Amazon: aumento retributivo per la logistica

Retribuzione d’ingresso a 1.680 euro lordi: l’8% in più del Ccnl.
In media più di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in 10 anni.

Ha fatto molto discutere in passato, Amazon, per il modo in cui trattava i propri dipendenti.

Erano usciti articoli in cui si metteva in luce che ai lavoratori veniva misurato anche il tempo per poter andar in bagno, ad esempio.

Ora, invece, l’azienda si mette in luce per una bella notizia, che va anche in controtendenza rispetto all’andamento del mercato del lavoro: i futuri dipendenti della logistica riceveranno un aumento.

Infatti, per via della revisione periodica degli stipendi appartenente alla politica retributiva realizzata da Amazon, a partire dal 1 ottobre di quest’anno, la retribuzione d’ingresso ammonterà a 1.680 euro lordi al mese, ovvero l’8% in più rispetto al Ccnl.

Amazon, in Italia, ha creato 12.500 posti di lavoro a tempo indeterminato negli ultimi 10 anni, con una media quindi pari ad oltre 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato all’anno.

Con 40 sedi dislocate sul territorio italiano, la società ha investito in Italia 5,8 miliardi di euro dal 2010, anno in cui ha aperto la sua prima sede.

Draghi incontra le parti sociali

Sindacati chiedono di essere incisivi e non consultati a cose fatte.
No al salario minimo per legge, sì alla contrattazione.

Incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e le parti sociali.

Come riporta FIRSTonline, i vertici di Cgil, Cisl e Uil riproporranno al premier le questioni indicate nella lettera inviata il primo settembre proprio a Palazzo Chigi. La richiesta principale sarà quella di poter incidere sulle scelte di governo, senza essere solamente informati a cose fatte.

In cambio hanno supportato il governo sulla linea del green pass, quindi ora chiedono il conto, come si suol dire.

Per far ripartire il lavoro Draghi metterà al centro delle trattative le riforme, propedeutiche per ricevere i fondi europei, che però portano con sé dei vincoli.

Sul tavolo, dunque, la riforma del fisco dove i sindacati chiederanno un taglio del cuneo a beneficio dei salari netti, la riforma delle pensioni dove i sindacati hanno posizioni vicini a quelle della Lega, la riforma della scuola, della Pubblica amministrazione, della concorrenza e della politica industriale e delle politiche attive del lavoro, che particolarmente interessano le parti sociali per ovvie ragioni.

L’obiettivo del premier Draghi sarà quello di far convogliare Confindustria e sindacati sugli stessi binari.

Un punto, invece, pare già vedere i sindacati d’accordo: niente salario minimo per legge, ma rafforzamento della contrattazione.

Diversamente le parti sociali perderebbe la loro importanza.

Decreto green pass pubblicato ma con modifiche

Il Dl è stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, ma presenta modifiche rispetto al testo approvato dal Consiglio dei Ministri.

Via al Dl green pass.

Con la pubblicazione odierna avvenuta in Gazzetta Ufficiale, il decreto è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed è valido a tutti gli effetti.

Confermata la data del 15 ottobre come definitiva, sia per lavoratori pubblici che privati. I lavoratori che non dispongono del green pass risulteranno assenti ingiustificati e non sarà riconosciuta loro la retribuzione, però non saranno sospesi e quindi il loro rapporto riprenderà alla presentazione del green pass o dopo il 31 dicembre, cioè la data di scadenza dello stato di emergenza.

Eccezione fatta, invece, per i dipendenti di aziende private con meno di 15 dipendenti: questi potranno essere sospesi.

Ciò che risulta alquanto strano, è che il testo pubblicato è stato modificato rispetto a quello approvato dal Consiglio dei Ministri: volontà di alcune lobby che prevalgono su tutto?

Confermato il green pass per accedere agli uffici giudiziari per riguarderà i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie, ma non saranno soggetti ad esibire il green pass, per esempio, tutti gli altri soggetti che accedono agli uffici giudiziari, inclusi gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti, i testimoni e le parti del processo.

Per quanto riguarda i tamponi, infine, il prezzo calmierati di 15 euro per gli adulti e di 8 euro per i minori sarà valido in tutte le farmacie e le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni alla somministrazione. Prevista la gratuità, invece, per i soggetti esentati dal vaccino per prescrizione medica.

Il Dl è reperibile a questo link.

Lavoro, Brunetta: tra un mese il contratto da remoto

Il ministro annuncia la normativa parallela al lavoro in presenza.
“siamo in un momento magico”.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato brunetta, è intervenuto al festival dell’innovazione organizzato da Il Foglio annunciando l’imminente arrivo della parte normativa del contratto da remoto: “un mese, e il contratto è fatto”, ha detto.

Lo stesso Brunetta, specificando che si tratterà della parte normativa e che sarà un pacchetto parallelo a quello del lavoro in presenza, ha aggiunto quanto di seguito:

Mettere tutti i lavoratori della Pa in cosiddetto smart working è stata un’idea intelligente ma non c’era un contratto, non c’era l’organizzazione del lavoro, non c’era la piattaforma tecnologica. Per questo mi sono arrabbiato, si voleva far diventare questa esperienza un modello, allora mi sono detto di fare innanzitutto un contratto e tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile.

Il ministro ha poi concluso il suo intervento carico di ottimismo ed entusiasmo:

Stiamo vivendo un momento magico. Stiamo crescendo al 6%, e forse vi dò una piccola notizia: anche di più; se la strategia del green pass funziona e se questa onda, come dice il presidente Draghi, significa riaprire, noi viaggiamo verso il 7%. È una congiuntura astrale strepitosa questa cosa, però non può essere una fiammata, deve essere strutturale. Io ho questo numero in testa: 7 anni, che guarda caso è anche la durata del mandato del presidente della Repubblica.

Reddito di Cittadinanza: costa 52mila euro per ogni assunto

Costo o beneficio? Lo strumento continua a far discutere.
Cgia di Mestre fa un’analisi tra costi e lavoratori collocati.

Ha fatto e fa discutere, il Redito di Cittadinanza.

Lo strumento non è una novità ma, forse, andrebbe rivisto, come sostiene anche Luca Zaia (approfondimento al link).

Stando al nostro sondaggio (approfodnimento al link) la misura non ha convinto la maggioranza dei lettori.

I dati possono far storcere il naso, se pensiamo che a Napoli ci sono più recettori che in tutta la Lombardia, benché questa abbia avuto un forte incremento (approfondimento al link).

Inoltre, potrebbe essere una delle cause che spinge le persone a rimanere a casa dal lavoro (approfondimento al link).

Ora, sulla questione, arriva anche un’analisi della Cgia di Mestre, dove si mette in luce che ogni assunto è costato allo Stato 52.000 euro, ovvero circa il doppio di quanto spende un privato per assumere un operaio a tempo indeterminato.

Nel costo sono comprese le voci di tutte le risorse messe in campo dal governo e l’Ufficio studi della Cgia di Mestre evidenzia che, grazie ai navigator, si è riusciti a collocare solo 152.000 lavoratori: “un costo che appare eccessivo per un numero limitato di persone entrate nel mercato del lavoro”.

(Foto da internet)