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Ema: ok al vaccino anti-covid aggiornato
Via libera a partire dai bambini di 6 mesi di età.
Una dose indipendentemente dalla storia vaccinale.
Via libera dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) al vaccino Comirnaty adattato e mirato alla sottovariante Omicron XBB.1.5.
Il ceppo “è strettamente correlato ad altre varianti attualmente in circolazione“, si legge in una nota dell’Ema ripresa da Ansa, quindi “si prevede che il vaccino contribuisca a mantenere una protezione ottimale contro il Covid causato da queste altre varianti“.
Il vaccino può essere utilizzato negli adulti e nei bambini a partire dai 6 mesi di età.
Gli adulti e i bambini a partire dai 5 anni di età che necessitano di vaccinazione dovrebbero ricevere una singola dose, indipendentemente dalla loro storia vaccinale contro il Covid.
Ue-Oms: arriva il Green Pass globale
Ciò che era definito complottismo diventa realtà.
Quando i privati (Oms) decidono per la comunità.
Il passaporto sanitario mondiale non è più una previsione da “complottisti”, ma realtà: ciò che era emergenziale, e che sarebbe quindi dovuto rimanere limitato al periodo pandemico, è diventato effettivamente ordinario, confermando il ruolo delle emergenze nell’accelerare la costruzione di nuovi assetti sociopolitici, sanitari e di sicurezza.
Lo conferma il nuovo accordo appena firmato tra l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione europea che prevede l’adozione del sistema di certificazione digitale Covid19 dell’Ue, il cosiddetto Green Pass, per costituire un sistema di controllo uniforme tra gli Stati membri dell’agenzia che dovrebbe contribuire a facilitare la mobilità globale e a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future, comprese le pandemie.
La commissione europea e l’Oms hanno annunciato l’avvio di una partnership per sviluppare a livello tecnico, partendo dall’esperienza del Certificato digitale Covid dell’Ue (meglio noto come Green Pass), un sistema globale di certificazioni in campo sanitario con l’obiettivo “di facilitare la mobilità globale e proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future”.
Il primo passo della collaborazione inizia dal mese in corso, ovvero giugno 2023, e prevede l’adozione da parte dell’Oms del green pass Covid-19dell’Unione europea.
Come ha evidenziato l’esecutivo Ue, si tratta del “primo tassello della Rete globale di certificazione sanitaria digitale (Gdhcn) dell?oms, che svilupperà un’ampia gamma di prodotti digitali per garantire una salute migliore per tutti”.
L’iniziativa segue l’accordo del 2 dicembre 2022 firmato dalla commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, e dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, per rafforzare la cooperazione strategica sanitaria globale.
La stessa Kyriakides ha dichiarato quanto di seguito:
“La partnership è un passo importante per il piano d’azione digitale della strategia sanitaria globale dell’Ue. Utilizzando le migliori pratiche europee, contribuiamo agli standard sanitari digitali e all’interoperabilità a livello globale”.
Le fa seguito Tedros Adhanom Ghebreyesus:
“Basandosi sulla rete di certificazione digitale di grande successo dell’Ue, l’Oms mira a offrire a tutti gli Stati membri dell’Organizzazione sanitaria mondiale l’accesso a uno strumento sanitario digitale open-source, che si basa sui principi di equità, innovazione, trasparenza, protezione dei dati e privacy”.
Si tratta di un progetto che non nasce oggi, ma che i filantropi internazionali, la Commissione europea e il WEF portano avanti da diverso tempo: basti pensare che già nel 2020 Bill Gates aveva lanciato l’ID2020.
Le crisi delle banche private sono nate dal principio basilare che tutela i proprietari, ovvero i privati, delle stesse: privatizzazione degli utile e socializzazione delle perdite.
Lo stesso sta accadendo con le questioni sanitarie: l’Oms è un’organizzazione finanziata quasi completamente da privati, dove Bill Gates ne è il primo finanziatore.
Credete che le loro scelte siano politicamente per la comunità o gestite con le stesso scopo di quelle per il sistema bancario?
Vaccini mRNA consentono frequenti reinfezioni incontrastate Covid
Sopprimono gli antivirali naturali.
Rischio malattie autoimmuni, crescita di cancro e miocardite.
Sempre più dubbi sull’analisi rischi-benefici dei vaccini a mRNA anti-Covid.
Dopo quanto recentemente riscontrato dai ricercatori della Duke-NUS Medical School di Singapore in merito alla connessione tra vaccino e problemi cardiaci (approfondimento al link), uno studio pubblicato su MDPI, infatti, sostiene che “i vaccini ad mRNA consentono frequenti reinfezioni incontrastate Covid“, “Sopprimendo gli antivirali naturali“.
Ciò può portare a sviluppare “Malattie autoimmuni e promuovere la crescita di cancro e miocardite“.
Continua poi lo studio:
“Poiché l’immunità fornita da questi vaccini (covid, ndr) diminuisce rapidamente, la loro capacità di prevenire l’ospedalizzazione e malattie gravi in soggetti con comorbidità è stata recentemente messa in discussione e prove crescenti hanno dimostrato che, come con molti altri vaccini, non producono un’immunità sterilizzante, consentendo alle persone di subire frequenti reinfezioni.
Inoltre, recenti indagini hanno rilevato livelli anormalmente elevati di IgG4 nelle persone a cui sono state somministrate due o più iniezioni di vaccini a mRNA.
HIV, È stato anche riportato che i vaccini contro la malaria e la pertosse inducono una sintesi di IgG4 superiore al normale.
Nel complesso, ci sono tre fattori critici che determinano il passaggio di classe agli anticorpi IgG4: concentrazione eccessiva di antigene, vaccinazione ripetuta e tipo di vaccino utilizzato.
È stato suggerito che un aumento dei livelli di IgG4 potrebbe avere un ruolo protettivo prevenendo l’eccessiva attivazione immunitaria, simile a quella che si verifica durante l’immunoterapia specifica per allergeni di successo inibendo gli effetti indotti dalle IgE.
Tuttavia, prove emergenti suggeriscono che l’aumento riportato dei livelli di IgG4 rilevato dopo ripetute vaccinazioni con i vaccini a mRNA potrebbe non essere un meccanismo protettivo; Piuttosto, costituisce un meccanismo di tolleranza immunitaria alla proteina spike che potrebbe promuovere l’infezione e la replica incontrastate di SARS-CoV2 sopprimendo le risposte antivirali naturali.
L’aumento della sintesi di IgG4 dovuto alla vaccinazione ripetuta dell’mRNA con alte concentrazioni di antigene può anche causare malattie autoimmuni e promuovere la crescita del cancro e la miocardite autoimmune in individui suscettibili”.
Trovata la connessione tra vaccini e cardiopatie
L’enzima crea problemi di cuore anche su individui sani e in buona salute.
Suggerite modifiche ai futuri vaccini mRna.
I ricercatori della Duke-NUS Medical School di Singapore sembrano aver identificato il link tra i vaccini a mRNA e i problemi cardiaci che alcuni individui riscontrano dopo la vaccinazione anti Covid-19.
Secondo i ricercatori, individui con alti livelli basali di RNASE2, un enzima che elabora l’acido ribonucleico (Rna), potrebbero essere più inclini a problemi cardiaci a seguito di un vaccino a mRna.
La conclusione, come riportato da Ansa, è stata raggiunta dopo uno studio condotto su 200 persone che hanno riportato effetti collaterali a seguito della somministrazione dei vaccini Covid-19.
I risultati suggeriscono che modifiche ai futuri vaccini potrebbero aiutare a prevenire la sovrastimolazione dei sensori dell’Rna e il rischio di miocardite, rendendo tali vaccini più sicuri e minimizzando il rischio di complicanze cardiache su individui sani e in buona salute.
Considerando il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria globale il 5 maggio 2023, i ricercatori hanno dichiarato che questo è il momento ideale per esplorare la tecnologia dell’mRNA per progettare vaccini contro altre malattie.