Tangenti al Miur

La confessione dell’ex capo dipartimento HR.
Boda: “Ero depressa, spendevo in maniera sfrenata”.

Vittima” di una cura ormonale che le ha generato “comportamenti compulsivi e depressivi” tali da impedirle di restituire al suo presunto corruttore, l’imprenditore, tutte le somme che periodicamente le versava come “regal”.

È la difesa esposta dalla ex capo dipartimento delle risorse umane del Miur Giovanna Boda ai pm della procura di Roma in un verbale pubblicato dal quotidiano “La Verità” è antecedente alla richiesta di rinvio a giudizio depositato dalla procura di Roma, che evidentemente non ha ritenuto valida questa argomentazione.

Boda come dimostrazione della sua vulnerabilità nel periodo in cui ha ricevuto le some di denaro e altri regali si sarebbe già impegnata a restituirne una parte in contanti e con la vendita di una casa di famiglia punterebbe a restituire una ulteriore parte:

Non ricordo le singole dazioni avevo perso il senso della realtà, ma non mi sono arricchita perché molte volte ho rimandato indietro i soldi. Sul mio conto, al momento del sequestro, c’erano trentamila euro”.

La notizia è stata riportata anche da “il Corriere della Serra” e, secondo l’accusa, Boda avrebbe ricevuto a vario titolo circa tre milioni di euro in cambio di affidamenti all’imprenditore per 23,5 milioni di euro.

Insieme a Boda e Bianchi di Castelbianco la procura ha chiesto il processo per altri 13 soggetti, tra cui collaboratori della ex direttrice che avrebbero agevolato lo scambio illecito.

Tra le spese contestate ci sono anche 80mila euro per ristrutturare casa, 105mila di paga all’autista personale, 50mila euro in contanti e 41mila in bonifici. E poi pagamenti per corsi di musica, di sci, vacanze (“in parte pagate da me in parte da Bianchi di Castelbianco”, ha ammesso Boda), bollette del gas, un intervento estetico, la promessa assunzione di 20 persone nelle tre società riconducibili all’imprenditore, che è stato a capo anche della agenzia di stampa Dire: Istituto di Ortofonologia, la Com.E – Comunicazione & Editoria, la Edizioni Scientifiche Ma.Gi. e la fondazione M.I.T.E. – Minori Informazione Tutela Educazione.

L’inchiesta era emersa nell’aprile del 2021 quando Boda, appreso di essere indagata, aveva tentato il suicidio lanciandosi da una finestra del ministeroTrastevere.

Così scriveva il gip Annalisa Marzano:

Il desolante fenomeno corruttivo che ha pervaso il settore del Dipartimento dedicato all’Istruzione, all’università e alla ricerca… non era circoscritto ai rapporti tra l’imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco e la capo del dipartimento per le Risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda, ma era più ampio”.

Oltre agli affidamenti Bianchi di Castelbianco avrebbe avuto in cambio le anticipazioni di futuri bandi.

L’ex direttrice ha infine riassunto:

Nel 2016 dissi a Federico di essere stanca di aver bisogno dell’aiuto economico di mia madre e mia suocera. Da allora cominciò a darmi soldi in contanti come prestito”.

Metano per auto: 5,25 euro al kg

Gli automobilisti: “Torneremo quando i prezzi scenderanno”.
Crollo delle vendite di auto a metano.

Siamo oltre l’immaginabile.

Pochi mesi fa il prezzo del metano (per autotrazione) è voltato ben oltre i 5 euro, fino a 5,25 a chilo.

In alcuni distributori italiani sono comparsi allora i primi cartelli di chiusura, con qualcuno che ha anche avvisato del perché, come riporta “Automoto.it” (precisamente in questo caso siamo dalle parti di Prato):

Torneremo quando i prezzi scenderanno“.

Pur partendo di costi molto accessibili e marcando una discreta variabilità tra regioni (più care quelle del Nord) fino ad agosto il sistema sembrava reggere: a fatica ma si lavorava con un prezzo medio nazionale del metano arrivato intorno a 2,77 euro/kg.

Mentre le vendite di nuove auto a metano crollano, divenendo circa un terzo di quanto era fino al 2021, le Case si riposizionano evitando una motorizzazione non più appetibile, al momento.

Difficile prevedere un prezzo target da qui ai prossimi mesi e, forse, anche oltre.

Medvedev: Germania ci ha dichiarato guerra ibrida

Mosca: Germania ha fornito armi letali all’Ucraina.
Berlino: Russia fornitore inaffidabile.

Botta e risposta tra Mosca e Berlino.

Dopo che il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di non essere “più una fornitrice di energia affidabile“, veniamo “di nuovo offesi” dalla Germania, gli ha replicato il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev.

Secondo quest’ultimo, stando a quanto riporta “Adnkronos”, le cose starebbero come di seguito:

La Germania è un Paese ostile perché ha imposto sanzioni contro l’intera economia della Russia e dei suoi cittadini e fornisce all’Ucraina armi letali dirette contro le nostre forze armate. In altre parole, ha dichiarato una guerra ibrida alla Russia e agisce come un nostro nemico“. 

Gli fa eco il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov:

Il fatto che armi tedesche siano in mano a soldati nazionalisti che stanno sparando ai nostri ragazzi è mostruoso. Il fatto che la Germania ed altri Stati europei sostengano un Paese il cui regime consente ai nazisti di camminare per le strade non è meno terribile“.

Il tutto, mentre il primo ministro ucraino Denys Shmygal è in visita in Germania per chiedere più sostegno.