Volkswagen valuta la delocalizzazione della produzione di ID.Buzz in Polonia

Chiusura di 3 stabilimenti in Germania e migliaia di licenziamenti.
Tagli a stipendi e bonus e produzione delocalizzata.

Volkswagen, come tutto il settore automotive europeo, sta affrontando problemi finanziari.

Avendo meno profitti, stando a quanto riporta Polonia Oggi, ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti in Germania ed il licenziamento di migliaia di lavoratori.

La dirigenza dell’azienda vuole anche tagliare gli stipendi del 10% e ridurre il numero di bonus assegnati.

Queste riduzioni dovrebbero portare 17 miliardi di euro di risparmi.

L’IG Metall (il maggiore sindacato nella Germania) annuncia scioperi e si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche ma ora pare ci siano le intenzioni di trasferire la produzione dell’autobus elettrico ID.Buzz da Hannover in Polonia, a Poznań.

Questo modello d’autobus stava suscitando un grande interesse già da prima dell’inizio della produzione; tuttavia l’obiettivo di produzione di 130 000 veicoli non è ancora stato raggiunto.

Come riporta Deutsche Welle (media tedesco) il portavoce del Volkswagen Nutzfahrzeuge (VWN) ha affermato che esistono diversi piani per quanto riguarda la produzione del ID.Buzz nel futuro ma le decisioni definitive non sono ancora state prese. 

Italia: un disoccupato su due rifiuta il lavoro per la retribuzione troppo bassa

Un giovane su tre vuole cambiare lavoro.
In calo il tasso di disoccupazione giovanile.

In Italia, è lo stipendio il motivo principale per il quale i giovani fra i 18 ed i 34 anni rifiutano un lavoro, o per il quale, se già impiegati, si guardano intorno alla ricerca di un nuovo impiego.

Come riporta Il Sole 24 Ore, per i più giovani (tra i 18 ed i 24 ani) lo smart working e la flessibilità sembrano avere un’importanza maggiore rispetto a coloro che hanno tra i 24 ed i 34 anni.

Infine, circa la metà degli intervistati sarebbe disponibile a spostarsi lontano dalla propria residenza per lavoro.

Il tasso di disoccupazione fra i 15 ed i 29 anni è passato dal 22,3% al 16,7% del 2023, con un ulteriore miglioramento nel primo semestre del 2024 dove è sceso al 15,4%.

Anche i cosiddetti Need, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, sono scesi: da 1,9 milioni del 2019 siamo passati a 1.3 milioni del primo semestre del 2024.

Venendo alla retribuzione, invece, il 71% degli intervistati dichiara di avere un guadagno netto mensile fino a 1.500 euro.

il 34% degli intervistati dice che sta cercando di cambiare lavoro o società e, in questa platea, il 50% spiega che il desiderio di cambiare è legato alla paga sotto le proprie aspettative.

Automotive, crisi Stellantis: Maserati cancella gli ordini

Dopo la napoletana Trasnova, tocca alla giapponese Yazaki: licenziato il 70% del personale di Grugliasco.

A poco più di una settimana dalle dimissioni di Carlos Tavares, la crisi di Stellantis travolge poco per volta anche tutte le aziende dell’indotto.

Dopo Trasnova, azienda di logistica attiva nel Napoletano, tocca a Yazaki, multinazionale giapponese che produce cablaggi per l’auomotive.

Infatti, il gruppo lavora quasi esclusivamente per Maserati, che però ha azzerato tutti gli ordini perché i dati sulle vendite sono troppo bassi.

E così, come riporta Open.online, a poche settimane da Natale, Yazaki ha recapitato una lettera di licenziamento a 52 lavoratori dei 75 che lavorano nella sede di Grugliasco, in provincia di Torino.

Inoltre, come riporta Il Corriere, il magazzino di Yazaki, è stato trasferito dal Torinese al Casertano.

Univendita-Confcommercio: bene emendamenti a DDL delegazione Ue su credito al consumo

Sinatra: bene includere le imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi.

Accogliamo con favore la presenza di emendamenti alla legge di delegazione europea, in discussione alla commissione Politiche Ue del Senato, che vanno nella direzione da noi auspicata per garantire un fedele recepimento della direttiva europea sul credito al consumo”.

Lo dice Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio. 

In particolare, appoggiamo la proposta di modifica del senatore Matera che mantiene la definizione di ‘creditore’ così come previsto dalla direttiva che ci accingiamo a recepire, che include le imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi, costi e altri gravami, garantendo al tempo stesso una proporzionalità di oneri per gli operatori, grazie alla quale si consentono procedure semplificate a beneficio di quei soggetti, come le nostre associate, che si assumono interamente il rischio di credito senza effettuare valutazioni o indagini patrimoniali sul cliente”, spiega Sinatra.

Adesso non possiamo che auspicare un recepimento aderente alla norma Ue – conclude il presidente di Univendita in modo da dare certezze a un settore come la vendita diretta che fonda il suo successo anche sulla proposta di soluzioni di pagamento flessibili e personalizzate alla clientela”.