Energia: Italia sul podio per il prezzo più alto

Polonia terzo Paese nell’Ue per prezzo dell’energia.
Più cari solo Irlanda ed Italia.

L’Italia è, purtroppo, sul podio dei Paesi con il costo dell’energia all’ingrosso più alto.

A riportare la notizia è Polonia Oggi che, facendo un focus sulla Polonia, riporta come solo in Irlanda ed in Italia l’energia costi di più.

Secondo i calcoli della Commissione Europea, infatti, i prezzi dell’elettricità in Polonia sono tra i maggiori sul mercato all’ingrosso d’Europa e più costosi sono solo in Irlanda ed Italia.

L’elettricità all’ingrosso in Polonia costa 91 euro per MWh, il 20% in meno rispetto a un anno fa.

Nel caso delle famiglie, i prezzi sono inferiori a 200 euro per MWh e quest’anno termina il congelamento dei prezzi dell’energia per le famiglie.

Se l’importo attuale (500 PLN per MWh – quasi 115 di euro per MWh) non verrà mantenuto, verrà aumentato a 623 PLN (oltre 140 di euro) e si applicherà fino alla metà del 2025.

Tuttavia, il Ministero del clima e dell’ambiente prevede di estendere il congelamento dei prezzi per il prossimo anno anche se potrebbe essere difficile trovare fondi nel bilancio per questo scopo, perché saranno necessari circa 5-6 miliardi di PLN (oltre un miliardo di euro) e sono stati riservati solo 2 miliardi di PLN (poco più di 450 milioni di euro).

“Make America Great Again”: Trump di nuovo presidente

Elezione record: migliora i dati delle precedenti elezioni ed il distacco con gli avversari.
277 grandi elettori contro i 224 di Kamala Harris.

La conclusione dello spoglio in Wisconsin, che conta dieci grandi elettori, risulta decisiva per assegnare a Donald Trump il risultato delle 47esime elezioni presidenziali americane.

Con questo risultato, infatti, l’ex presidente supera la quota 270 necessaria per assegnare la vittoria ed arriva a 277 grandi elettori contro i 224 della rivale, Kamala Harris.

Al palco di Palm Beach, Donald Trump ha preso il microfono per la prima volta dall’annuncio della sua vittoria da parte dell’emittente Fox News: “Grazie a tutti, siete tantissimi. È il più grande movimento della Storia”, ha detto con un grande sorriso.

Trump, che torna a ricoprire il ruolo di presidente americano per la seconda volta, ha poi aggiunto:

Ora raggiungeremo un altro livello d’importanza, aiuteremo il Paese a lenire le ferite. Sistemeremo tanti problemi, tra cui quello dei confini. Oggi abbiamo fatto la Storia”.

Ancora, Trump ha ricordato la vittoria al Senato ed il grande vantaggio nella corsa per i seggi alla Camera: “Manterremo il controllo anche di quella”.

Ha poi ringraziato tutta la sua famiglia, il vicepresidente in pectore JD Vance e molti suoi collaboratori.

Secondo il New York Times, per Donald Trump è stata un’elezione record.

In ognuno dei 50 Stati, più il “51esimo” del District of Columbia, il tycoon ha migliorato i dati delle preferenze ed il margine di distacco dai democratici rispetto a quattro anni fa.

Anche in Stati solidamente blu come Delaware, Rhode Island e Vermont, si sarebbe registrato uno “shift repubblicano”.

Negli Stati di New York e New Jersey ha guadagnato 9 o 10 punti.

Lavoro: anche Whirlpool (Beko) chiude stabilimenti

Chiusi gli stabilimenti di Łódź e Wrocław (Breslavia): 1.800 dipendenti a casa.
Whirlpool aveva comprato lo stabilimento di Łódź dall’italiana Indesit.

Beko Europe ha annunciato all’inizio di settembre la decisione di cessare l’attività dello stabilimento di Łódź, in Polonia, licenziando in totale 1.800 dipendenti.

Stando a quanto riporta Polonia Oggi, mercoledì l’azienda ha infatti annunciato di aver raggiunto un accordo con i rappresentanti dei sindacati operanti nello stabilimento di Łódź.

Il comunicato stampa, più precisamente, riporta quanto di seguito:

L’accordo si basa su un pacchetto di licenziamento per i lavoratori ed è il risultato dei negoziati Beko con i sindacati”.

Secondo l’accordo, un lavoratore con almeno 8 anni di esperienza riceverà 12 mensilità come indennità di licenziamento risultanti dalle disposizioni del diritto del lavoro.

Inoltre, per ogni anno di esperienza lavorativa oltre i 15 anni, viene erogato un pagamento supplementare pari al salario minimo.

Gli impiegati con un’esperienza lavorativa da 2 a 8 anni possono contare su otto mesi di indennità di licenziamento mentre per le persone con esperienza lavorativa più breve (fino a 2 anni) sono previste cinque mensilità di indennità di licenziamento.

Le discussioni dei sindacalisti con le autorità della società a Łódź sono state precedute da proteste dei dipendenti. Sebastian Grabarczyk, leader del Sindacato Indipendente locale Solidarność, ha dichiarato:

“Dopo trattative difficili e intense, siamo riusciti a raggiungere un accordo con il datore di lavoro. Gli impiegati licenziati nel processo di licenziamento collettivo riceveranno le indennità di licenziamento a livello soddisfacente che gli permetteranno di proteggersi durante questo periodo difficile”.

Beko ha assicurato che l’azienda è coinvolta nella cooperazione con l’Ufficio distrettuale del lavoro di Łódź, le autorità locali e i datori di lavoro nella ricerca di nuovi posti di lavoro per i lavoratori licenziati.

La produzione dello stabilimento di Łódź, più nel dettaglio, finirà entro la fine di aprile dell’anno prossimo.

Non solo. Martedì Beko Europe ha anche annunciato di aver raggiunto un accordo con i sindacati operanti nell’azienda frigorifera di Wrocław.

In relazione alla cessazione della sua attività, circa 700 persone saranno licenziate e riceveranno indennità di licenziamento in base all’anzianità di servizio.

Le attività di Beko Europe a Radomsko e nella fabbrica di fornelli di Wroclaw rimarranno invece invariate.

Gli attuali stabilimenti di produzione di Beko a Łódź erano originariamente di proprietà della società Indesit Company che ha aperto la prima fabbrica di fornelli in questo luogo nel 1999.

Al culmine dell’attività negli stabilimenti lavoravano più di 2,5 mila persone.

Intel taglia il 15% del personale mondiale

17.500 persone perderanno il lavoro.
Tagli per 10 miliardi di dollari nel 2025.

In agosto l’azienda ha informato che intende raggiungere 10 miliardi di dollari di risparmio nel 2025 attraverso la riduzione del personale del 15% in tutto il mondo quindi quest’anno circa 17.500 lavoratori saranno licenziati.

Intel dice che queste decisioni sono necessarie per costruire un più snello e migliore modello dell’organizzazione del lavoro.

La settimana scorsa, come riporta Polonia Oggi, Intel ha annunciato un licenziamento collettivo nello stabilimento di Danzica, in Polonia, a causa di problemi finanziari.

Attualmente non ci sono informazioni precise su quanti lavoratori nella fabbrica di Danzica rischiano il licenziamento ma la società ha inoltre informato che sospenderà la costruzione della fabbrica a Breslavia, dove erano previsti 2.000 nuovi posti di lavoro (approfondimento al link).