Ubs, l’azzeramento dei bond fu illecito: deve restituire 16 miliardi di franchi

Oltre 3.000 i ricorrenti alla class action.
La sentenza si riferisce al salvataggio della Credit Suisse di oltre 2 anni fa.

L’azzeramento delle obbligazioni “Additional Tier 1” deciso dalla Finma svizzera alla vigilia della fusione tra Credit Suisse e Ubs, – 16,5 miliardi di franchi di valore nominale (approfondimento al link) – è stata un’operazione illecita: i bond emessi e poi subito cancellati dovranno essere rimborsati ai risparmiatori traditi, tra i quali centinaia di italiani degli oltre 3 mila ricorrenti nella clamorosa class action.

La decisione parziale presa dal Tribunale federale svizzero di San Gallo del 1° ottobre scorso resa pubblica oggi torna sui concitati giorni della primavera di due anni fa in cui andò in porto il controverso salvataggio di stato del Credit Suisse.

Il 19 marzo 2023, come riporta Il Sole 24 Ore, rappresentanti del Dipartimento federale delle finanze, dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, della Banca nazionale svizzera e delle banche coinvolte avevano annunciato un pacchetto di misure in vista dell’acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs, tra cui l’azzeramento di tutti gli strumenti di capitale “Additional Tier 1“, per il quale era intervenuto anche il Consiglio federale dando immediata copertura istituzionale alla decisione della Finma.

Contro il colpo di spugna avevano presentato subito ricorso circa 3 mila parti private, incardinate in 360 ricorsi, che chiedevano l’annullamento della decisione e il ripristino della situazione precedente, censurando l’assenza di una base contrattuale e di una base legale per azzerare le obbligazioni AT1.

Bill Gates donerà il 99% del suo patrimonio

Ora la moda è il Giving Pledge: oltre 240 miliardari di 28 Paesi doneranno più del 50% dei propri patrimoni in beneficenza.
Negli ultimi 2 anni la quota ereditata tra miliardari supera quella autoprodotta.

Il mese scorso Bill Gates ha annunciato che avrebbe donato il 99% del suo immenso patrimonio in beneficenza.

Il 99% del suo patrimonio ammonta circa a 200 miliardi di dollari.

L’annuncio è stato fatto ad Addis Abeda dove ha indicato che la donazione sarà per lo sviluppo dell’Africa. Più precisamente, come riporta Il Sole 24 Ore citando la Bbc, il fondatore di Microsoft ha affermato che “liberare il potenziale umano attraverso la salute e l’istruzione, ogni Paese africano dovrebbe intraprendere la strada della prosperità“.

Inoltre, Bill Gates ha anche annunciato la chiusura della Fondazione Gates nel 2045.

Ma Gates non è l’unico. Infatti, secondo Economy, l’ultimo status symbol dell’élite americana è il modo in cui pianificano la successione: l’ultima moda è il Giving Pledge, una rete di oltre 240 miliardari da 28 Paesi che si sono impegnati a devolvere in beneficenza più del 50% del loro patrimonio.

Un dato curioso riportato dal Billionaire Ambitions Report di UBS, dice che da un biennio la quota ereditata tra miliardari supera quella autoprodotta.

Giorgetti: sistema bancario italiano tranquillo

Preoccupazioni generali dopo il caso Credit Suisse.
Il ministro: situazione europea sotto controllo.

C’è tensione nel mercato.

Sia per i casi di SVB (approfondimento al link) e di Silvergate Bank (approfondimento al link), ma soprattutto a causa del recente caso legato a Credit Suisse e la trattativa in corso con Ubs per il salvataggio (approfondimento al link).

Il ministro dell`Economia Giancarlo Giorgetti, a margine di un evento organizzato da Intesa Sanpaolo, in merito alla tenuta del sistema bancario dopo il salvataggio di Credit Suisse e più in generale sull`intervento delle banche centrali, è intervenuto sul tema portando rassicuraizoni verso il sistema bancario italiano ed europeo.

Più precisamente, come riporta Italia Oggi, le sue parole sono state le seguenti:

Mi sembra che adesso i mercati si siano un attimino calmati, credo che la situazione in Europa sia sotto controllo. Noi siamo in costante contatto con le autorità di regolazione soprattutto per il sistema bancario italiano siamo tranquilli“.

Ubs pronta ad acquisire Credit Suisse

L’acquisizione salverebbe la banca svizzera.
L’operazione potrebbe chiudersi nel week-end.

Ubs è in trattativa per acquistare tutta o parte di Credit Suisse.

Ripresa poi anche da Il Corriere della Sera, First Online ed altre testate, la notizia arriva dal Financial Times che cita diverse fonti vicine al dossier secondo cui le nozze tra la prima e la seconda banca svizzera sarebbero il “piano A” delle autorità elvetiche, impegnate nel tenere a galla Credit Suisse dopo la linea di credito da 50 miliardi di franchi annunciata dalla banca centrale elvetica.

L’imperativo è fare presto, anche allo scopo di evitare nuove tempeste borsistiche su un titolo già arrivato ai minimi storici.

Secondo il Financial Times, i consigli di amministrazione delle due banche si incontreranno separatamente nel fine settimana per valutare l’operazione.

Ad orchestrare le possibili trattative tra Ubs e Credit Suisse nel tentativo di rafforzare la fiducia nel sistema finanziario saranno la banca centrale svizzera e la Finma, l’autorità di regolamentazione del mercato.

Una necessità impellente dato che, riferisce Reuters, almeno quattro big bancari europei, tra i quali SocGen e Deutsche Bank e Bnp Paribas, avrebbero limitato le operazioni che coinvolgono Credit Suisse o i suoi titoli.

Le autorità svizzere hanno detto alle loro controparti americane e britanniche che l’unione di Credit Suisse e Ubs è il loro “piano A per fermare il crollo della fiducia in Credit Suisse”.

Il quotidiano britannico, citando alcune fonti, sostiene inoltre che l’obiettivo è quello trovare una soluzione semplice e diretta prima dell’apertura dei mercati lunedì.

Secondo alcune indiscrezioni il progetto potrebbe anche coinvolgere altri intermediari elvetici, tra cui casse di risparmio (Raiffeisen in primis) e alcune delle maggiori banche cantonali.

Giovedì scorso, l’agenzia Bloomberg aveva riferito che i vertici di Ubs e Credit Suisse si erano opposti a un matrimonio forzato, con la prima che avrebbe preferito puntare sulla propria strategia incentrata sulla gestione del risparmio senza assumersi rischi legati al suo rivale.