha acconsentito a concedere ulteriori garanzie di protezione strategica alla Corea del Sud.

Più precisamente, come riporta Tgcom24, in occasione del vertice bilaterale alla Casa Bianca con l’omologo coreano Yoon Suk-yeol, Washington ha comunicatro che invierà sottomarini a propulsione nucleare a Seul.

È la prima volta da quattro decenni, in un segnale di ulteriore consolidamento della “deterrenza estesastatunitense nella Penisola coreana.