Coldiretti: nei ristoranti spesi 20 miliardi in meno

Drastico calo per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi rispetto al 2019.
Crisi a cascata sui fornitori.

Crolla la spesa degli italiani nei bar, pizzerie, ristoranti ed agriturismi.

La causa risiede in generale nella pandemia e nelle sue conseguenze, con l’aumento dei contagi e le misure restrittive che hanno ulteriormente limitato il flusso di clienti verso le attività ristorative.

Più precisamente, secondo i dati di Coldiretti, il totale della spesa degli italiani nel 2021 risulta pari a circa 60 miliardi di euro, ovvero oltre 20 miliardi di euro in meno rispetto al 2019.

Ma il problema non si ferma qui: a soffrire di questo calo del ciclo economico è ovviamente tutto l’indotto del settore, con la crisi che cade a cascata in primis sulle aziende fornitrici di prodotti agricoli ed alimentari ed ancora sul flusso da loro generato.

Lavoro, si va verso l’obbligo vaccinale

Mercoledì potrebbe già arrivare la decisione per tutti i lavoratori.
Il governo continua a preferire l’obbligo indiretto.

Si va verso l’obbligo vaccinale per i lavoratori, che per poter andare a lavoro dovranno essere muniti di super green pass.

L’intenzione del governo è quella di introdurre il super green pass per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato; la decisione, rinviata pochi giorni fa per il parere contrario di Lega e M5S, potrebbe arrivare già mercoledì 5 gennaio durante la riunione del consiglio dei ministri.

Come riporta “Il Messaggero”, a chiedere con forza la misura sono i presidenti di regione già alle prese con i problemi derivanti dall’imminente riapertura delle scuole; con il premier Mario Draghi che si è già espresso favorevole al provvedimento ed i consulenti del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che spingono per l’obbligo vaccinale per tutti, è però difficile che si arrivi ad una misura adottata in pochi paesi europei e che rischia di aggiungere poco all’obbligo che verrà introdotto il 5 gennaio e che riguarderà tutti i lavoratori.

Come sottolineava qualche giorno fa il governatore del Veneto Luca Zaia, rendere obbligatorio il vaccino per tutti rischia di rimanere sulla carta, a meno che non si decida di usare la forza pubblica per obbligare chi non si vuole vaccinare.

Si pensa che verrà concesso un tempo necessario a tutti i lavoratori di mettersi in regola per ottenere la certificazione ed alle aziende di organizzarsi per evitare i possibili problemi derivanti dall’assenza di lavoratori che non sono ancora vaccinati.

La volontà del governo è quindi, ancora una volta, quella di imporre indirettamente la vaccinazione obbligatoria anziché assumersi la responsabilità di imporre l’obbligo.

Air Italy, sindacati: governo fermi lettere di licenziamento

Dirigenti Air Italy assenti all’incontro.
Si chiede di fermare i licenziamenti previsti per gennaio.

Il governo fermi l’invio delle lettere di licenziamento previsto per gennaio.

È quanto chiedono i sindacati con riferimento alla riduzione di personale prevista nell’organico di Air Italy, ritenendo inoltre oltraggioso il fatto che i dirigenti di Air Italy non si siano presentati all’incontro del 29 dicembre convocato dal ministero del Lavoro alla presenza dei ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico e delle Regioni Sardegna e Lombardia.

Più precisamente, la richiesta dei sindacati al governo è stata la seguente:

Il governo fermi l’invio delle lettere di licenziamento, mantenga il tavolo di confronto aperto e intraprenda ogni strada per scongiurare i licenziamenti da gennaio.”

Italia: occupazione sotto media Ue anche per laureati

Circa 5% in meno.
Divario soprattutto nei giovani.

La soglia occupazionale italiana è sotto la media Ue.

A riportarlo il dato è l’Istat nel suo report “Ritorni occupazionali dell’istruzione anno 2020”, indicando più recisamente che tra i diplomati la media occupazionale Ue è pari al 75,7% mentre in Italia si ferma al 70,5%.

Non va meglio ai laureati, che nella media Ue hanno una soglia occupazionale dell’85,5% ed in Italia solo dell’80,8%.

Il report evidenzia inoltre come la differenza nella soglia occupazionale si accentui tra le giovani generazioni, indipendentemente dal livello di istruzione, e diventi addirittura massima per chi è appena uscito dal percorso formativo.

Ing: stop al retail banking in Francia

Possibili ripercussioni su 460 dipendenti.
Trattative in corso per gli asset.

Ing smetterà di effettuare il retail banking in Francia.

La decisione dell’addio a questo tipo di settore bancario, stando a quanto riporta “Reuters”, potrebbe avere ripercussioni su un totale di 460 dipendenti.

Per quanto riguarda il proprio portafoglio clienti francese, la banca ha anche annunciato di essere in trattativa con altre aziende; più nel dettaglio, secondo il giornale francese “Les Echos”, ad essere interessate agli asset di Ing sarebbero in particolare Credit Agricole, Credit Mutuel e SocGen.