Carola Rackete fermata in Germania

Da eroina celebrata in Italia per aver speronato la Guardia di Finanza mentre trasportava migranti, a manifestante fermata in Germania per aver protestato contro l’abbattimento di una foresta.

Carola Rackete continua a suscitare clamore.

In Italia, la magistratura ne fece un’eroina perché sfidò lo stop impostole dal governo Conte I e speronò una motovedetta della Guardia di Finanza pur di far sbarcare a Lampedusa i profughi; ora, l’ex capitana della nave Sea Watch 3, è stata fermata dalla polizia tedesca.

Al momento la polizia non ne conferma l’arresto, ma l’attivista è stata portata via mentre occupava una piattaforma in atto dimostrativo per manifestare contro l’abbattimento di un’antica foresta, che servirebbe a far spazio all’estensione di un’autostrada in Assia.

Carola Rackete stava manifestando insieme al gruppo “Dannenroeder Wald Besetzung”, che ha poi reso nota la notizia.

Stando ai media locali, i manifestanti avrebbero fatto uso di petardi e fumogeni, cosa che avrebbe portato ad ulteriori fermi oltre a quello della Rackete. Proprio quest’ultima, da parte sua, lancia un appello ad unirsi alla resistenza contro l’abbattimento degli alberi secolari del Dannenroeder Forst:

Non possiamo restare a casa e sperare che altri facciano il lavoro scomodo al posto nostro.”

Belgio: approvato il “compagno di coccole” per il lockdown

Oltre ai conviventi, ogni membro della famiglia potrà averne uno.
Il premier: “Vogliamo confinamento, non isolamento”.

Il Belgio, dopo la lettera dei medici che chiedeva si indagasse l’Oms per aver creato una finta pandemia (approfondimento al link), torna a far parlare di sé.

A causa della crescita della curva dei contagi da Covid-19, ha deciso di attuare un nuovo lockdown.

La novità è che sta volta si potrà aver un “knuffelcontact” ovvero, letteralmente, un compagno di coccole.

La figura del compagno di coccole è stata pensata al fine di dare supporto psicologico alla popolazione visto il delicato momento; oltre ai conviventi, ogni membro di una famiglia potrà avere un “knuffelcontact”.

Più precisamente, ogni membro della famiglia ha diritto ad un compagno di coccole ma le famiglie ne possono invitare a casa uno alla volta e, quando questo è presente, non si possono ricevere altre visite.

Chi vive da solo, invece, oltre compagno di coccole sarà possibile invitare un’altra persona, a patto che non vengano contemporaneamente.

Sulla questione è intervenuto anche il premier belga, Alexander De Croo, che ha spiegato la norma come di seguito:

Vogliamo confinamento, non isolamento.

Pfizer-Biontech: Commissione europea autorizza il contratto

Il produttore annuncia un vaccino efficace al 90% in due richiami.
Prime dosi a personale medico e sanitario. Si attende l’ok dell’Ema.

Come visto ieri (approfondimento al link), la Commissione europea autorizza oggi la firma del contratto per l’acquisto di 200 milioni di dosi da Pfizer-Biontech; l’accordo prevede anche l’opzione per altre 100 milioni di provette.

Dopo la firma del contratto l’Ue riceverà una prima tranche da 3,4 milioni di dosi. Di queste, all’Italia, secondo i criteri di redistribuzione europea basati sulla popolazione dei Paesi membri, spetterà il 13,6% della quota totale.

Il produttore dichiara un’efficacia del vaccino pari al 90% e si prevede un richiamo dopo la prima iniezione; quindi, con le prime 3,4 milioni di dosi, si potranno immunizzare 1,7 milioni di persone (prima iniezione e richiamo per ogni beneficiario).

Le prime dosi dovrebbero essere dedicate a personale medico e persone a rischio (così come stabilito dal piano Ue per i vaccini approvato ad ottobre ).

Per confermare il tutto, però, si attende la firma dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco con sede ad Amsterdam e guidata dall’italiano Guido Rasi.

L’Ema, al momento, non ha ancora ricevuto i dati della terza fase di sperimentazione da parte del produttore Pfizer-Biontech.

Nel caso in cui i test si rivelassero positivi dal punto di vista dell’efficacia e della sicurezza, il via libera potrebbe arrivare entro la fine del 2020; gli esperti di Amsterdam, tuttavia, ritengono più plausibile che l’autorizzazione arrivi tra metà gennaio ed inizio febbraio del 2021. Per quanto riguarda, invece, una distribuzione del vaccino da considerarsi incisiva a livello pandemico, si parla dell’estate del prossimo anno.

Per il momento Bruxelles ha stretto accordi con sei case produttrici; per quanto riguarda la Pfizer-Biontech, più nello specifico, si parla di una storia simile a quella di CureVac.

L’idea di inserirla tra i fornitori del vaccino, infatti, è da attribuire a Maryia Gabriel, commissaria Ue alla Ricerca, che ha finanziato insieme alla Bei (Banca europea per gli investimenti) l’attività della tedesca Biontech, impedendone il totale passaggio in mani americane.

Vaccino Pfizer: all’Italia il 13,6% delle dosi

200 milioni le dosi destinate all’Unione Europea.
3,4 milioni potrebbero arrivare a gennaio.

Il vaccino della Pfizer per il Covid-19 potrebbe arrivare a gennaio 2021.

La prima tranche di dosi si aggira sui 3,4 milioni di unità.

In totale, all’Unione europea saranno destinate 200 milioni di dosi. Di queste, in base al meccanismo di acquisto congiunto in sede Ue, l’Italia avrà diritto al 13,6%.

Il tutto, ovviamente, solo se l’autorità europea del farmaco approverà il vaccino a dicembre di quest’anno.

La notizia arriva da una fonte governativa riportata da “Reuters”.

Albertis (Atlantia) acquisisce i tunnel di Elizabeth River Crossings

La controllata di Atlantia, in consorzio con Manulife Investment Management, ha comprato il 100% della società concessionaria. Operazione da 1 miliardo di euro.

Il 100% del capitale fino al 2070, per 1 miliardo di euro.

Questa l’operazione compiuta da Albertis, controllata da Atlantia (la società della famiglia Benetton al centro delle cronache per le vicende inerenti al Ponte Morandi e per la gestione di Autostrade per l’Italia), che in consorzio con Manulife Investment Management ha acquistato la società concessionaria dei tunnel di Elizabeth River Crossings, in Virginia.

Più precisamente, nel consorzio, Albertis Infrastructuras deterrà una quota compresa tra il 51% ed il 68% del capitale, inglobando integralmente la Elizabeth River Crossing nel suo bilancio.

Si prevede che l’operazione porterà un aumento di circa il 13% dell’ebitda di Albertis.