Rivolta dei costruttori: costretti a chiudere

Pesano i rincari.
Anche Confindustria contro il governo.

Un “dietrofront inconcepibile” da parte del governo: così Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, commenta la decisione di eliminare dall’ultimo decreto energia la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori a causa dei rincari delle materie prime.

Come riporta “Tgcom24”, Buia avverte che in questo modo “è impossibile tenere i cantieri aperti” poiché quella norma “era l’unico strumento a disposizione delle imprese per non abbandonare del tutto i cantieri, vista l’impossibilità di proseguire i lavori con i costi attuali e la scarsità di materiali”.

Sul tema era anche recentemente intervenuta Confidustria, esprimendo forti perplessità e delusione (approfondimento al link).

Confindustria: delusione per decreto energia

L’associazione esprime forti perplessità e delusione.
Intervento del governo troppo scarso sul costo dei carburanti.

Forti perplessità e delusione.

È quanto esprime Confindustria in merito al Dl energia.

Più precisamente, come riporta “Tgcom24”:

A fronte delle urgenti misure strutturali chieste al governo sui prezzi energetici, Confindustria esprime forti perplessità, nonché delusione, su quanto ha deciso venerdì il Consiglio dei ministri“.

La nota dell’associazione continua poi indicando che con il decreto per ridurre gli effetti dei rincari dei prezzi dell’energia, in particolare Confindustria critica “l’indisponibilità a un taglio strutturale delle accise sui carburanti che porta a una limatura per soli 30 giorni di pochi centesimi di accise per litro“.

Settori chiave: Italia rafforzerà poteri anti-takeover

Nel mirino i settori strategici per gli interessi nazionali.
Chi lo sosteneva tempo fa era deriso, ora cambio di rotta.

Rafforza i poteri che consentono di bloccare le operazioni in settori ritenuti strategici per gli interessi nazionali.

Questa è la direzione verso la quale si sta muovendo l’Italia, stando a quanto riporta “Reuters”.

Il decreto punta a rafforzare il cosiddetto “golden power” di Roma, che blocca scalate e altri accordi commerciali in aree come le reti 5G e la tecnologia cloud.

Alle aziende che operano in questi settori sarà chiesto di fornire notifiche molto più dettagliate alle autorità per le proposte di acquisizione e gli accordi commerciali.

Fino a poco tempo fa chi sosteneva la necessità di attuare queste strategie definendole temi di sicurezza nazionale (vendita di attività strategiche, dipendenza dall’estero, sovranità monetaria, eccetera) veniva deriso, ora invece pare si vada verso un radicale cambio di rotta.

Disoccupazione: è record di domande

Riprendono i licenziamenti.
20,4% in più di richieste rispetto lo scorso anno.

20,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2021.

Questo l’aumento delle domande di disoccupazione che, con la ripresa dei licenziamenti, ha raggiunto un nuovo record.

Come riporta “il Mattino”, la crisi è racchiusa tutta in queste cifre: gennaio sono arrivate all’Inps 173.792 domande di disoccupazione con un aumento del 20,4% rispetto allo stesso mese del 2021, quando era però in vigore il blocco dei licenziamenti per far fronte all’emergenza sanitaria.

È quanto emerge dall’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione. Il dato è in calo su gennaio 2020, prima dell’emergenza sanitaria, quando le domande furono 180.292.

Cingolani: l’Europa paga 1 miliardo al giorno per il gas russo

Il ministro lancia l’allarme.
Con le sanzioni più costi che benefici?

L’Europa paga 1 miliardo di euro al giorno per il gas russo.

Così il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani in una informativa urgente del Governo al Senato sull’incremento dei costi dell’energia e sulle misure adottate dal Governo per contrastarne gli effetti.

Più precisamente, come riporta “Askanews”, le sue parole sono state le seguenti:

Il flusso attuale dalla Russia è il più alto nei tempi recenti e si è sollevata la questione che l’Europa sta pagando la Russia circa un miliardo di euro al giorno al di là delle quotazioni e questo ha implicazioni che va oltre il settore energetico. È una riflessione importante che va fatta”.

La Russia ha già stipulato numerosi nuovi accordi con la Cina, l’India ed il Pakistan, che sono tra i Paesi più popolosi al mondo; non sarà che le sanzioni stiano comportando più danni che benefici a chi le ha emesse? I recenti rincari parlano chiaro ed il 43% delle aziende italiane è già al collasso.