AstraZeneca: Ungheria e Germania si uniscono ai Paesi in causa

Mancano le dosi previste dal contratto: si va per vie legali.
Sciolte le riserve, anche i due Paesi si aggiungono alla causa.

Mancano le dosi del vaccino AstraZeneca previste per il blocco dei Paesi Ue.

La mancata consegna delle quantità previste dal contratto da parte dell’azienda farmaceutica ha portato alcuni Paesi dell’Unione europea ad andare per vie legali.

Alla causa, ultime in ordine di tempo, si sono aggiunte anche Germania ed Ungheria.

All’inizio i due Stati erano indecisi ma, stando a quanto riportato da “Reuters” che cita due fonti diplomatiche di Bruxelles ed una terza fonte, hanno chiesto chiarimenti e deciso di aderire alla causa.

Putin: risposte rapide e decise a provocazioni

Il presidente russo lamenta azioni ostili ed infondate contro la Russia.
Dalla Russia collaborazione a patto che non si superino le “linee rosse”.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha rivolto il suo annuale discorso agli alti funzionari ed ai rappresentanti di entrambe le camere del Parlamento.

In questa occasione, ha detto che Mosca risponderà in maniera rapida e decisa ad ogni provocazione proveniente da altri Paesi; nel dirlo, Putin ha aggiunto delle lamentele in merito a continue azioni ostili nei confronti della Russia.

Lo stesso Putin ha poi aggiunto che Mosca cerca di mantenere buoni rapporti e relazioni con tutti a livello internazionale, sperando che nessuno degli altri Paesi superi le “linee rosse” della Russia.

Erdogan attacca Draghi: “sei stato nominato, non eletto”

Il presidente turco risponde al premier italiano che lo aveva definito un “dittatore”.
Ma i dati mostrerebbero la repressione della democrazia in Turchia.

Poco tempo fa il premier italiano, Mario Draghi, aveva definito un “dittatoreErdogan, in occasione dello sgarbo riservato alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quando una sedia per l’incontro era stata riservata solo al Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Draghi era stato lasciato completamente solo dopo le sue dichiarazioni in difesa della von der Leyen: Germania ed Ue tutta hanno preferito evitare completamente il tema e prendere le distanze dalle dichiarazioni del premier italiano.

Ora anche la replica del presidente turco che, stando a quanto riferito dall’agenzia Anadolu e dalla tv di Stato turca, durante un discorso davanti ad un gruppo di giovani riuniti nella biblioteca del palazzo presidenziale ad Ankara ha dichiarato quanto di seguito:

Prima di dire a Tayyp Erdogan che è un dittatore, devi conoscere la tua storia, ma abbiamo visto che non la conosci. Sei una persona che è stata nominata, non eletta. C’è una totale impertinenza nelle affermazioni del premier italiano. Con le sue affermazioni, Draghi ha purtroppo danneggiato lo sviluppo delle relazioni Turchia-Italia. La dichiarazione del presidente del Consiglio italiano è stata una totale maleducazione, una totale maleducazione.

A giustificazione delle parole di Draghi, invece, è possibile citare alcuni dati: dal fallito tentativo di coipo di stato della notte tra il 15 e il 16 luglio del 2016 ci sono stati circa 40.000 arresti, con 10 soldati finiti dietro le sbarre insieme a 2.745 giudici, 15.000 tra insegnanti e professori ed altre decine di giornalisti.

Sempre dal 15 luglio di 5 anni fa ad oggi, inoltre, le operazioni conto i golpisti sono state decine di migliaia.

Dati, questi, che farebbero percepire una chiara repressione del pensiero contrario al suo governo, con buona pace della democrazia.

Alitalia, Draghi: “no a discriminazioni sugli aiuti di Stato”

Il premier si oppone, per il momento, ad eventuali diktat di Bruxelles.
Trattativa tra ministri e Commissione.

Alitalia continua a rimanere un tema caldo.

La trattativa sembra andare verso la cessione della compagnia di bandiera, cosa che troverebbe anche l’approvazione dell’Ue (approfondimento al link).

A tal proposito, però, il premier Mario Draghi mostra i muscoli e si oppone, almeno a parole ed almeno per il momento, all’Europa:

“Non accetteremo discriminazioni da Bruxelles.”

La frase è riferita al tema degli aiuti di Stato, tanto che lo stesso Draghi prosegue come di seguito.

Siamo in piena trattativa tra i ministri e la Commissione: non possiamo accettare asimmetrie ingiustificate. Ora il punto centrale è creare una società che si chiamerà Ita, che avrà una discontinuità con il passato. Serve partire con la stagione estiva. Speriamo in un esito positivo.

AstraZeneca: stop alla sperimentazione sui bambini

Si aspettano i risultati inerenti alle trombosi sugli adulti.
Possibili nuove restrizioni anche dall’Ema.

Sospesa la sperimentazione del vaccino AstraZeneca sui bambini.

Ad annunciarlo è l’Università di Oxford, in attesa di un’analisi sui possibili legami tra il siero ed episodi di trombosi tra gli adulti, dopo che i test erano iniziati a febbraio e avevano coinvolto bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni.

Erano circa 300 i volontari si erano fatti avanti, se così si può dire.

A spiegare lo stop è stato il professor Andrew Pollard:

Sebbene non ci siano preoccupazioni per la sicurezza nella sperimentazione pediatrica, attendiamo ulteriori informazioni dall’Mhra (l’Authority per i farmaci britannica) sui rari casi di trombosi e trombocitopenia che sono stati segnalati negli adulti, prima di somministrare altri vaccini.”

Oggi, inoltre, l’Ema si pronuncerà di nuovo sul vaccino anglo-svedese e potrebbe non escludere più, come invece aveva fatto un paio di settimane fa, un “nesso causale” tra i casi di morti per trombosi, in particolare tra gli under 55, e le vaccinazioni.

A convincere l’Agenzia europea del farmaco sono stati i nuovi dati raccolti che già da ieri sono sotto la lente degli esperti Ue, in arrivo in particolare dalla Germania, che metterebbero sotto accusa l’eccessiva risposta anticorpale nei più giovani, che contribuirebbe a provocare trombosi associate a forme di emorragie causate dalla diminuzione di piastrine.