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Ford: non metteremo in produzione altri modelli elettrici

Eliminati i progetti di nuovi modelli e tagliate le spese in ricerca e sviluppo per auto elettriche.
L’elettrico è costato una perdita che potrebbe sfiorare i 5,5 miliardi di dollari.

Il capo di Ford, Jim Farley, è deciso: non metteremo in produzione altri modelli elettrici se non saranno redditizi sin dal primo anno di vendite.

E siccome nessuno è mai riuscito in un’impresa simile, la strategia sarà un’altra: per prima cosa viene cancellato dai piani il progetto della sport utility familiare full electric soprannominata Bullet Train che avrebbe dovuto essere messo in campo nel 2025-2026, per il quale è probabile venga poi scelta una motorizzazione ibrida con il range extender.

E poi c’è un taglio del 10% sulle spese per ricerca e sviluppo dei veicoli elettrici che scende dal 40 al 30% delle rendite.

Altro provvedimento immediato: cambiare i piani per le fabbriche di batterie per essere più competitivi dei cinesi e delle loro batterie a basso prezzo.

Come per molti altri produttori di auto, stando a quanto riporta Automoto.it, le previsioni di Ford per il 2024 non sono rosee per le elettriche, con una perdita che potrebbe sfiorare i 5,5 miliardi di dollari.

Modi esorta Zelensky a colloqui con Mosca

Il primo ministro indiano in visita in Ucraina per la prima volta.
“Risoluzione solo tramite dialogo e diplomazia senza perdere tempo”.

Il primo ministro dell’India Narendra Modi ha esortato il presidente Volodymyr Zelensky a tenere dei colloqui con la Russia per porre fine alla guerra e si è offerto di agire come “amico” per aiutare a portare la pace, in occasione dell’incontro tra i due leader a Kiev.

Si tratta della prima visita di un primo ministro indiano nella storia moderna dell’Ucraina.

Modi, come riporta Reuters, ha detto di essere venuto a Kiev con un messaggio di pace e ha chiesto un dialogo tra Russia e Ucraina:

“La strada verso la risoluzione può essere trovata solo attraverso il dialogo e la diplomazia, e noi dovremmo muoverci in questa direzione senza perdere tempo. Entrambe le parti dovrebbero riunirsi per trovare una via d’uscita da questa crisi. Vi garantisco che l’India è pronta a svolgere un ruolo attivo in qualsiasi sforzo verso la pace. Se posso svolgere personalmente un ruolo in questo senso, lo farò, ve lo assicuro come amico”.

Medvedev: “l’Ucraina sarà distrutta come Sodoma e Gomorra”

Le dichairazioni del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo dopo la messa al bando della chiesa ortodossa da parte del Parlamento ucraino.

“Il Paese (l’Ucraina) sarà distrutto come Sodoma e Gomorra e i demoni cadranno inevitabilmente. E la punizione non arriverà in un futuro lontano, dopo il passaggio all’altro mondo. Al contrario, la punizione sarà terrena, crudele, dolorosa e si compirà presto… E la vera Chiesa ortodossa nelle ex terre ucraine risplenderà nella sua antica grandezza“.

Come riporta Ansa, lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, commentando l’approvazione da parte del Parlamento ucraino martedì scorso della messa al bando della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca.

Nicaragua: Ortega tassa le elemosine in chiesa

Abrogato l’articolo che proteggeva le istituzioni religiose dall’imposta sul reddito.
Tutte le chiese di qualsiasi denominazione pagheranno imposte sul reddito tra il 10% ed il 30%.

Il governo sandinista di Daniél Ortega ha deciso di colpire le elemosine e le donazioni dei fedeli.

L’offensiva generalizzata contro la Chiesa cattolica e le istituzioni religiose in Nicaragua è stata resa nota dal quotidiano La Prensa, vicino all’opposizione, e poi ripresa anche da Avvenire.

Più precisamente, si tratta di una modifica della Legge sulla Concertazione Fiscale approvata in Parlamento insieme a un pacchetto di norme che aumenta il controllo dello Stato sulle Ong e, ancor più nello specifico, si tratta dell’abrogazione del paragrafo 3 dell’articolo 32 della stessa legge, ovvero un inciso che proteggeva le chiese ed altre istituzioni religiose dal pagamento dell’imposta sul reddito sulle attività economiche.

Eliminando questa sezione, afferma uno specialista citato da La Prensa, “tutte le chiese di qualsiasi denominazione saranno soggette al regime fiscale a cui la dittatura sottopone il settore privato e ora anche le istituzioni religiose. L’eliminazione della tutela fiscale delle chiese e delle istituzioni religiose implica che anche le offerte, le elemosine e le donazioni dei fedeli saranno soggette al pagamento dell’imposta sul reddito con aliquote comprese tra il 10 e il 30 per cento“.