Usa: Biden crolla nei sondaggi

-11% in un mese che lo porta ai minimi storici.
Incrementa la disoccupazione.

È ai minimi storici l’indice di gradimento per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden tra i democratici.

Secondo quanto emerge da un sondaggio condotto da Gallup, infatti, Biden ha perso undici punti in un mese quando manca un anno alle elezioni presidenziali Usa 2024.

Il che significa che il 75% degli intervistati democratici approva il lavoro che Biden sta svolgendo come presidente. Tra gli indipendenti, solo il 35% ha detto di apprezzare il lavoro del presidente americano.

Invariato invece il consenso dei repubblicani, che si conferma al 5%.

Il sondaggio di Gallup, pubblicato a due settimane dall’attacco sferrato da Hamas contro Israele, rivela che Biden ha anche visto un calo del suo indice di gradimento complessivo al 37%, come riporta Adnkronos.

Nella settimana conclusasi il 21 ottobre, le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state 210mila, con un incremento di 10mila unità rispetto al livello rivisto della settimana precedente.

La media mobile sulle quattro settimane è stata di 207.500, con un incremento di 1.250 unità rispetto alla media della settimana precedente.

È quanto emerge dai dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro Usa.

Il numero complessivo di richieste continuative di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 7 ottobre è stato 1.566.404, con una riduzione di 12.941 unità rispetto alla settimana precedente.

Sempre più gas dal Qatar: l’Italia finanzia il terrorismo?

Sanzioniamo la Russia ma facciamo accordi con chi finanzia Hamas.
Bombe amercane vendute sia ad Israele che Hamas?

Eni importerà gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso il terminal di Piombino.

Nel dettaglio, il colosso petrolifero ha firmato un contratto a lungo termine con QatarEnergy Lng Nfe, la joint venture con QatarEnergy per lo sviluppo del progetto North Field East (Nfe) in Qatar, per la fornitura fino a 1,5 miliardi di metri cubi (bcm) l’anno di Gnl.

Come riportano diverse testate, il contratto contribuirà alla sicurezza degli approvvigionamenti in Italia tramite la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

I volumi disponibili saranno consegnati al terminale di rigassificazione “Fsru Italia” collocato a Piombino con le consegne previste a partire dal 2026 per una durata di 27 anni.

I volumi prodotti dal progetto Nfe, dunque, aumenteranno la produzione di gas naturale liquefatto del Qatar di 45 bcm oltre agli attuali 108 bcm.

Dal 2007 Eni importa in Europa dal Qatar 2,9 miliardi di metri cubi l’anno tramite un contratto a lungo termine; nella nota si evidenzia quanto di seguito:

La partecipazione al progetto Nfe e il contratto di fornitura di Gnl sono in linea con la strategia di transizione di Eni che mira ad aumentare progressivamente il ruolo del gas nella produzione upstream raggiungendo il 60% entro il 2030, e ad aumentare il contributo del Gnl equity, facendo leva sull’integrazione tra il settore Upstream e le attività di gas marketing”.

Durante il governo Draghi l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas per L’Italia, causa le sanzioni alla Russia (approfondimento al link) con tutti i costi ed i rischi connessi; ora ci si sbilancia fortemente verso il Qatar, sede centrale dell’organizzazione terroristica di Hamas.

Ammesso e non concesso che Russia e Palestina siano aggressori, volendo seguire un filo logico, invece che sanzionare i medesi Paesi o chi supporta come fatto con la Russia, l’Italia stipula contratti che andranno a finanziare Paesi ufficialmente ritenuti a supporto del terrorismo islamico.

È, probabilmente, la tipica politica occidentale guidata dalla Nato, e quindi dagli Usa, in cui il business vince su tutto: la bomba caduta sull’ospedale di Gaza pochi giorni fa, infatti, è di produzione americana, il che significa che è stata lanciata da Israele o che gli Usa vendono armi ad Hamas (approfondimento al link).

Gaza: bombardato un ospedale cristiano

Oltre 500 tra mori e feriti. La bomba è americana?
Le parti si rimbalzano le accuse: ecco cos’è successo.

Ieri è stato bombardato un ospedale cristiano a Gaza.

Più precisamente, si tratta del Al-Ahli Arabi Baptist Hospital di Gaza City e si contano più di 500 civili tra morti e feriti, tra cui molti bambini.

In un primo momento è Israele a diffondere la notizia rivendicando l’atto, salvo poi cancellare i post (usciti perlopiù su X, ovvero l’ex Twitter). Poi, sempre Israele, ha attribuito la colpa dell’accaduto ad Hamas, sostenendo che si fosse trattato di errore nel lancio di un missile, diretto verso obiettivi israeliani ma infelicemente caduto sull’ospedale.

Per provare questa dichiarazione sono stati diffusi dei video del lancio del missile poi fallito, ma le accuse sono state rimandate al mittente in quanto il video risale a circa un’ora prima dell’esplosione avvenuta all’ospedale.

L’Iran, infine, citando il Wall Street Journal, sostiene che la bomba che ha colpito l’ospedale sia una bomba americana MK-48, ovvero la bomba più grande della famiglia MK a guida di precisione e che pesa circa 950 kg

Se quando appena detto fosse vero, ci sarebbero solo due scenari possibili: o l’artefice è Israele, o gli Usa vendono armi ad Hamas mentre si schierano con Israele.