3 scienziati intervenuti in una conferenza all’American Institute for Economic Research, rilasciarono una dichiarazione che Fauci ed altri vollero presto far passare in sordina.
Dai nostri lettori ci arriva una segnalazione inerente alla Great Barrington Declation, una dichiarazione fatta da tre scienziati ospiti di una conferenza all’American Institute for Economic Research dal 2 al 4 ottobre del 2020.
La loro tesi attaccava le modalità di gestione della pandemia attuate dalla maggior parte dei governi, con particolare riferimento ai lockdown ed all’immunità di gregge.
Solo 4 giorni dopo, il dottor Francis Collins, direttore in pensione del National Institutes of Healt (NIH), avrebbe fatto di tutto per sminuire la tesi portata alla conferenza dai tre scienziati, ovvero Martin Kulldorff di Harvard, Jay Bhattacharya di Standford e Sunetra Gupta di Oxford.
Con Collins, avrebbero agito nell’intento di di far passare il più in sordina possibile la Great Barrington Declation anche altre persone, tra le quali Anthony Fauci.
A riportare la notizia completa di mail ed informazioni è stato il sito “ScenariEconomici.it” (reperibile al link), mentre la dichiarazione Great Barrington Declation è reperibile qui.
Approvati i trattamenti anti Covid-19.
Ue rafforza le difese contro la variante Omicron.
L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato altri due trattamenti anti Covid-19.
L’ok è arrivato per il gruppo farmaceutico svedese Sobi e per il duo britannico-statunitense Gsk-Vir Biotechnology.
Questa scelta va nella direzione della strada imboccata dal blocco dei Paesi dell’Ue nel rafforzare le difese contro la variante Omicron del coronavirus.
L’organizzazione degli eventi è spesso mal gestita.
Mancano strumenti, servizi ed attenzione al tema.
La possibilità di godersi il concerto dei propri cantanti preferiti.
È quanto chiedono delle persone diversamente abili, che già devono privarsi di molte cose nella vita.
Se per molti di noi comprare il biglietto di un concerto può essere una cosa abbastanza facile ed immediata, risolvibile in pochi minuti e con qualche click, per altri può non essere esattamente lo stesso.
A dare voce a questo tema è la dott.ssa Giorgia Righi, scrittrice (il suo libro “Vivere volando” è reperibile al link), blogger (qui il suo blog personale), giudice di nuoto ma soprattutto giovane ragazza 23enne appassionata di musica e che adora andare ai concerti dal vivo, che con la sua campagna intende portare alla luce una problematica che, evidentemente, resta ad oggi in buona parte ancora irrisolta.
Come ci spiega la stessa Giorgia, i problemi possono essere i più vari: i direttori delle piattaforme che gestiscono la partecipazione all’evento non offrono, nell’acquisto del biglietto, la possibilità di un servizio standardizzato con servizi dedicati ai disabili, come invece avviene per i normodotati, ed anche provando a chiedere informazioni ci si imbatte nello scarico di responsabilità tra chi gestisce la struttura ove il concerto avrà luogo e l’agenzia organizzatrice.
Insomma, poche risposte e ben confuse.
Alla fine, spesso, il disabile è costretto a rinunciare con la delusione di non potersi godere i concerti dei suoi beniamini e la tristezza di sentirsi abbandonato.
I tentativi di Giorgia nel portare avanti la sua campagna sono stati molteplici e su canali diversificati, provando a contattare tv, radio, giornali e personaggi politici da circa un anno.
I risultati non sono stati quelli sperati, il che accresce l’amarezza per la poca attenzione riposta verso le esigenze della disabilità, ma dopo mesi di instancabile impegno profuso per tutti coloro che rappresenta e grazie alla sua tenacia, Giorgia sta cominciando a raccogliere dei primi traguardi importanti: domenica 12 dicembre è stata ospite alla trasmissione “O anche no” su Rai2 (la trasmissione andata in onda è reperibile al link, con l’intervento di Giorgia che va dal minuto 1:30 al minuto 5:50).
Di seguito, il video pubblicitario della campagna di Giorgia, che vi chiediamo di divulgare per aiutare lei e tutte le persone di cui si fa portavoce a farsi sentire:
Mentre Moderna manifesta dubbi sull’efficacia contro Omicron, l’Italia marcia verso la terza dose.
Previste 4,6 milioni di terze dosi in 12 giorni.
Una media di 400 mila somministrazioni al giorno per un totale di circa 4,6 milioni di terze dosi dall’1 al 12 dicembre.
Questo il piano di Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza, stando a quanto riporta Notizie.it che indica anche dati giornalieri più dettagliati: 400.000 somministrazioni al giorno dall’1 al 3 dicembre, 350.000 il 4 dicembre, 300.000 il 5 dicembre, 450.000 il 6 ed il 7 dicembre, 300.000 l’8 dicembre, 450.000 il 9 ed il 10 dicembre, 350.000 l’11 dicembre ed infine 300.000 il 12 dicembre.
Questa la tabella di marcia che il Generale Figliuolo avrebbe inviato alle Regioni nella circolare contenente il piano per la somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid, indicando nel provvedimento il numero minimo di inoculazioni giornaliere che si ritiene auspicabile raggiungere nei primi giorni di dicembre, precisando che il tutto “tenuto conto dell’attuale quadro epidemiologico e considerando che sussiste un’ampia disponibilità di dosi il cui impiego va inteso in senso bilanciato tra le due tipologie di vaccini mRna al momento in distribuzione”.
Lo stesso Figliulo ha colto l’occasione per ribadire la massima priorità da garantire a favore delle categorie più vulnerabili al Covid per età e/o elevata fragilità e di quelle per le quali sussiste l’obbligo di vaccinazione.
Nel frattempo, però, mentre l’Italia marcia spedita verso la terza dose, l’Oms dichiara che il pericolo è la nuova variante Omicron, per la quale Moderna ha manifestato dubbi in termini di efficacia data dagli attuali vaccini (approfondimento al link).
A dirlo è il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel.
Timori sul prolungarsi della pandemia.
“Credo che non esista uno scenario in cui (l’efficacia) è agli stessi livelli che abbiamo visto con Delta”.
A dirlo è Stéphane Bancel, Ceo di Moderna, parlando dell’efficacia dei vaccini rispetto alla nuova variante Omicron in un’intervista rilasciata al Financial Times.
Dichiarazioni che hanno generato più risvolti. Da un lato alimentando i timori di un prolungamento della pandemia, con una resistenza ai vaccini che potrebbe aumentare i contagi e i ricoveri; dall’altro il crollo sui mercati finanziari, con particolare riferimento ai futures sul greggio che hanno perso oltre un dollaro.
Il dollaro australiano ha toccato i minimi di un anno ed anche il Nikkei ha perso terreno.
Stando a quanto riporta Reuters, Bancel ha poi aggiunto:
“Ritengo che ci sarà un calo rilevante. Semplicemente non so di quanto, poiché dobbiamo attendere i dati. Tuttavia, ogni scienziato con cui ho parlato ha detto qualcosa di simile: “non promette bene”.”
Secondo l’Oms la variante Omicron comporta un rischio “molto elevato” di un picco di contagi.