Felicità cittadini UE: bene la Polonia, male la Germania

Il governo uscente (PiS) lascia i cittadini tra i più felici in Europa.
I tedeschi registrano un crollo record.

Eurostat ha pubblicato i risultati di un sondaggio del 2022 (si fa circa ogni 10 anni) sul livello di soddisfazione dei cittadini dell’Unione Europea.

La Polonia si è rivelata uno dei paesi più felici dell’Unione, come riporta anche Polonia Oggi.

L’indice di soddisfazione della vita per la Polonia è stato di 7,7 su 10, posizionandosi subito dietro l’Austria (7,9 punti).

Rispetto al 2021, la Polonia ha migliorato il proprio indice di 0,2 punti, uno dei maggiori aumenti nell’UE.

L’indicatore, invece, è diminuito in Germania di ben 0,6 punti, il che rappresenta il più grande calo nell’UE tra il 2021 e il 2022.

Lo studio ha anche mostrato che in Polonia le donne, le persone con istruzione superiore e quelle con un’istruzione media hanno dimostrato maggiore soddisfazione nella vita nel corso di nove anni, dal 2013.

La Polonia non accetterà nessuna ricollocazione di migranti

Lo ha detto il premier Tusk, cambiando posizione rispetto a quando era presidente del Consiglio europeo.

Ieri, 3 gennaio 2024, Donald Tusk, il Primo ministro della Polonia, ha dichiarato in una conferenza stampa che non è mai stato a favore della ricollocazione forzata dei migranti dall’Africa in Polonia, anche se alcuni anni fa (come il Presidente del Consiglio europeo) avvertiva che la Polonia avrebbe dovuto pagare per non accettare immigrati.

Come riporta Polonia Oggi, ha sottolineato che durante il suo mandato questo meccanismo non è mai stato attuato e la Polonia non ci parteciperà mai.

Tusk ha anche evidenziato i problemi legati all’immigrazione e alla corruzione nel rilascio dei visti polacchi durante il mandato del governo precedente.

Il premier sostiene che la fine del governo PiS (Diritto e Giustizia) e di Jarosław Kaczyński contribuirà a una maggiore sicurezza contro l’afflusso incontrollato di migranti.

Ha ribadito, infine, che la Polonia non accetterà nessun meccanismo forzato e nessun immigrato illegale.

Stampa tedesca: Polonia esempio di successo

Si criticano le fallimentari politiche Ue.
Polonia pronta a diventare la nuova Germania? Da Intel e Mercedes grossi investimenti.

Il giornale tedesco di economiaHandelsblatt” sottolinea lo straordinario sviluppo economico della Polonia negli ultimi vent’anni e critica l’approccio dell’Unione Europea, indicando il successo della Polonia come modello da seguire.

 

Secondo “Handelsblatt“, la Polonia si distingue per un notevole progresso economico rispetto ad altri paesi europei.

 

La Polonia ha iniziato il proprio sviluppo economico da un livello inferiore ed ha raggiunto progressi significativi, il che è il risultato di riforme radicali basate sui principi dell’economia di mercato e degli investimenti nell’istruzione e nella qualità della vita, come riporta Polonia Oggi.

 

L’autore mostra sorpresa per la rapidità dello sviluppo della Polonia e si chiede se il paese non riuscirà presto a raggiungere la Germania in termini di PIL pro capite.

 

Handelsblatt” sottolinea che l’UE dovrebbe concentrarsi maggiormente sui consigli di coloro che hanno ottenuto progressi nel campo economico, come la Polonia, anziché fare affidamento su paesi che non sono riusciti a modernizzare i propri sistemi per molti anni, inclusa la Germania.

In tempi non sospetti si era già pronosticato che la Polonia potesse prendere il posto della Germania come locomotiva d’Europa (approfondimento al link); a dimostrare l’andamento positivo ed i dati, arrivano altri due freschi e grandi investimenti in terra polacca da parte di Intel che investirà 4,6 miliardi di dollari creando 2.000 posti di lavoro (approfondimento al link) e da parte di Mercedes che, si prevede, offrirà 1.500 nuovi posti di lavoro (approfondimento al link).

Migranti: Polonia dice no al patto Ue

Morawiecki: i migranti illegali compiono il 70% dei crimini.
In Svezia si deve ricorrere all’esercito perchè la Polizia non basta.

Non bastavano le recenti tensioni tra Berlino e Varsavia, scaturite da uno spot di Jarosław Kaczyński, il capo del partito del governo, in cui si mette in luce la fine dell’obbedienza polacca verso la Germania al contrario di quanto accadeva invece con Donald Tusk (approfondimento al link), ora arriva anche la questione immigrazione.

Quando Italia e Germania sembravano aver trovato la quadra per firmare il patto europeo sulla gestione dell’immigrazione, ecco che arriva il “No” della Polonia a mandare tutto lall’aria.

il premier polacco Mateusz Morawiecki, infatti, ha detto che la Polonia non aderirà ad alcun sistema di ricollocamento o distribuzione dei migranti.

Morawiecki ha precisato che la decisione poggia su motivi di sicurezza per il proprio Paese; più nel dettaglio, riporta che, prendendo i dati delle Polizie europee si noto come il 70% dei crimini sia effettuato dagli immigrati illegali e che, parlando con gli altri premier, si evincono situazioni in cui la Polizia non è più sufficiente a gestire i crimini portati dal medesimo fenomeno e che i governi si trovano a dover far intervenire l’esercito (citando Svezia e Marsiglia).

Di seguito, il video dell’intervista con le dichiarazioni del premier polacco, in lingua originale e con i sottotitoli in inglese, rilasciata a Granada, in Spagna:

Tensione alle stelle tra Berlino e Varsavia

Spot polacco sulla fine della “sudditanza” verso la Germania.
La Polonia chiede 1,3 miliardi in riparazioni di guerra.

Il quotidiano Financial Times ha pubblicato un articolo nel quale si sottolinea la relazioni sempre più difficile tra Varsavia e Berlino, facendo riferimento allo spot elettorale del PiS in cui Jarosław Kaczyński (il capo del partito del governo) recita una scena di un chiamata con un funzionario tedesco.

Nello spot, come riporta Polonia Oggi, un funzionario a quanto pare sta convincendo Kaczyński ad aumentare l’età pensionabile. Il presidente dice: “Non c’è più Tusk e queste cose sono finite.

Il Financial Times scrive che “l’intenzione politica di questo spot era seria: presentare il leader dell’opposizione come una marionetta tedesca che agisce contro gli interessi dei polacchi“.

Il quotidiano ricorda che la Germania è il più grande partner economico della Polonia, ma i rapporti politici sono in pessime condizioni da anni, eppure il governo di Varsavia ha chiesto 1,3 miliardi di euro di riparazioni di guerra.

Sempre il Financial Times, aggiungendo che ciò minaccia di aggravare ulteriormente i legami tra Varsavia e Berlino, riporta inoltre quantodi seguito:

Le affermazioni di ingerenza della Germania e dell’UE nella campagna hanno aggiunto un nuovo elemento di scontro alla già velenosa rivalità tra il nazionalista, euroscettico PiS e la centrale Platforma Obywatelska di Tusk“.