Iran: risponderemo ad Israele se continuerà a bombardare

Minacce iraniane di un attacco ad Israele.
Incontri con Iraq e Libano per fare un fronte unito.

Tensione alta tra Iran ed Israele.

Dopo il recente botta e risposta mediatico in cui si sollevavano dubbi in merito alla presenza dell’Iran dietro all’attacco di Hamas con la pronta reazione iraniana a minacciare una risposta distruttiva (approfondimento al link), ora arriva un altro avviso da parte iraniana verso Israele:

Se Israele non ferma i suoi attacchi contro i civili a Gaza, la regione si troverà ad affrontare nuove situazioni. Israele non può imporre un assedio completo a Gaza, bombardare i civili e commettere crimini di guerra senza una risposta“.

Stando a quando riferisce Al Jazeera poi citato anche da Ansa, ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian; lo stesso, ha poi aggiunto che è necessario porre fine “all’uccisione di bambini e civili in Palestina!”.

Amirabdollahian ha incontrato a Baghdad il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani ed è ora atteso a Beirut.

Israele o Palestina: da che parte state?

Ecco gli esiti dei sondaggi lanciati su Telegram e Twitter.
Tendenza opposta alle decisioni del governo.

Sono ripresi in maniera particolarmente violenta gli scontri tra Israele e Palestina, con Hamas che gioca un ruolo decisamente forte.

Mentre c’è chi sostiene che ci sia dietro lo zampino dell’Iran che, a sua volta, reagisce immediatamente alle accuse (approfondimento al link), Israele risponde all’attacco subìto in maniera forte e decisa annunciando un assedio totale nella Striscia di Gaza (approfondimento al link).

Noi abbiamo lanciato un sondaggio su Twitter e su Telegram per vedere cosa ne pensano lettori ed utenti; ne è emerso un quadro che va esattamente in direzione opposta all’operato che il governo sta mettendo in pratica.

Di seguito i risultati dei sondaggio; in alto quello lanciato su Telegram, sotto quello lanciato su Twitter:

Gaza: stop a cibo, luce e acqua

Israele ordina l’assedio totale: “combattiamo contro animali umani”.
L’Ucraina teme il dirottamento dei fondi.

Assedio totale.

Questo è quanto ha ordinato il ministro della Difesa israeliano Yoav Galant per la Striscia di Gaza dopo i recenti accadimenti.

Più nel dettaglio, come riportano i media locali, dopo una consultazione di sicurezza al Comando Sud di Beersheba ha dichiarato quanto di seguito:

Ho ordinato il completo assedio: non ci sarà elettricità, nè cibo, nè benzina. Tutto è chiuso“.

Lo stesso, poi, ha aggiunto una frase particolarmente forte:

Stiamo combattendo animali umani e ci comporteremo di conseguenza“.

Nel frattempo, l’Ucraina teme che i fondi a lei destinati per il conflitto con la Russia vengano dirottati verso Israele.

Iran: azioni contro di noi riceveranno risposta distruttiva

La reazione di Teheran alle accusa di Israele e Usa.
“Resistenza palestinese ha il diritto di lottare contro aggressione e occupazione sionista.

Coloro che minacciano l’Iran dovrebbero sapere che qualunque mossa stupida contro l’Iran riceverà una risposta distruttiva“.

Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, in riferimento a minacce da parte di Israele e alcuni funzionari degli Stati Uniti contro Teheran riguardo al suo presunto ruolo nell’attacco di Hamas; il funzionario, come riporta Irna poi ripreso da Ansa, ha continuato come di seguito:

La resistenza palestinese ha il diritto legittimo di utilizzare le sue capacità nella lotta contro l’aggressione e l’occupazione del regime sionista. I sostenitori delle atrocità del regime sionista provano a scambiare la posizione degli oppressi con quella degli oppressori e stanno dalla parte di Israele; non è accettabile che gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei chiudano gli occhi sui crimini del regime e utilizzino la loro dura guerriglia psicologica e propaganda per accusare la nazione palestinese“.

Augurandosi che i Paesi musulmani reagiscano alle mosse di Israele e sostengano “l’onorevole resistenza dei palestinesi“, Kanani ha chiesto che venga tenuto un vertice di emergenza dell’Organizzazione dei Paesi Islamici (Oic) riguardo alla questione.