Akio Toyoda: sulle auto elettriche avevo ragione

Il presidente di Toyota: le crisi di domanda mi danno ragione.
A soffrire sono le persone normali.

Le persone stanno finalmente cominciando a vedere le cose come stanno, ha dichiarato Toyoda come riporta Quattroruote, aspramente criticato per le sue posizioni poco concilianti sulla massiccia transizione elettrica che coinvolge quasi tutte le case automobilistiche.

Il manager ha fatto riferimento alla contrazione della domanda negli Stati Uniti dove GM e Ford stanno valutando di rallentare la produzione dei loro pick-up elettrici (approfondimento al link) per sottolineare come la sua reticenza verso le auto a batteria fosse giustificata.

Anche in Germania il gruppo Volkswagen sta riducendo la produzione di auto elettriche a causa del forte calo della domanda (approfondimento al link).

Ci sono molti modi per scalare la montagna della neutralità di CO2, ha dichiarato Toyoda dal salone di Tokyo; se le regole vengono scritte in maniera ideologica, allora sono i consumatori, le persone normali a soffrire maggiormente.

E tutti i prototipi elettrici presentati al Japan Mobility Show? Toyoda ha detto che le auto presentate a Tokyo sono il risultato del lavoro di una casa automobilistica che si muove con i tempi giusti.

La forza dell’industria giapponese nel settore delle auto elettriche arriverà dalla sua esperienza decennale e dai fallimenti del passato.

Niente domanda: stop produzione auto elettriche anche negli Usa

Dopo la decisione del gruppo Volkswagen, tocca a General Motors.
Produzione sospesa almeno per un anno. 1.000 lavoratori trasferiti.

Dopo lo stop deciso dal gruppo Volkswagen (marchio che comprende anche Porsche e Audi, tra i vari) per quanto riguarda la produzione delle auto elettriche (approfondimento al link), anche negli Usa si persegue la stessa via.

General Motors, infatti, seguirà la strategia tedesca: il colosso americano ha rinviato di un anno il lancio dei pick-up Sierra e Chevrolet Silverado.

La stessa casa automobilistica ha dichiarato: “La richiesta di EV è sotto le attese“.

La decisione di General Motors, come riporta Auto.it, è dunque legata alla mancanza di domanda ed implica lo stop delle attività della fabbrica di Orion, Michigan, a fine 2023.

Allo stesso tempo, non meno di 1.000 lavoratori verranno trasferiti in altri stabilimenti, proprio per ottimizzare gli investimenti sull’elettrico, che in base agli ordini dovranno essere necessariamente rimodulati.

Volkswagen: stop alla produzione di auto elettriche

Drastico calo della domanda: prezzi troppo alti e poche colonnine.
Tagliati circa 300 posti di lavoro.

Volkswagen blocca la produzione di auto elettriche: ora è crisi nera.

Dietrofront da parte di Volkswagen, la domanda per le auto elettriche è in netto calo e l’azienda decide di interromperne la produzione.

Crisi nera, anzi nerissima. Il futuro delle auto elettriche si fa sempre più incerto, tanto che anche Volkswagen fa dietrofront e ne interrompe la produzione per un calo eccessivo della domanda.

Il settore si sta rivelando troppo altalenante: c’è chi asserisce che il problema siano le poche colonnine presenti nel nostro paese, ma a dire il vero in tempi non sospetti il Ceo del gruppo Renault, Luca De Meo, aveva definito l’auto elettrica una rivoluzione per ricchi (approfondimento al link).

Il settore delle auto elettriche non decolla, anzi rischia di fare marcia indietro; nel nostro paese c’è una forte carenza di colonnine, inoltre i prezzi di listino di queste vetture risultano essere ancora troppo alti per le nostre famiglie.

Intanto, la politica continua a imporre paletti e spinge verso tale settore: l’obiettivo, infatti, è quello di eliminare la vendita di auto a motore termico entro il 2035.

Un’imposizione che rischia di essere inattuabile, visto che al momento le vetture a zero emissioni continuano ad avere un mercato fortemente altalenante.

Come riporta InvetireOggi, se pensavamo che la crisi fosse ristretta solo al nostro paese, ci sbagliavamo di grosso, visto che in Germania la Volkswagen ha deciso di interromperne la produzione.

Nello specifico, l’azienda ha interrotto la produzione di alcuni modelli a zero emissioni e, più nel dettaglio, si fermano due stabilimenti presenti nel paese: stop alla produzione di Cupra Born e Volkswagen ID.3 poiché la domanda è fortemente calata.

Al momento, quel che sappiamo è che gli stabilimenti si fermeranno per due settimane, limitandosi alle attività di assemblaggio (per altro ridotte) dei due modelli a batteria del Gruppo Volkswagen.

Voci di corridoio affermano che al momento rimarrà attiva una sola catena di montaggio al fine di rallentare il lavoro.

Dopo la debacle delle auto solari, con le aziende interessante che ne ammettono il flop e si concentrano su altro, arriva un’altra mazzata per l’economia green che faceva della mobilità uno dei must imprescindibili per un mondo più ecosostenibile.

Gli incentivi in Germania per l’acquisto di auto elettriche si sono ridotti sensibilmente e in alcuni casi spariti del tutto: gli incentivi destinati ai privati passeranno da 4.500 a 3.000 euro a partire dal 1° gennaio 2024. Inoltre, dallo scorso primo settembre il Governo ha smesso di erogare il bonus per l’acquisto di auto elettriche.

Volkswagen rappresenta il 70% della produzione del settore delle auto elettriche: si tratta di un problema non da poco che va a ripercuotersi anche sul mondo del lavoro, visto che l’azienda ha dovuto tagliare ben 296 posti di lavoro.

Volkswagen: perquisiszioni negli uffici

L’inchiesta riguarda gli stipendi ai sindacalisti.
Favoritismi in cambio di pace sindacale su contratti e investimenti.

Diversi uffici della Volkswagen in Germania sono stati oggetto di perquisizioni da parte della polizia tedesca su mandato dell’ufficio del pubblico ministero di Braunschweig.

Stando alla stampa tedesca, a sua volta citata da Quattroruote, l’iniziativa è legata alle indagini condotte dalla procura sulle retribuzioni ai membri del consiglio di fabbrica e alla presunta violazione delle normative sul divieto di favoritismo all’interno delle organizzazioni aziendali.

Si è proceduto con la raccolti di dati e documenti.

Il raid, che ha interessato anche la sede di Wolfsburg ed è durato diverse ore, ha portato gli inquirenti a sequestrare numerosi documenti e file.

Inoltre, sono stati perquisiti quattro appartamenti privati di proprietà di persone che, secondo diverse ricostruzioni, “non hanno nulla a che fare con la Volkswagen” e sono da ritenersi come dei perfetti insospettabili.

L’operazione, per la quale il costruttore ha assicurato la massima collaborazione, è il seguito di un’inchiesta giudiziaria in corso ormai da anni, partita dall’ipotesi che l’azienda abbia pagato stipendi eccessivi ai componenti del consiglio di fabbrica, ossia ai rappresentanti dei lavoratori, per ottenere in cambio una serie di benefici, a partire da una sorta di pace sindacale nelle trattative sul rinnovo del contatto di lavoro o sui piani di investimento.

Pochi mesi fa la corte federale di giustizia ha annullato l’assoluzione di quattro ex dirigenti dell’ufficio del personale della Volkswagen, accusati di appropriazione indebita: di conseguenza, sono stati riaperti il procedimento giudiziario presso il tribunale regionale di Braunschweig e il relativo fascicolo d’inchiesta.

Ecco le 10 aziende che fatturano di più al mondo

La classifica di Fortune.
Le migliori aziende al mondo per ricavi.

Ogni anno la rivista “Fortune” elabora la Global 500, la classifica delle maggiori aziende al mondo, ordinate per ricavi.

La classifica non va confusa con la Fortune 500, che invece è il ranking delle sole imprese americane.

Le aziende della Fortune Global 500 2022 sono classificate in base ai ricavi totali per i rispettivi anni fiscali terminati entro il 31 marzo 2022.

Tutte le aziende nell’elenco devono pubblicare dati finanziari e segnalare parte o tutti i dati a un’agenzia governativa.

Le cifre sono quelle riportate dalle imprese e i confronti sono con le cifre dell’anno precedente come originariamente riportate per quell’anno.

Di seguito, la classifica delle migliori 10:

1. Walmart (USA)

2. Amazon.com (USA)

3. State Grid (Cina)

4. China National Petroleum (Cina)

5. Sinopec (Cina)

6. Saudi Aramco (Arabia Saudita)

7. Apple (USA)

8. Volkswagen (Germania)

9. China State Construction Engineering (Cina)

10. CVS Health (USA)