Coronavirus, Harvard: partito in Cina già ad agosto

Una ricerca satellitare della Medical School rileva flussi anomali di pazienti negli ospedali già in estate.
La Cina considera ridicole le accuse.

Il covid19 sarebbe stato in circolazione in Cina già ad agosto.

È quanto sostiene la Harvard Medical School, basandosi su una ricerca (reperibile a questo link) legata alle immagini satellitari dei flussi di pazienti negli ospedali e sui dati dei motori di ricerca.

Più precisamente, stando a quanto riporta “Reuters”, lo studio riporta quando di seguito:

“L’aumento del traffico ospedaliero e dei dati sulla ricerca dei sintomi a Wuhan ha preceduto l’inizio documentato della pandemia di SARS-CoV-2 nel dicembre 2019. Sebbene non possiamo confermare se l’aumento del volume sia direttamente correlato al nuovo virus, le prove a nostra disposizione supportano altri studi recenti che dimostrano come l’emergenza abbia avuto origine prima dell’identificazione nel mercato del pesce di Wuhan.”

Sulla questione è intervenuta la portavoce del ministro degli Esteri cinesi che ha bollato come “ridicole” le accuse sopracitate.

Le sue parole sono state le seguenti:

“Penso sia ridicolo, incredibilmente ridicolo giungere a queste conclusioni basate su osservazioni superficiali come i volumi di traffico.”

Ue, confini interni riaperti entro giugno

Situazione sanitaria verso la normalità: confini interni in via di riapertura entro la fine del mese.

Pare che l’emergenza da coronavirus stia andando verso l’archiviazione, con la situazione sanitaria che tende alla normalità.

Per questo motivo, la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson, dopo averne discusso con i ministri dei Paesi membri, ha dichiarato che gli spostamenti all’interno dell’area Schengen torneranno in pieno funzionamento entro la fine di giugno.

La Commissione, durante il Midday Briefing, ha poi ricordato quanto di seguito:

“Una volta revocate le restrizioni nei confronti di specifiche regioni, lo stesso trattamento deve essere riservato nei confronti di Paesi o aeree con la stessa situazione epidemiologica, in modo coordinato e non discriminatorio.”

Questa era la risposta al pacchetto presentato in data 13 maggio inerente alle misure ai confini interni dell’Unione Europea, in merito alla lettera indirizzata al ramo esecutivo dell’Ue dal premier italiano Giuseppe Conte e dal primo ministro spagnolo.

I due, infatti, chiedevano una riapertura delle frontiere interne coordinata, basata su criteri epidemiologici comuni, chiari e trasparenti.

Corea del Nord in difficoltà: Kim chiede soldi

Le sanzioni internazionali rendono complicato il commercio con il resto del mondo.
L’idea è quella di emettere obbligazioni, ma si teme una cattiva gestione dei soldi raccolti.

Non bastava il coronavirus, a complicare la vita alla Corea del Nord.

Le sanzioni internazionali stanno complicando i rapporti commerciali con il resto del mondo (ci dovrebbero essere dei divieti, non solo delle sanzioni, ma in qualche modo qualcosa riesce a trovare delle deroghe o delle seconde vie) e, sommati appunto ai danni portati dal coronavirus, stanno mettendo il Paese di Kim Jong Un in una situazione delicata.

Vista l’esigenza di reperire risorse, stando a quanto riporta il “Financial Times” anche se la notizia per ora non è confermata, lo stesso Kim Jong Un starebbe pensando di emettere delle obbligazioni che, raccogliendo valuta estera, arrivino a coprire fino al 60% del budget Nordcoreano; il ricercatore dell’Università di Vienna specializzato in Corea del Nord, Peter Ward, ha così commentato la notizia:

“Sarebbe il primo vero segno che la Corea del Nord è sottoposta a stress finanziari molto significativi a causa delle sanzioni e del virus.”

Il piano prevederebbe l’obbligo per la popolazione più ricca della Nord Corea a comprare i titoli sopracitati, pur senza alcuna garanzia di rimborso.

Inoltre, i timori generali sono inerenti alle modalità con le quali verrebbero spesi i soldi raccolti: curiosi progetti politici e di rappresentanza (“progetti di prestigio di elefanti bianchi, palazzi per il leader e pagamenti per l’elite”) non sono idee nuove da parte di Kim Jong Un.

Nel frattempo, Fitch ha previsto per quest’anno un calo del 6% del Pil Nordcoreano, che sarebbe il risultato peggio dopo quello di 23 anni fa che fu pari ad una caduta del 6,5%.

Scontro tra giganti Cina ed Usa in lite per Hong Kong e accordi commerciali

Continuano i botta e risposta nella guerra commerciale tra le due super-potenze, con la Cina che sospende l’import di prodotti agricoli americani.
Partita a scacchi per Hong Kong.

Continuano le tensioni della guerra commerciale tra Cina ed Usa, inasprita anche dalle vicende inerenti al coronavirus con il presidente Trump lancia accuse dirette e senza mezzi termini (approfondimento ai link1 e link2).

Dopo aver tolto 79 prodotti tra articoli chimici e tessuti dalla lista dei dazi (approfondimento al link), la Cina ora ha deciso di sospendere gli ordini di acquisto di alcuni prodotti agricoli americani.

A riportare l’ordine dato dai funzionari del governo cinese alle principali aziende agricole statali, Cofco e Sinograin, è “Bloomberg”. Più nel dettaglio, gli articoli in questione sono quelli alla base dell’accordo di Fase 1 sottoscritto a gennaio e, al momento, l’azione non riguarda le aziende private.

Inoltre, le società cinesi hanno annullato ordini di carne di maiale proveniente dagli Usa per una quantità non precisata.

Nel frattempo, le tensioni sono alimentate per ciò che sta succedendo ad Hong Kong, dove è stato cancellato lo status speciale derivante da un trattato internazionale sottoscritto nel 1997 (e valido per 50 anni) quando la città è passata dal Regno Unito alla Cina.

Pechino, per cercare di rafforzare la sua presa, ha emesso leggi speciali al fine di limitare le libertà di cui Hong Kong gode.

Gallo agli artisti: piantiamo i semi della Felicità e dell’Abbondanza

L’appello del 1°fagotto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo ai colleghi, perché aiutino con le loro armi in questo momento difficile.

In questo momento difficile, ognuno di noi deve aiutare con le armi che possiede.

Questa è l’idea di Vitaliano Gallo (in foto con Lewis Capaldi), da 40 anni 1° fagotto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, che lancia un appello ai suoi colleghi artisti e musicisti:

“In questo periodo dove siamo stati tutti messi alla prova, invito gli operatori del mio settore musica, e nell’arte in genere (in molti lo stiamo già facendo e Li ringrazio), a continuare a pubblicare scritti, poesie, video, così da poter piantare da ora i semi della Felicità e dell’Abbondanza.”

Gallo poi continua, citandole parole di Henry World Bitcher, nelle quali dichiara di trovare molta speranza.

Un’opera di bene può arrivare in forme diverse, la grandezza, non risiede nell’essere forti, ma nel giusto uso della forza. E’ il più grande, colui la cui grandezza, trascina il maggior numero di cuori, grazie all’attrazione del proprio.”

Da parte sua, infine, nel lanciare l’appello il musicista vuole dare il suo contributo con “S-COMPOSIZIONE – Area Sanremo“, che descrive così:

“Memoria e composizione si legano in senso narrativo in giochi della mente, finzioni tracce di melodie, frammenti di opere celebri qui immersi in un linguaggio musicale nuovo e complesso. Riferimenti mnemonici, dalla citazione riconoscibile, allo smembramento del materiale tematico noto, che diviene così non riconoscibile, sino alla ricostruzione di un ambiente sonoro evocato solo dalla suggestione timbrica di uno strumento.”