Pentagono: Nord Corea non negozi armi con Russia

Accuse anche all’Iran da parte di Ryder.
Il tutto mentre gli Stati Uniti sono i primi fornitori di armi all’Ucraina.

Il portavoce del ministero della Difesa americano, Patrick Ryder, ha esortato la Corea del Norda non negoziare con la Russia” in vista di una potenziale fornitura di armi.

Più precisamente, come riporta Notizie.it, le sue parole sono state le seguenti:

Invitiamo la Corea del Nord ad astenersi da ogni tipo di retorica o di comportamento provocatorio e il nostro obiettivo nella regione è di lavorare in stretto contatto con la Repubblica di Corea e i nostri alleati nella regione per garantire la pace, la stabilità e la sicurezza. Il problema più in generale è che la Russia cerca di ottenere armi o munizioni supplementari da regimi criminali, compreso l’Iran. Ancora una volta, chiediamo alla Corea del Nord di non negoziare con la Russia e di non fornire alcun tipo di munizioni, che potrebbero uccidere civili innocenti in Ucraina”.

Proprio la Corea del Nord, poco tempo fa, aveva accusato gli Usa di aumentare il rischio di una guerra nucleare (approfondimento al link).

Non si può certo dire, però, che gli Usa stiano dando l’esempio dato che sono i primi fornitori di armi all’Ucraina ma chiedono ad altri Stati di non fare lo stesso con altri Stati.

Drammatico aumenti di morti fra i militari ucraini

Il report esce dalla Bbc nonostante si provi a tenere segreti i dati.
Si parla di 70.000 morti e 120.000 feriti.

Si moltiplicano le testimonianze di fonti occidentali su “un drammatico incremento dei morti ucraini“, sullo sfondo della resistenza delle linee russe a quella che doveva essere la controffensiva d’estate dell’Ucraina.

Lo sottolinea la Bbc, citata da Ansa, riprendendo una recente stima Usa trapelata malgrado i dati ufficiali di Kiev restino secretati secondo cui il totale di soldati ucraini uccisi in guerra è salito almeno a 70.000, con almeno 120.000 feriti ed aggiungendo il racconto del proprio inviato nel Donetsk, Quentin Sommerville, su “pile di cadaveri” ricomposti ormai giornalmente in un obitorio ucraino sul fronte est.

Usa: record di richieste per censurare libri

+70% nel 2022.
Perlopiù interessati testi con contenuti Lgbtq+.

Nel 2022 le richieste per proibire libri nelle scuole pubbliche e nelle biblioteche degli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record.

Lo rivelano i dati diffusi dall’Ama, l’American Library Association, ripresi da Ansa.

Il numero ha superato quota mille, pari ad un incremento del 70% rispetto all’anno precedente, quando le richieste furono 619.

Secondo gli esperti, inoltre, in un arco di tempo di 21 anni, si è passati dalla richiesta di censura da parte di singoli individui a quelle di gruppo.

Sempre nel 2022, ci sono state richieste di censura in scuole e biblioteche di ogni stato americano ad eccezione del Nevada e del Delaware.

Il numero più alto si è registrato in Texas ed ha interessato un totale di quasi 2.400 libri.

In generale, la maggior parte di richieste di censura ha interessato testi con contenuti Lgbtq+.

Kim: Usa aumentano rischio guerra nucleare

La Corea del Nord critica l’operato di Stati uniti, Giappone e Corea del Sud.
Marina militare in costante stato di allerta.

Gli Usa alimentano il rischio di una guerra nucleare.

Questa l’opinione di Kim Jong-Un che, stando a quanto riporta Ansa citando a sua volta la Tass e l’agenzia nordcoreana Kcna, durante una visita al comando della Marina nordcoreana, avrebbe dichiarato quanto di seguito:

 “Le azioni conflittuali di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud destabilizzano la regione della penisola coreana e aumentano il rischio di una guerra nucleare, anche in mare. Qualche tempo fa i capibanda di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud si sono riuniti, hanno annunciato che avrebbero tenuto varie esercitazioni militari e hanno iniziato a farlo. A causa delle spericolate manovre di confronto delle forze ostili, comprese quelle statunitensi, le acque intorno alla penisola coreana si sono si è trasformate nella più grande area di concentrazione di veicoli militari del mondo e nelle acque più instabili con il rischio di una guerra nucleare. La situazione attuale richiede che la nostra Marina faccia tutti gli sforzi per mantenere una costante allerta di combattimento, pronta a schiacciare la volontà del nemico in caso di circostanze impreviste“.

Niger: espulsi gli ambasciatori di Francia, Germania, Usa e Nigeria

I diplomtici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.
Parigi: “Non sono autorizzati”.

La giunta militare del Niger ha espulso gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia, Germania e Nigeria: i diplomatici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.

Immediata la risposta della Francia, affidata al ministero degli Esteri:

I golpisti non hanno l’autorità per avanzare questa richiesta, l’approvazione dell’ambasciatore proviene solo dalle legittime autorità elette del Niger”.

L’ambasciatore francese Sylvain Itte è stato invitato a lasciare il Niger entro 48 ore in una lettera in cui lo si accusa di aver ignorato un invito per un incontro con il ministero.

La lettera di venerdì, stando a quanto riporta “La Repubblica”, cita anche “azioni del governo francese contrarie agli interessi del Niger” tra le ragioni dell’espulsione di Itte.

Il Niger, ex colonia francese, era partner della Francia prima del colpo di Stato.

Parigi ha mantenuto il suo contingente militare nel Paese nonostante la crisi e le richieste dei golpisti di riportare a casa le truppe.

La giunta del Niger ha autorizzato le truppe dei vicini Mali e Burkina Faso a intervenire in difesa del Paese, alzando la posta in gioco con altre nazioni dell’Africa occidentale (Ecowas) che minacciano di reinsediare con la forza il presidente Bazoum.

Il leader della giunta, il generale Abdrahmane Tchiani, ha firmato due ordini esecutivi che autorizzano “le forze di sicurezza del Burkina Faso e del Mali ad intervenire sul territorio del Niger in caso di aggressione“, ha detto giovedì scorso, Oumarou Ibrahim Sidi, alto funzionario della giunta, dopo aver ospitato una delegazione dei due Paesi a la capitale nigerina, Niamey.

Sidi non ha fornito ulteriori dettagli sul sostegno militare dei due Paesi i cui regimi militari hanno affermato che qualsiasi uso della forza da parte dell’Ecowas contro la giunta del Niger sarebbe trattato come un atto di guerra contro le loro stesse nazioni.

L’accordo è stato l’ultimo di numerose azioni intraprese dai soldati ribelli del Niger per sfidare le sanzioni.

Il presidente della commissione Ecowas, Omar Alieu Touray, ha detto venerdì che la minaccia di un intervento per reinsediare Bazoum è “ancora sul tavolo“, respingendo il piano di transizione triennale proposto dalla giunta.

Touray ha affermato che i capi di stato dell’Africa occidentale prenderanno una decisione solo quando saranno state tentate tutte le opzioni diplomatiche.