Ue: 1,2 miliardi di aiuti all’Ucraina

Arriva l’ok dal Consiglio.
Il testo dovrà essere approvato anche dal Parlamento.

Gli ambasciatori presso l’UE hanno approvato la proposta della Commissione di fornire all’Ucraina un’ulteriore assistenza finanziaria pari a 1,2 miliardi di euro.

A riportare la notizia è “Italpress” aggiungendo che il testo, prima di poter entrare in vigore, deve essere adottato dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Palla quindi ora al Parlamento europeo, dove il testo della proposta potrebbe essere soggetto a procedura accelerata al fine di adottarlo il prima possibile, con l’obiettivo di fornire un sostegno rapido in una situazione di profonda crisi.

Strategia che può però far storcere il naso a molti, sia dal punto di vista geopolitico che degli impieghi economico-finanziari.

Governo esce da Commerzbank: titolo perde 5%

Linder: Uscita nel lungo termine.
Attualmente il governo detiene una quota superiore al 15%.

Il governo annuncia l’uscita da Commerzbank nel lungo termine e, negli scambi pre-market di Lang&Schwarz, il titolo cede il 5%.

Come riporta “Reuters”, infatti, il ministro delle Finanze Christian Lindner, ha dichiarato quanto di seguito:

Nel lungo periodo lo Stato non sarà un azionista di Commerzbank.”

Secondo quanto riportato dal quotidiano “Handelsblatt”, inoltre, il ministro tedesco ha detto che prenderà in considerazione gli interessi finanziari dei contribuenti e l’importanza di Commerzbank per l’economia di media entità della Germania al momento di prendere una decisione in merito, in futuro.

Ad oggi il governo tedesco detiene una quota superiore al 15%, dopo che era intervenuto con un salvataggio durante la crisi finanziaria

Manfred Knof, Ceo di Commerzbank, a novembre ha affermato che sarebbe preferibile che ad un certo punto il governo rinunciasse alla sua partecipazione nell’istituto creditizio.

Meta: crollo in Borsa

La società di Zuckerberg delude gli analisti.
Crollo superiore al 20% e perdite di oltre 200 miliardi.

Meta, la società di Mark Zuckerberg che ha recentemente cambiato nome e che è proprietaria di Facebook, Whatsapp ed Instagram, non ha ottenuto almeno per il momento i risultati desiderati.

Come riporta “Euronews”, infatti, l’andamento dell’ultimo trimestre non ha soddisfatto gli analisti, facendo crollare le azioni in Borsa di oltre il 20% e causando una perdita superiore ai 200 miliardi di dollari.

La pubblicazione dei dati di Meta relativi all’ultimo trimestre del 2021 ed alla loro prima pubblicazione dopo il cambio di nome che era avvenuto ad ottobre, ha visto le azioni toccare un valore di 3,67 dollari cadauna, anziché gli attesi 3,84; l’utile netto è stato di 10,29 miliardi di dollari, che equivale al -8% rispetto quanto previsto dagli analisti.

Per il trimestre in corso, invece, sono previsti ricavi tra i 27 ed i 29 miliardi di dollari, contro le attese degli analisti che erano stimate intorno ai 34,53 miliardi.

Su Wall Street le azioni Meta hanno riaperto a -24%.

Mps: Salvini difende AD Bastianini

Il leader leghista: è l’unico ad aver fatto camminare la banca con le proprie gambe; Tesoro dica chiaramente se vuole sostituirlo.

Matteo Salvini scende in campo in difesa di Guido Bastianini.

Il leader della Lega, infatti, ritiene che l’attuale AD di Mps sia quello che ha ottenuto i migliori risultati degli ultimi anni; più precisamente, in una nota, Salvini ha scritto quanto di seguito:

La politica non può mettere in discussione l’Ad di Mps, Bastianini, che ha ottenuto i migliori risultati degli ultimi anni. Il ministro Franco chiarisca: davvero è in discussione un manager che ha dimostrato che Mps può camminare.

Stando a quanto riporta “Reuters” citando fonti vicine al dossier, il ministero dell’Economia starebbe esercitando pressioni su Bastianini perché si dimetta.

UniCredit: chiusure in Asia Pacifico

Il gruppo riduce la presenza.
Riduzione dei servizi e chiusura di alcuni uffici.

Non saranno più offerti servizi bancari di base in Asia Pacifico alle filiali locali di propri clienti europei.

Questa la decisione di UniCredit che, inoltre, chiuderà gli uffici di Shanghai, Singapore e Tokyo.

Stando a quanto riporta “Reuters”, la mossa si inquadra nella più ampia strategia di semplificazione del business nell’ambito del piano al 2024 presentato a dicembre dal nuovo AD Andrea Orcel.

Saranno invece mantenuti gli uffici di Hong Kong, dove il gruppo eroga servizi per i clienti corporate e finanziari asiatici che svolgono attività in Europa.

Per quanto riguarda servizi corporate come transaction e forex, invece, UniCredit si servirà di un’ampia rete di banche di corrispondenza per servire i propri clienti europei.