La Parola ai Lettori – Come Draghi ha distrutto l’Italia

Il fondatore della Stankov’s Universal Law Press espone il suo punto di vista su Mario Draghi, nuovo premier italiano.

La nomina di Mario Draghi a nuovo presidente del Consiglio italiano è un grande crimine perpetrato nei confronti del popolo italiano.

Dico questo perché ritengo, semplicemente, che quest’uomo sia il più grande criminale d’Italia e, il suo posto sarebbe in prigione.

Di seguito spiegherò come Draghi abbia rovinato l’Italia 30 anni fa prima di diventare presidente della BCE e distrutto le economie di tutti i paesi dell’UE tra il 2011 e il 2019 con la sua spericolata politica finanziaria.

In questo modo, presenterò anche una panoramica di quanto sia corrotto e fragile il sistema bancario dell’UE e perché crollerà nel prossimo futuro.

Il “rettiliano” Draghi è al centro di tutte le macchinazioni finanziarie degli ultimi trenta e più anni, macchinazioni che quest’anno porteranno alla rovina dell’euro.

L’articolo completo è reperibile al link.

“Speriamo nel lockdown, sai quanti soldi?”

Intercettati gli intermediari del super commissario Arcuri.
Si parla di cricca internazionale.

Sono stati intercettai, stando a quanto riportano “Il Giornale” e poi “Il Fatto Quotidiano”, gli intermediari del super commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.

L’intento era quello di arricchirsi grazie alla pandemia, sfruttando le maxi commesse di mascherine.

Un intendo tanto radicato da augurarsi che il lockdown fosse lungo e rigido, tanto da sperare che “a novembre esploda” (riferendosi alla pandemia ed alla conseguente chiusura totale del Paese).

La Procura di Roma parla di cricca internazionale che avrebbe fatto “lucrosi affari” sull’epidemia di coronavirus.

L’intercettazione è inerente ad uno degli indagati nella maxi inchiesta sulle mascherine, ovvero all’affidamento di 1,25 miliardi di euro da parte del commissario Arcuri a tre consorzi cinesi e prevedente l’acquisto di 800 milioni di pezzi appunto tramite degli intermediari italiani.

Uno di questi è Jorge Solis che, tra le varie dichiarazioni, dice anche “questo è un lavoro che si fa senza valigetta”.

Gli indagati sono, oltre a Jorge Edisson Solis San Andrea, Daniele Guidi, Georges Fares Khozouzam, Dayanna Andreina Solis Cedeno, Daniela Guarnieri, Antonella Appulo ed il giornalista Rai in aspettativa Mario Benotti. Le società, invece, sono la “Partecipazioni S.p.a.”, la “Microproducts It S.r.l.” e la “Guernica S.r.l.”.

I reati sono quelli di traffico di influenze illecite, ricettazione, riciclaggio ed auto-riciclaggio.

In particolare, stando a quanto riporta “Il Giornale”, ad aver sfruttato i legami Arcuri sarebbe stato Mario Benotti che, “sfruttando le sue relazioni personali con Domenico Arcuri, si faceva promettere e quindi dare indebitamente da Andrea Tommasi, il quale agiva in concorso per previo concerto con Daniele Guidi, e Jorge Solis, la somma di 11.948.852, confluita per 8.948.852 sul conto della Microproducts srl di Daniela Guarnieri, (compagna di Benotti ndr) e per 3 milioni di euro sul conto della Partecipazioni spa di Georges Khozouzam quale remunerazione indebita della sua mediazione illecita, occulta e fondata sulle relazioni personali con Arcuri”.

A certificare l’intensità dei contatti tra Benotti ed Arcuri ci sono 1.282 contatti tra il 2 gennaio 2020, quando Arcuri non era ancora stato nominato super commissario, ed il 6 maggio 2020; lo stesso Arcuri, invece, nega di conoscere Benotti.

A sua volta, però, Benotti, ribatte sostenendo che “Se il commissario Arcuri ritiene di non conoscermi e lo dice, se ne assumerà le sue responsabilità”.

L’ufficio stampa, nel frattempo, dichiara che “a struttura commissariale e il commissario Arcuri (estranei alle indagini) sono stati oggetto di illecite strumentalizzazioni da parte degli indagati”.

Espulsi i senatori del M5S contrari alla fiducia

Draghi incassa la fiducia, che costa cara ai contrari del Movimento.
Crimi: “si devono rispettare le indicazioni di voto”.

Mario Draghi vince ed ottiene la fiducia al Senato.

Il conto è però salato, per il Movimento 5 Stelle: i 15 senatori che hanno votato “no” saranno espulsi.

A dichiararlo è proprio il capo politico dei pentastellati, Vito Crimi, che dichiara quanto di seguito:

I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all’impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l’altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l’esecutivo e l’opposizione. Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all’opposizione.

Prosegue poi lo stesso Crimi:

Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo. Sono consapevole che questa decisione non piacerà a qualcuno, ma se si pretende rispetto per chi la pensa diversamente, lo stesso rispetto si deve a chi mette da parte le proprie posizioni personali e contribuisce al lavoro di un gruppo che non ha altro obiettivo che quello di servire i cittadini e il Paese.”

Ancora, il capo politico del M5S, conclude:

Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. M5s ha votato sì con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale. Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo. I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità.”

Altra brutta tegola interna per il MoVimento , insomma, dopo il recente addio di Di Battista.

Governo Draghi: il sondaggio sul gradimento è negativo

Aspettando di valutarne l’operato, il sondaggio misura la soddisfazione della squadra di governo.
Esito altamente negativo: dove nasce il malcontento?

Al via il governo Draghi.

Tanta era l’attesa per scoprire quale fosse la squadra che il nuovo premier avesse in mente; altrettanta, stando al sondaggio, la delusione.

General Magazine ha lanciato un sondaggio sul suo profilo twitter per cercare di captare il grado di soddisfazione, ovviamente in prima battuta, da parte dei cittadini.

I giudizi li faremo, come corretto, sull’operato. La valutazione della squadra di governo messa in piedi dall’ex presidente della Bce, però, non ha attualmente raggiunto il gradimento dei nostri lettori.

Chiedendo se la lista dei ministri fosse soddisfacente, è risultato schiacciante il “No” (80%); seguito dal “Più no che si” (16%), lasciando solo le briciole al “Si” (1%) ed al “Più si che no” (3%).

Di seguito lo screenshot dell’esito:

Ovviamente dal sondaggio non emerge se il disappunto sia inerente alla squadra in maniera esclusiva o se il malcontento si sia manifestato a causa del premier stesso o ancora per come l’attuale governo è nato, ovvero visto come una “grande ammucchiata”.

Draghi: incontro con parti sociali e ritorno al Quirinale

Continuano le consultazioni per far nascere il governo Draghi, che nel frattempo incontra i sindacati.
Agenda per il momento ancora riservata.

Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, tornerà al Quirinale per proseguire le consultazioni nell’ottica di formare il suo governo.

Prima, però, incontrerà le parti sociali. All’incontro con i sindacati, che si già definiti disponibili fin da subito all’incontro e preoccupati per l’attuale situazione economico-lavorativa del Paese, si aggiungerà anche quello con Confindustria.

Ciò che resta invece ancora riservata, è l’agenda dell’incontro.

Le consultazioni tra l’ex presidente della BCE ed i partiti politici si concluderanno sabato.