Israele: quarta dose Pfizer non protegge da Omicron

Lo studio arriva dallo Sheba Medical Center.
Tra i contaminati Omicron molti avevano già ricevuto la quarta dose.

Inutile insistere con le dosi al cambio di variante?

È quanto può far pensare il recente studio che arriva dallo Sheba Medical Center, riportato dal “Times of Israel” e poi ripreso anche da “Tgcom24“.

Secondo lo studio, infatti, la quarta dose del vaccino anti-Covid19 fornito dall’azienda farmaceutica Pfizer fornisce una protezione insufficiente dalla variante Omicron.

Più precisamente, Gili Regev-Yochay, tra i massimi esperti di malattie infettive dell’ospedale, ha dichiarato quanto di seguito:

Abbiamo un aumento degli anticorpi superiore alla terza dose, ma notiamo che tra i contagiati da Omicron molti hanno ricevuto la quarta dose.

Pfizer: tempi troppo corti per studiare eventi avversi. FDA chiede di secretare i dati per 55 anni

La casa farmaceutica ritiene troppo piccolo il tempo di studio.
La FDA chiede ai giudici di secretare i documenti fino al 2076: e la trasparenza?

Colpo di scena.

Pfizer, in un documento consegnato al comitato consultivo dell’FDA per l’approvazione della vaccinazione Covid per la fascia d’età dai 5 ai 12 anni, dichiara che il gruppo di studio è troppo piccolo per capire i rischi e gli eventuali eventi avversi.

Non solo. Nello stesso documento aggiunge anche che gli eventuali danni a lungo termine li conosceremo nello studio durante i prossimi 5 anni.

Di seguito la parte appena riportata:

L’intero documento è reperibile al link.

Nel frattempo, proprio la FDA, ha chiesto ai giudici di secretare i documenti di approvazione del vaccino Pfizer fino al 2076, ovvero per altri 55 anni.

A riportarlo è il The Epoc Time (articolo reperibile al link) e viene da chiedersi dove finisca la trasparenza e come sia possibile che non sorgano dubbi sul vaccino e la gestione in generale della pandemia.

Svezia e Danimarca sospendono Moderna per i giovani

In Svezia sospeso il vaccino per i nati dopo il 1991, in Danimarca per gli under 18.
Continua invece la vaccinazione con Pfizer.

Sospeso il vaccino Moderna per under 20 in Svezia e per gli under 18 in Danimarca.

L’agenzia sanitaria svedese ha preso la decisione a seguito di segnalazioni di possibili effetti collaterali rari, come la miocardite.

Stando a quanto riporta quotidianosanità.it, il rischio è stato definito “molto piccolo” e riguarderebbe in particolare la somministrazione della seconda dose.

In Danimarca, analogamente, a seguito dei dati preliminari di un nuovo studio che sembrano evidenziare rischi di miocardite ed un aumento del rischio di infiammazione cardiaca a seguito della vaccinazione con Moderna, si è deciso per la sospensione agli under 18.

Più precisamente, riscontrando un aumento di miocardite e pericardite tra i giovani e i giovani adulti che erano stati vaccinati, l’agenzia svedese ha dichiarato quanto di seguito:

La connessione è particolarmente chiara quando si tratta del vaccino Spikevax di Moderna, specialmente dopo la seconda dose.

Entrambi i Paesi procederanno esclusivamente con la vaccinazione Pfizer.

Pfizer/BioNTech: nostro vaccino sicuro per bimbi 5-11 anni

I produttori chiedono l’autorizzazione alla FDA, ritenendo il proprio vaccino sicuro ed efficace, pur non determinando la percentuale di efficacia.

Pfizer e BioNTech, produttori del vaccino anti-Covid, ritengono che il loro prodotti sia sicuro ed efficace anche nei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Hanno portato i loro dati alla FDA (Food and Drug Administration) al fine di ottenere l’autorizzazione dell’autorità statunitense per l’uso di emergenza (ovvero l’approvazione in via condizionata, al pari dei soggetti superiori ai 12 anni).

Ritengono che dalle sperimentazioni il loro vaccino risulti sicuro ed efficace, generando livelli di anticorpi paragonabili a quelli riscontrati nei giovani adulti; non hanno, però, determinato la percentuale di efficacia.

Più nel dettaglio, le parole dell’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, sono state le seguenti:

Siamo ansiosi di estendere la protezione offerta dal vaccino a questa popolazione più giovane, dopo l’autorizzazione normativa, mentre monitoriamo la diffusione della variante Delta e la sostanziale minaccia che rappresenta per i bambini.

Pfizer, inoltre, ha precisato che entro il quarto trimestre di quest’anno arriveranno anche i risultati dello studio clinico sui bambini di età compresa tra i 6 mesi ed i 5 anni.

C’è da chiedersi come sia possibile dichiarare efficace un vaccino senza aver determinato la percentuale di efficacia e senza il tempo materiale di avere dati a medio-lungo termine.