Green Pass: arriva l’ok del garante della privacy

Approvata l’app dopo qualche tentennamento, insieme a Immuni.
Validità in Ue dal primo luglio.

Via libera da parte del garante della privacy al Green Pass anche tramite App.

Dopo una fase di incertezza, legata al corretto trasferimento dei dati (più nel dettaglio l’integrazione da parte di Pago Pa di alcune funzionalità come le notifiche push a contenuto generico), è arrivato il nulla osta per l’App IO, che verrà utilizzata come piattaforma nazionale ed avrà validità sul territorio Ue dal primo luglio.

Il Green Pass, appunto contenuto nell’App, permetterà ai cittadini di spostarsi liberamente tra i confini Ue e di partecipare ad eventi che lo richiedano.

Per ottenere il medesimo Green Pass è sufficiente disporre di una carta d’identità elettronica (chi non l’avesse può richiederla tramite l’account Spid, ovvero il sistema di identità digitale), scaricare l’App e registrarsi effettuando il login.

Una volta effettuata l’autenticazione, sarà possibile trovare la certificazione verde con il relativo codice QR.

Il Green Pass verrà rilasciato sia in formato digitale che cartaceo e sarà rilasciato a chi si è sottoposto a vaccinazione, a chi risulta guarito dal Covid-19 (fino a 6 mesi prima) ed a chi si è recentemente sottoposto ad un tampone risultando negativo (tendenzialmente si prende il riferimento delle 48 ore).

Non solo. Il garante per la privacy, che sull’App IO ha dichiarato “ci aspettiamo un riscontro positivo”, ha inoltre approvato anche l’App Immuni, già usata in passato ai fini della tracciabilità dei contagi sul territorio nazionale.

Apple, i dipendenti non vogliono tonare in ufficio

Opposizione dei lavoratori allo stop dello smart working chiesto da Tim Cook.
Avviata una campagna per chiedere più flessibilità.

No al ritorno in ufficio.

Questa, in estrema sintesi, la risposta dei dipendenti Apple a Tim Cook con riferimento alla sua richiesta di tornare in ufficio almeno 3 giorni alla settimana entro settembre, precisamente nei giorni di lunedì, martedì e giovedì.

Nel rifiutare lo stop allo smart working, i dipendenti hanno anche scritto una lettera nella quale chiedono più flessibilità; la medesima lettera è stata pubblicata da The Verge e riporta quanto di seguito:

Senza l’inclusività che la flessibilità porta, molti di noi sentono di dover scegliere tra una combinazione delle nostre famiglie, il nostro benessere, e l’essere autorizzati a fare il nostro miglior lavoro, o essere parte di Apple. Nell’ultimo anno ci siamo spesso sentiti non solo inascoltati, ma a volte attivamente ignorati.

Con queste parole, i dipendenti, lamentano una “disconnessione” da parte della direzione sul tema del lavoro da remoto.

Cook sosteneva che gli mancasse il “ronzio dell’ufficio”, ma evidentemente i suoi dipendenti non la pensano come lui.

Mentre Apple scoraggiava il lavoro da casa prima della pandemia, Twitter e Facebook hanno invece dichiarato che i dipendenti possono lavorare da casa per sempre, anche dopo la fine della pandemia.

Giorgetti: sostituire blocco licenziamenti con sistema ammortizzatori

Strumenti speciali per una situazione speciale, ma ora serve tornare alla normalità.
Secondo il ministro la ripresa animerà lo spirito imprenditoriale.

Il blocco dei licenziamenti va sostituito con un sistema di ammortizzatori sociali.

È quanto ha sostenuto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Pre-Summit Think Tank “Made in Italy: setting a new course”, l’evento organizzato da Il Sole 24 Ore e da Financial Times in collaborazione con Sky Tg24.

Più precisamente, le parole del ministro sono state le seguenti:

Abbiamo affrontato una situazione assolutamente eccezionale e abbiamo risposto con una politica assolutamente eccezionale con il blocco dei licenziamenti, ma ora si deve uscire con un sistema di ammortizzatori sociali che permetta a chi purtroppo esce di avere comunque un reddito, di essere assisto e accompagnato a un ritorno nel mondo del lavoro. Credo che dal sistema si debba uscire con un sistema di ammortizzatori sociali su cui sta lavorando il ministro Orlando, settore per settore.

Giorgetti ha poi concluso sostenendo quanto di seguito:

La ripresa sarà sicuramente forte, ma bisogna correggere le storture con le quali siamo entrati in questa crisi; sono ottimista, il piano vaccinale va bene e dopo un periodo così buio c’è voglia di vita e questo inevitabilmente anima gli spiriti imprenditoriali.

Germania, vaccina una bimba di 9 anni: licenziato

In Germania la pratica non è autorizzata sotto i 12 anni.
Errore del medico, denunciato e licenziato in tronco.

Fraintendimento.

Ecco cosa c’è alla base dell’errore medico avvento in Germania, precisamente a Bobingen in Baviera, dove un medico ha vaccinato contro il Covid-19 una bambina di 9 anni.

La notizia è stata data dalla radio locale di Augusta per poi essere riportata dai media nazionali e spiega come, a causa di un’incomprensione, il vaccino sia stato inoculato alla bimba di 9 anni, pratica vietata in Germania dove la vaccinazione è prevista dai 12 anni in su.

Il medico si è scusato col padre della bambina, che era in realtà il vero destinatario della dose, sostenendo di aver capito che la bimba fosse ritenuta a rischio.

La bambina è ora sotto osservazione e, per il momento, non sembra aver risentito di alcun effetto collaterale; il medico è stato denunciato per lesioni colpose e licenziato seduta stante.

Covid-19: “possibile incidente di laboratorio”

La conferma arriva dai virologi di Wuhan.
Burioni riporta la notizia senza commentare.

Dopo oltre un anno di rinnegamenti, arriva l’ammissione: il coronavirus può essere nato da un errore di laboratorio.

A dare la notizia che conferma la possibilità che il virus esca dal laboratorio e non da un pipistrello sono proprio i virologi di Wuhan, da dove tutto è partito.

Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista “Science” e la notizia è stata poi riportata addirittura dal prof. Roberto Burioni, da sempre avverso alla tesi che il covid-19 sia stato generato in laboratorio, tramite il suo profilo Twitter, precisando di riportare il fatto ma preferendo non commentare:

Alcuni virologi autorevoli, alcuni legati al lab di Wuhan, hanno appena dichiarato su Science che sia l’origine da animali sia l’incidente di laboratorio sono ipotesi vive per spiegare la comparsa del coronavirus. Personalmente relata refero, no comment”.

Con questa pubblicazione, dunque, la tesi che il virus sia sfuggito in seguito ad un incidente di laboratorio viene ora considerata dagli scienziati alla pari della tesi che vede il coronavirus avere un’origine naturale.

Lo studio dei 18 ricercatori, alcuni dei quali appartenenti ai principali enti di ricerca ed università di Europa ed Usa (Fred Hutchinson Cancer Research Center a Seattle, Massachusetts Institute of Technology (Mit), e le Università di Yale, Basilea, e Stanford), ribalterebbe il quadro della situazione, in cui la Cina si è sempre dichiarata innocente.

Il ministro degli Esteri cinese, infatti, agli attacchi dell’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aveva sempre risposto di rispettare i fatti e la scienza, smettendo di fare osservazioni irresponsabili; aggiungendo inoltre che la Cina era vittima e non colpevole.

L’intelligence americana, infatti, stava indagando sulle cause che hanno scatenato la pandemia, non escludendo la possibilità che il Sars-CoV2 avesse avuto origine in un laboratorio di Wuhan e che sia poi si fosse diffuso per errore.