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Cure mediche: nel 2021 metà delle famiglie ci ha rinunciato

Problemi economici, indisponibilità del servizio ed inadeguatezza dell’offerta.
Saltate il 13,4% delle prestazioni sanitarie rilevanti.

Metà delle famiglie ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie.

Non stiamo parlando di chissà quanti anni fa o di chissà quale Paese povero ed arretrato; il tutto, infatti, è accaduto nel 2021 in Italia.

Come riporta “Rai News”, i dati Cerved presentati a Roma alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la famiglia Elena Bonetti, hanno messo in luce che precisamente il 50,2% delle famiglie italiane nell’anno appena concluso ha dovuto rinunciare alle cure mediche.

il report, riportando anche che le rinunce alle prestazioni sanitarie sono aumentate del 9,4% rispetto al 2018, mette in luce che le rinunce stesse sono avvenute per motivi economici, per indisponibilità del servizio e/o per inadeguatezza dell’offerta.

Più nel dettaglio, nel 2021 la rinuncia alle prestazioni sanitarie definite “rilevanti” è stata del 13,4%, con effetti potenzialmente significativi sulla salute dei vari componenti. 

La pandemia ha sicuramente accentuato il problema, che in realtà era però già ben radicato dato che il 29% delle famiglie italiane vive in condizioni di debolezza economica.

Non solo. il 58,4% delle famiglie ha rinunciato alle spese per l’assistenza ai bambini ed all’educazione prescolare, il 56,8% alle spese per l’assistenza agli anziani ed il 33,8% alle spese per l’istruzione.

La spesa investita nel welfare dalle famiglie equivale a 136,6 miliardi di euro, mentre quella investita dalle aziende ammonta a 21,2 miliardi di euro; complessivamente, la cifra equivale al 9% del Pil.

Dati che mettono chiaramente in evidenza la difficoltà del momento che le famiglie italiane stanno attraversando ormai da qualche anno e che si accentua sempre di più; un Paese come l’Italia dovrebbe girare su ben altri livelli di qualità della vita: quanto ancora dovrà passare prima si riesca a mettere in discussione l’attuale paradigma economico-sociale?

Piaggio-Poste: forniti 300 city truck Porter NP6

I mezzi entreranno in servizio a partire dall’inizio di quest’anno.
I quattro ruote leggeri sono parte di una commessa più ampia.

Il Gruppo Piaggio ha avviato la fornitura della commessa che Poste Italiane gli ha assegnato, al fine di rinnovare il parco dei veicoli operativi.

La prima fornitura, che vedrà i veicoli entrare in funzione a partire dall’inizio di quest’anno, riguarda 300 veicoli commerciali leggeri a quattro ruote che hanno preso il nome di Porter NP6 e saranno usati per consegnare pacchi e posta.

Come riporta “Reuters”, questa prima fornitura rientra in una più ampia consegna che Poste Italiane ha assegnato a Leasys e LeasePlan.

Migranti: +57% in un anno

Frontex: 200 mila arrivi illegali in Ue nel 2021.
L’83% arriva dalla rotta del Mediterraneo.

200.000 arrivi di migranti illegali in un anno.

È quanto riporta Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere, aggiungendo che è il numero più alto di arrivi dal 2017 e che la quota è aumentata del 57% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2019, quando la pandemia ancora non c’era lasciando, teoricamente, più spazio di manovra agli sbarchi.

Non è bastata dunque la pandemia a fermare il flusso migratorio, che è anzi aumentato mettendo ancor più in luce tutta la controversa gestione dell’emergenza da parte del governo.

Come riporta anche “Tgcom24”, sempre citando i dati di Frontex, la rotta prediletta per arrivare in Europa rimane il Mediterraneo, utilizzata dall’83% dei migranti complessivamente arrivati.

Il numero delle donne continua a rappresentare meno di un decimo degli arrivi, mentre rimangono invariate le percentuali dei minori e dei minori non accompagnati.

Ancora, Frontex rileva un aumento degli arrivi illegali dal Medio Oriente, attraverso la Bielorussia, dal Mediterraneo centrale, dai Balcani occidentali e da Cipro; nel 2021 i siriani sono stati i più numerosi tra i migranti irregolari, seguiti da tunisini, marocchini, algerini e afghani.

Questi i numeri dei migranti illegali che si è riusciti a registrare, ovviamente; il numero totale potrebbe dunque essere maggiore.

Trasmette perplessità la gestione del governo che, da un lato, quasi non permette ai cittadini di uscire di casa senza il super green pass e, dall’altro, fa entrare illegalmente migliaia di migranti senza nulla sapere in merito alle loro condizioni generali, tantomeno di salute, durante lo stato di emergenza sanitaria.

Hong Kong: Xi cambia i vertici militari

Si teme una linea dura da parte del presidente cinese.
Peng già famoso per politiche repressive.

Xi Jinping, il presidente cinese, ha cambiato i vertici dell’esercito di Hong Kong, nominando Peng Jingtang comandante della guarnigione dell’Esercito popolare di liberazione (Pla).

Come riporta “Tgcom24”, questa mossa fa temere la decisione di Pechino di andare verso una linea dura dato che Peng, già vice capo di Stato maggiore delle forze di polizia armate dello Xinjiang, secondo gli Usa è noto per aver attuato politiche repressive contro le minoranze musulmane, a partire da quella uigura.

Caso Epstein: guai finanziari per il principe Andrea

La Regina Elisabetta II non sarebbe disposta ad aiutarlo nelle spese legali.
Possibile la vendita di un prestigioso chalet.

Il principe Andrea parrebbe essere in seria difficoltà nell’affrontare le spese legali.

Il terzo genito della regina Elisabetta II, coinvolto nell’inchiesta sui casi di pedofilia legati al caso Epstein, potrebbe dover essere costretto a vendere un prestigioso chalet per sostenere le spese del processo.

Sua madre, la regina, stando a quanto riporta “Signo” non sarebbe infatti disposta ad aiutarlo economicamente in questa situazione.