Barilla investe in Russia

Nuovi investimenti in Russia per Barilla: 130 milioni per aprire la prima azienda di grano duro nell’Est Europa.

Barilla, la multinazionale italiana del settore alimentare, ha deciso di investire in Russia.

L’azienda ha intrapreso, infatti, un investimento da 130 milioni con cui costruirà il primo mulino nell’Est Europa dedicato alla produzione di farina di grano duro, nonché il secondo impianto per la produzione di pasta. 

Il luogo scelto è la zona Economica Speciale (Zes) di Stupino Quadrat. Che si trova nell’area di Mosca.

Fattore determinante nella scelta della location, dal punto di vista logistico, è stata per la presenza di una linea ferroviaria sul sito. Dal punto di vista operativo, invece, è stata un fattore chiave la disponibilità nel distretto di personale altamente qualificato, grazie alla collaborazione della società di consulenza Livolsi&Partners (che nella trattativa ha rappresentato la Zes).

A commentare l’operazione arrivano le parole del vicepresidente per la Russia e la Csi di Barilla Rus Llc e ceo della nuova società di produzione Barilla Rus Production Llc, Mikhail Putilin:

“Ci è voluto molto tempo per scegliere la sede per il nostro progetto su larga scala e ci siamo soffermati sulla Zes Stupino Quadrat. I fattori più importanti per noi sono stati la logistica conveniente, la disponibilità di una linea ferroviaria sul sito, le attrezzature con tutte le strutture e servizi necessari, nonché la disponibilità di personale altamente qualificato nel distretto di Stupino. Inoltre, il governo della regione di Mosca, l’amministrazione del distretto della città di Stupino e la società di gestione della Zes Stupino Quadrat hanno dimostrato grande lealtà e competenza durante quasi due anni di preparazione della transazione, che consentirà di attuare con successo il progetto nel più breve tempo possibile tempo possibile.”

E’ un governo di incapaci!

Gestione pessima sotto tutti i punti di vista.
Sviste, ritardi, inadeguatezza, incoerenza.
Infine, forse, pure una nuova tassa.

Una pioggia di guai, un bagno sangue.

L’emergenza coronavirus è stata gestita in maniera scandalosa sotto tutti i punti di vista, mettendo in luce tutte le lacune e le incapacità di un governo che sembra essere in balìa di sé stesso, visti i provvedimenti adottati.

A cominciare dallo scoppio dell’emergenza, si è notata tutta l’inadeguatezza delle cariche del governo, basti pensare che due cinesi provenienti proprio da Wuhan e positivi al coronavirus giravano liberamente per posti turistici italiani da ben 8 giorni, dopo che (approfondimento al link).

L’accaduto non è bastato a dare la sveglia; le uniche contromisure prese, infatti, sono state il lancio della campagna “#abbracciauncinese” contro il razzismo (campagna nella quale venivano etichettate fasciste, razziste e discriminatorie delle azioni preventive poi applicate, con evidente ritardo, dallo stesso governo che le contestava), il divieto dei voli diretti da e per la Cina che era tranquillamente aggirabile con uno scalo internazionale e gli accordi con twitter e facebook fatti dal Ministro della Salute, il laureato in Scienze Politiche Roberto Speranza, secondo i quali chiunque parli di coronavirus sui social network venga segnalato al ministero (approfondimento al link), come se non parlarne fosse il vaccino.

I bambini cinesi di rientro dalla Cina possono rientrare a scuola liberamente, senza quarantena né controlli; non ci possono invece andare quelli che non si sono sottoposti al vaccino polivalente: decisione curiosa.

Arrivano poi i decreti sulle attività sportive: si decide che le partite che si terranno nelle città a rischio contagio si giocheranno a porte chiuse o saranno rinviate.

Però, i tifosi dell’Atalanta (squadra di Bergamo e, quindi, di una regione indicata ad alto rischio come la Lombardia) possono scendere a Lecce per seguire la partita.

Non è tutto: la serie B, di livello nazionale esattamente come la seria A, non subisce alcuna restrizione. Quindi partite e tifosi si possono muovere liberamente ed ovunque.

Un’incoerenza, questa, che trova conferma nelle manie di grandezza del premier Conte, quando prima scarica le colpe sui medici impegnati in prima linea, poi si scontra con i governatori di alcune regioni che avevano deciso la chiusura delle scuole in via precauzionale: ne impone la riapertura, per poi decretarne personalmente la chiusura due giorni dopo e per un periodo ancora più lungo.

L’Italia, intanto, scala la classifica dei Paesi per numero di contagi superando addirittura Stati confinanti con la Cina (approfondimento al link) ed i sondaggi danno la responsabilità della situazione al governo (approfondimento al link).

Nel frattempo una raffica di Paesi vieta l’ingresso agli italiani, oramai visti come gli untori del mondo (e poi saremmo noi i razzisti). E, nonostante l’allarme lanciato dal direttore dei Centri africani per il controllo delle malattieJohn Nkengason, e dalla Società internazionale per le malattie infettive (approfondimento al link), gli sbarchi continuano ininterrottamente.

Quello che si blocca è la mobilità interna. Oggi, infatti, è arrivato il decreto del governo in cui si indicano le nuove misure, che saranno valide fino al 3 aprile: bloccate l’intera Lombardia e le provincie di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli ed Asti.

Il problema è che la bozza del medesimo decreto è stata divulgata prima della sua messa in atto, con la conseguenza che si è generato panico tra la popolazione e molte persone hanno cercato di lasciare la regione, portando con loro il rischio di contagio. L’intenzione di limitare gli spostamenti, ha dunque causato la reazione esattamente opposta.

inoltre, il decreto viene contestato da alcuni governatori delle regioni. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, interviene così:

“La bozza del provvedimento del governo sembra andare nella direzione giusta ma non posso non evidenziare che sia a dir poco pasticciata.”

Gli fa eco il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini:

“Ho chiesto al presidente Conte ed al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise.”

La ciliegina sulla torta, infine, dopo il problema della salute dei cittadini, il panico ed il blocco dell’economia, arriva dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha un dottorato di ricerca in Scienze Storiche.

La sua idea è quella una tassa una tantum, proporzionale al reddito e che prenda il nome di “virus tax“, al fine di fronteggiare economicamente l’emergenza coronavirus.

Insomma: cornuti e mazziati.

(foto da internet)

Coronavirus, sondaggio: Colpa del governo

Sondaggio sulle responsabilità dell’epidemia di coronavirus in Italia: secondo gli utenti la colpa è del governo.

Di chi è la responsabilità dell’attuale epidemia di coronavirus in Italia?

Il sondaggio che abbiamo creato (approfondimento al link) sul nostro profilo twitter prevedeva quattro risposte possibili, oltre ovviamente alla possibilità di commentare liberamente:

1 – Colpa del governo;
2 – Non ci si può fare niente;
3 – Il coronavirus è un fake;
4 – Non saprei.

Sul profilo facebook, invece, il sondaggio era strutturato con le due possibilità:

1 – Colpa del governo;
2 – Non ci si poteva fare niente.

Il risultato del sondaggio lanciato su twitter è quello che fa da copertina all’articolo, di cui di seguito riproponiamo gli esiti:

Colpa del governo = 88%;
Non ci si può fare niente = 9%;
Il coronavirus è un fake = 1%;
Non saprei = 1%.

Gli esiti del sondaggio su facebook, invece, sono stati i seguenti:

Colpa del governo = 75%;
Non ci si può fare niente = 25%.

Gli utenti, dunque, nella stragrande maggioranza dei casi attribuiscono le colpe dell’attuale epidemia di coronavirus in Italia al governo.

Rischi correlati al coronavirus: arrivano i ladri travestiti da operatori

Ladri travestiti da operatori sanitari: attenzione agli sciacalli con finte divise da Croce Rossa che “propongono” tamponi porta a porta.

L’Italia ha superato anche il Giappone, aggiudicandosi il triste primato di terzo Paese per numero di contagi da coronavirus, contandone 229.

Come se non bastasse, arrivano anche i rischi correlati al virus. Stiamo parlando dei cosiddetti sciacalli, ovvero dei ladri che si fingono operatori sanitari della Croce Rossa per effettuare tamponi porta a porta.

La Croce Rossa Italiana di Lodi ha infatti immediatamente pubblicato un comunicato avvisando la popolazione che non è prevista l’attività di effettuare tamponi porta a porta e, quindi, di diffidare da chi li “propone”.

I cittadini sono per tanto invitati a prestare attenzione alle truffe, svolte tra l’altro in ottimo stile, tanto che i finti operatori si presentano addirittura indossando la divisa della Croce Rossa.

Essendo il loro fine quello, ovviamente, dello sciacallaggio, si prego chi dovesse assistere o subire tali episodio a contattare le forze dell’ordine.

Coronavirus: in Italia più casi che ad Hong Kong

L’Italia supera Hong Kong per numero di casi; cosa incredibile vista la posizione geografica dei due Paesi: il governo decreta la quarantena.
Chi veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo, aveva solo avuto un anticipato e razionale buon senso.

Dilaga l’emergenza coronavirus in Italia, dove i casi hanno superato addirittura quelli rilevati ad Hong Kong.

Risulta davvero incredibile comprendere come sia possibile che l’Italia, geograficamente totalmente isolata dalla Cina, conti più contagi di quanti ne contino gli Stati confinanti.

Il governo, tramite decreto, ha isolato e messo in quarantena le zone colpite dai focolai; sospesi inoltre gli eventi sportivi di tutte le categorie e discipline in Veneto e Lombardia.

Una mossa tardiva, a quanto pare. Chi chiedeva il controllo totale dei confini e la quarantena per le persone provenienti dalle zone a rischio, veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo.

Le cose, dunque, sono due: o il governo è improvvisamente diventato fascista, razzista e sciacallo, o chi chiedeva di applicare queste precauzioni due mesi fa aveva solo un razionale ed anticipato buon senso.

Rimane incredibile come due persone contagiate e provenienti proprio da Wuhan, abbiano potuto liberamente girare per luoghi turistici italiani addirittura per 8 giorni (approfondimento al link).

Di seguito, la tabella aggiornata con il numero di casi e decessi per ogni Stato:

Per chi volesse partecipare al nostro sondaggio sulle responsabilità dell’attuale situazione, sarà sufficiente accedere ai nostri profili facebook e twitter (troverete il sondaggio in cima al profilo di ogni pagina).