Lavoro: le 15 professioni più richieste nel 2022

Le posizioni che restano aperte fanno intuire le necessità.
Ecco la lista delle figure più ricercate.

La fotografia delle professioni più ricercate in previsione per il 2022 arriva da Randstad, che evidenzia circa 4.000 posizioni aperte.

Si va dal settore dei servizi al magazziniere, passando per l’impiegato amministrativo.

Come riporta “businesspeople.it”, infatti, secondo l’analisi fatta dal primo operatore nei servizi per le risorse umane e basata sugli annunci di lavoro in Italia ad inizio 2022, le 15 professioni più cercate presentano competenze richieste molto diverse tra loro.

Ad avere impatto sulla tipologia delle figure ricercate sono state maggiormente la pandemia e la trasformazione digitale.

Di seguito, in ordine a partire dalla più ricercata, la lista delle top 15 figure professionali previste con maggiori possibilità lavorative in Italia per il 2022:

1. Magazziniere

2. Operaio metalmeccanico/addetto al montaggio

3. Infermiere

4. Addetto al call center

5. Impiegato amministrativo

6. Operatore di macchine utensili

7. Operatore sociosanitario

8. Elettricista

9. Sviluppatore Java

10. Saldatore

11. Operatore alimentare

12. System administrator

13. Addetto alle macchine legno

14. Operatore pluriservizi nella Gdo/horeca

15 Addetto all’help desk

Reddito di cittadinanza a rischio senza Green pass

Dall’1 febbraio possibile obbligatorietà.
Anche in questo caso si tratta obbligo indiretto.

Anche il Reddito di cittadinanza potrebbe essere vincolato al possesso del Green pass.

I disoccupati che percepiscono il sussidio, infatti, dall’1 febbraio potrebbero perderne diritto; tra la legge di Bilancio ed il decreto del 7 gennaio emerge la necessità del Green pass per accedere ai centri per l’impiego, in banca ed in posta: tutti posti a cui chi percepisce il sussidio dovrà accedere.

Per accedere ai luoghi sopracitati è sufficiente un tampone con esito negativo, ma l’ultima legge di Bilancio ha stabilito l’obbligo di frequentazione dei centri per l’impiego con l’immediata sospensione del sussidio in caso contrario, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo a più di qualcuno.

Come riporta “Signo”, dai dati sulle vaccinazioni si deduce che i percettori del reddito di cittadinanza sprovvisti al momento del super green pass, perché non vaccinati o guariti dal Covid, siano inferiori al 10%; si tratta dunque di una platea di circa 100mila beneficiari su una platea di circa 1,3 milioni di nuclei familiari che ricevono il Reddito di cittadinanza.

Coldiretti: nei ristoranti spesi 20 miliardi in meno

Drastico calo per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi rispetto al 2019.
Crisi a cascata sui fornitori.

Crolla la spesa degli italiani nei bar, pizzerie, ristoranti ed agriturismi.

La causa risiede in generale nella pandemia e nelle sue conseguenze, con l’aumento dei contagi e le misure restrittive che hanno ulteriormente limitato il flusso di clienti verso le attività ristorative.

Più precisamente, secondo i dati di Coldiretti, il totale della spesa degli italiani nel 2021 risulta pari a circa 60 miliardi di euro, ovvero oltre 20 miliardi di euro in meno rispetto al 2019.

Ma il problema non si ferma qui: a soffrire di questo calo del ciclo economico è ovviamente tutto l’indotto del settore, con la crisi che cade a cascata in primis sulle aziende fornitrici di prodotti agricoli ed alimentari ed ancora sul flusso da loro generato.

Lavoro, si va verso l’obbligo vaccinale

Mercoledì potrebbe già arrivare la decisione per tutti i lavoratori.
Il governo continua a preferire l’obbligo indiretto.

Si va verso l’obbligo vaccinale per i lavoratori, che per poter andare a lavoro dovranno essere muniti di super green pass.

L’intenzione del governo è quella di introdurre il super green pass per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato; la decisione, rinviata pochi giorni fa per il parere contrario di Lega e M5S, potrebbe arrivare già mercoledì 5 gennaio durante la riunione del consiglio dei ministri.

Come riporta “Il Messaggero”, a chiedere con forza la misura sono i presidenti di regione già alle prese con i problemi derivanti dall’imminente riapertura delle scuole; con il premier Mario Draghi che si è già espresso favorevole al provvedimento ed i consulenti del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che spingono per l’obbligo vaccinale per tutti, è però difficile che si arrivi ad una misura adottata in pochi paesi europei e che rischia di aggiungere poco all’obbligo che verrà introdotto il 5 gennaio e che riguarderà tutti i lavoratori.

Come sottolineava qualche giorno fa il governatore del Veneto Luca Zaia, rendere obbligatorio il vaccino per tutti rischia di rimanere sulla carta, a meno che non si decida di usare la forza pubblica per obbligare chi non si vuole vaccinare.

Si pensa che verrà concesso un tempo necessario a tutti i lavoratori di mettersi in regola per ottenere la certificazione ed alle aziende di organizzarsi per evitare i possibili problemi derivanti dall’assenza di lavoratori che non sono ancora vaccinati.

La volontà del governo è quindi, ancora una volta, quella di imporre indirettamente la vaccinazione obbligatoria anziché assumersi la responsabilità di imporre l’obbligo.

Air Italy, sindacati: governo fermi lettere di licenziamento

Dirigenti Air Italy assenti all’incontro.
Si chiede di fermare i licenziamenti previsti per gennaio.

Il governo fermi l’invio delle lettere di licenziamento previsto per gennaio.

È quanto chiedono i sindacati con riferimento alla riduzione di personale prevista nell’organico di Air Italy, ritenendo inoltre oltraggioso il fatto che i dirigenti di Air Italy non si siano presentati all’incontro del 29 dicembre convocato dal ministero del Lavoro alla presenza dei ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico e delle Regioni Sardegna e Lombardia.

Più precisamente, la richiesta dei sindacati al governo è stata la seguente:

Il governo fermi l’invio delle lettere di licenziamento, mantenga il tavolo di confronto aperto e intraprenda ogni strada per scongiurare i licenziamenti da gennaio.”