La Commissione Europea ha richiamato la Polonia per non aver rispettato le norme dell’UE sulla libera circolazione delle persone, in particolare riguardo ai diritti dei familiari estesi dei cittadini dell’Unione.
Secondo la Commissione, la legislazione polacca impone requisiti aggiuntivi ai familiari estesi rispetto ai familiari stretti per ottenere il diritto di soggiorno permanente.
Ad esempio, come riporta Polonia Oggi, i familiari estesi cittadini di altri Stati membri devono soddisfare condizioni più severe, mentre quelli provenienti da paesi terzi sono soggetti alle normative migratorie generali, che richiedono permessi di lavoro per l’occupazione.
Questo trattamento differenziato è considerato una violazione della direttiva UE sulla libera circolazione.
La Polonia ha ora due mesi per rispondere e correggere le infrazioni segnalate; in caso contrario, la Commissione potrebbe procedere con ulteriori azioni legali.