Green Pass: arriva l’ok del garante della privacy

Approvata l’app dopo qualche tentennamento, insieme a Immuni.
Validità in Ue dal primo luglio.

Via libera da parte del garante della privacy al Green Pass anche tramite App.

Dopo una fase di incertezza, legata al corretto trasferimento dei dati (più nel dettaglio l’integrazione da parte di Pago Pa di alcune funzionalità come le notifiche push a contenuto generico), è arrivato il nulla osta per l’App IO, che verrà utilizzata come piattaforma nazionale ed avrà validità sul territorio Ue dal primo luglio.

Il Green Pass, appunto contenuto nell’App, permetterà ai cittadini di spostarsi liberamente tra i confini Ue e di partecipare ad eventi che lo richiedano.

Per ottenere il medesimo Green Pass è sufficiente disporre di una carta d’identità elettronica (chi non l’avesse può richiederla tramite l’account Spid, ovvero il sistema di identità digitale), scaricare l’App e registrarsi effettuando il login.

Una volta effettuata l’autenticazione, sarà possibile trovare la certificazione verde con il relativo codice QR.

Il Green Pass verrà rilasciato sia in formato digitale che cartaceo e sarà rilasciato a chi si è sottoposto a vaccinazione, a chi risulta guarito dal Covid-19 (fino a 6 mesi prima) ed a chi si è recentemente sottoposto ad un tampone risultando negativo (tendenzialmente si prende il riferimento delle 48 ore).

Non solo. Il garante per la privacy, che sull’App IO ha dichiarato “ci aspettiamo un riscontro positivo”, ha inoltre approvato anche l’App Immuni, già usata in passato ai fini della tracciabilità dei contagi sul territorio nazionale.

Germania, vaccina una bimba di 9 anni: licenziato

In Germania la pratica non è autorizzata sotto i 12 anni.
Errore del medico, denunciato e licenziato in tronco.

Fraintendimento.

Ecco cosa c’è alla base dell’errore medico avvento in Germania, precisamente a Bobingen in Baviera, dove un medico ha vaccinato contro il Covid-19 una bambina di 9 anni.

La notizia è stata data dalla radio locale di Augusta per poi essere riportata dai media nazionali e spiega come, a causa di un’incomprensione, il vaccino sia stato inoculato alla bimba di 9 anni, pratica vietata in Germania dove la vaccinazione è prevista dai 12 anni in su.

Il medico si è scusato col padre della bambina, che era in realtà il vero destinatario della dose, sostenendo di aver capito che la bimba fosse ritenuta a rischio.

La bambina è ora sotto osservazione e, per il momento, non sembra aver risentito di alcun effetto collaterale; il medico è stato denunciato per lesioni colpose e licenziato seduta stante.

Covid-19: “possibile incidente di laboratorio”

La conferma arriva dai virologi di Wuhan.
Burioni riporta la notizia senza commentare.

Dopo oltre un anno di rinnegamenti, arriva l’ammissione: il coronavirus può essere nato da un errore di laboratorio.

A dare la notizia che conferma la possibilità che il virus esca dal laboratorio e non da un pipistrello sono proprio i virologi di Wuhan, da dove tutto è partito.

Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista “Science” e la notizia è stata poi riportata addirittura dal prof. Roberto Burioni, da sempre avverso alla tesi che il covid-19 sia stato generato in laboratorio, tramite il suo profilo Twitter, precisando di riportare il fatto ma preferendo non commentare:

Alcuni virologi autorevoli, alcuni legati al lab di Wuhan, hanno appena dichiarato su Science che sia l’origine da animali sia l’incidente di laboratorio sono ipotesi vive per spiegare la comparsa del coronavirus. Personalmente relata refero, no comment”.

Con questa pubblicazione, dunque, la tesi che il virus sia sfuggito in seguito ad un incidente di laboratorio viene ora considerata dagli scienziati alla pari della tesi che vede il coronavirus avere un’origine naturale.

Lo studio dei 18 ricercatori, alcuni dei quali appartenenti ai principali enti di ricerca ed università di Europa ed Usa (Fred Hutchinson Cancer Research Center a Seattle, Massachusetts Institute of Technology (Mit), e le Università di Yale, Basilea, e Stanford), ribalterebbe il quadro della situazione, in cui la Cina si è sempre dichiarata innocente.

Il ministro degli Esteri cinese, infatti, agli attacchi dell’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aveva sempre risposto di rispettare i fatti e la scienza, smettendo di fare osservazioni irresponsabili; aggiungendo inoltre che la Cina era vittima e non colpevole.

L’intelligence americana, infatti, stava indagando sulle cause che hanno scatenato la pandemia, non escludendo la possibilità che il Sars-CoV2 avesse avuto origine in un laboratorio di Wuhan e che sia poi si fosse diffuso per errore.

Covid: il vaccino è più pericoloso del virus?

Uno studio Usa-Cina mette in evidenza che la spike danneggia direttamente le cellule di vasi sanguigni.
Italia unico Paese europeo con obbligo di vaccinazione.

Il vaccino potrebbe essere più pericoloso della malattia stessa.

È quanto emerge dalla conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Circulation Research, dove si suggerisce che il Covid-19 non sia solo una malattia respiratoria ma anche, e forse soprattutto, vascolare in quanto gli effetti negativi del Covid sulla circolazione (come ictus e trombosi) non sono dovuti solo all’infiammazione indotta dall’infezione, ma sono una diretta conseguenza dell’azione della proteina spike.

Come riporta “Ansa”, il virus, grazie alla proteina spike, si lega al recettore dell’enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2) per entrare e infettare cellule ospiti.

Non solo.

Ricercatori americani (Università della California San Diego) e cinesi (Xi’an Jiaotong University) hanno messo in luce come la proteina spike non solo si lega alle cellule sane per diffondere l’infezione, ma provoca danni direttamente alle cellule dell’endotelio, il tessuto che rivestono i vasi sanguigni e che sono fondamentali per la circolazione.

Gli studiosi hanno utilizzato degli pseudovirus, cioè virus “vuoti” e non infettivi ma che esprimono la proteina S (pseudo-spike) sulla superficie, iniettandoli nella trachea di alcuni criceti; questi hanno avuto come conseguenza danni ai polmoni e alle arterie, dimostrando che la proteina spike da sola causa la malattia, a prescindere dalla diffusione dell’infezione virale.

Ancora, il tema di lavoro ha eseguito un ulteriore esperimento: ha esposto le cellule endoteliali sane alla proteina spike la quale, legandosi con ACE2, ha danneggiato le cellule causandone la frammentazione dei mitocondri (le cosiddette centraline energetiche delle cellule).

Uri Manor, uno degli autori dello studio, ha dichiarato:

Molte persone considerano il Covid-19 una malattia respiratoria, ma in realtà è una malattia vascolare”.

Il virus in sé, dunque, non è necessario per avere una reazione grave, dato che questa è data dalla spike; di conseguenza, vaccinare diventa un rischio più grande che prendere il Covid-19?

E se il vaccino a mRNA insegna alle cellule umane a produrre la proteina spike, rischiamo una sorta di genocidio?

Nel frattempo, il Senato italiano ha approvato la vaccinazione obbligatoria per i sanitari, nonostante una Mozione del Parlamento Europeo che vieta l’obbligo vaccinale ai cittadini europei con vaccini sperimentali.

Com’è possibile vedere dall’immagine sotto riportata, l’Italia è attualmente l’unico Paese europeo ad aver reso obbligatoria la vaccinazione per i sanitari:

Francia: no al green pass

Bocciato il disegno di legge sul progressivo allentamento delle misure anti covid.
L’art. 1 prevedeva proprio il pass sanitario.

L’Assemblea nazionale ha bocciato il disegno di legge sul progressivo allentamento delle misure di restrizione anti covid; lo stesso, proprio all’art. 1, prevedeva l’introduzione del green pass, ovvero il pass sanitario che riporta le informazioni permettenti la libera circolazione (certificato di guarigione da covi o vaccino, entrambi con validità di 6 mesi, oppure un test negativo effettuato non più di 48 ore prima).

Come riportato “L’antidiplomatico”, citando come fonte la “Agence France Presse”, si può leggere quanto di seguito:

L’Assemblea nazionale ha votato con sorpresa di tutti contro l’articolo chiave del disegno di legge per l’uscita graduale dallo stato di emergenza sanitaria che include il controverso PassSanitaire, il MoDem (Partito politico liberale di centro) abbandona LREM (La République En Marche), noto anche semplicemente come En Marche, partito politico francese fondato nel 2016 da Emmanuel Macron, per protestare contro la vaghezza del testo.

L’art. 1 è stato respinto con 108 voti contrari rispetto ai 103 favorevoli.

Sul tema è intervenuto Philippe Latombe (MoDem):

Non c’è stato dialogo e ascolto sui punti fondamentali del testo, all’interno della maggioranza.

Il presidente del Consiglio, da parte sua, ha tenuto ad aggiungere quanto di seguito:

Troveremo un accordo con la maggioranza, risolveremo questo problema.

Ora il governo francese presenterà un secondo decreto mirato a stabilire come avverranno le riaperture dopo il lockdown; di sicuro, però, il fatto che la maggioranza si sia rotta su un tema attualmente ritenuto di assoluta importanza come il green pass è un forte segnale di malcontento nei confronti di chi ha gestito l’emergenza, spesso accusato di inopportune ed illegittime restrizioni delle libertà.