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Naim: Italia parte dell’aggressione contro Palestina
“Israele agisce per conto di Usa, Francia, Germania, Regno Unito e italia”.
“Comunità internazionale responsabile. Italia ha inviato truppe”.
L‘Italia è parte dell’aggressione nei nostri confronti.
Lo ha detto al programma Agorà su Rai3 l’ex ministro della Sanità di Hamas e attuale capo del Consiglio per le relazioni internazionali dell’organizzazione a Gaza, Basem Naim.
Come riportato anche da Ansa, le sue parole sono state le seguenti:
“Purtroppo, il governo italiano ha scelto ancora una volta la destra, la parte destra della storia. E’ un errore gravissimo che trasforma l’Italia in una delle parti dell’aggressione contro il nostro popolo. Israele oggi non agisce da solo. Israele agisce per conto di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e purtroppo anche dell’Italia, che ha inviato alcune truppe nel Mediterraneo. Come possiamo affrontare tutto questo? Possiamo soltanto dire che la comunità internazionale ha oggi la stessa responsabilità degli israeliani per tutte le stragi commesse ogni giorno contro il nostro popolo“.
Beppe Grillo: a Gaza potenziale genocidio
Pubblicata una dichiarazione firmata da oltre 800 studiosi e professionisti: “rischio che forze israeliane perpetrino genocidio”.
“Quello che sta avvenendo a Gaza è un potenziale genocidio“.
Lo scrive sui social Beppe Grillo, poi ripreso da Ansa, e lo fa pubblicando l’immagine di due bambini in piedi sulle macerie e sullo sfondo una bandiera palestinese.
Il fondatore del M5s rimanda a un articolo sul suo blog in cui si dà notizia della dichiarazione pubblica firmata da oltre 800 studiosi e professionisti di diritto internazionale, in cui si lancia “l’allarme sulla possibilità che il crimine di genocidio venga perpetrato dalle forze israeliane contro i palestinesi nella Striscia di Gaza“.
Soros, l’ebreo che finanzia i sostenitori di Hamas
Oltre 16 milioni ad associazioni che giustificano gli attacchi di Hamas.
Si schierano con Israele ma finanziano Hamas e la Palestina?
George Soros sarebbe dietro ai gruppi che nelle ultime settimane hanno organizzato proteste pro-palestinesi.
Lo riporta il New York Post, secondo il quale Soros avrebbe donato a questi gruppi più di 16 milioni di dollari dal 2016.
La rete di Soros ha infatti concesso 13,7 milioni a Tides Centers, gruppo di sinistra che sponsorizza alcune delle no profit che hanno giustificato gli attacchi di Hamas a Israele.
Altre donazioni, come riporta Tgcom24, sono andate, fra gli altri, all’Arab American Association di New York ed a Moving.
Dall’esame dei registri fatto dal New York Post, le sovvenzioni fatte da Soros verso i gruppi che hanno recentemente protestato a favore della Palestina superano i 16,3 milioni di dollari.
Insomma, un po’ come dire una cosa e farne un’altra: si schierano con Israele ma finanziano la parte opposta. La stessa cosa che pare sia capitata in merito alla bomba dell’attacco all’ospedale di gaza: se la bomba è americana, significa che Israele ha bombardato l’ospedale oppure che gli Usa vendono armi ad hamas (approfondimento al link).
La Giordania chiede i Patriot agli Usa
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la difesa dei confini tramite sistemi di difesa missilistici.
La Giordania ha chiesto agli Stati Uniti di schierare i sistemi di difesa aerea Patriot per rafforzare la difesa dei confini, nell’ambito delle crescenti tensioni regionali.
Più nel dettaglio, come riporta Ansa, il generale di brigata Mustafa Hiyari, portavoce dell’esercito della Giordania, ha dichiarato alla televisione di Stato giordana quantoi di seguito:
“Abbiamo chiesto alla parte americana di aiutarci a rafforzare il nostro sistema di difesa con i sistemi missilistici di difesa aerea Patriot“.