Stellantis: accordi per oltre 10 miliardi sui microchip

Copertura fissata fino al 2030.
Il gruppo ha optato per una strategia diversificata.

Le partnership sui semiconduttori avviate ad oggi da Stellantis per gestire e garantire la fornitura a lungo termine dei microchip coprono un valore di acquisti di oltre dieci miliardi di euro fino al 2030.

E’ quanto scrive il gruppo automobilistico in una nota, riportato da Reuters, nella quale delinea la strategia diversificata adottata per far fronte alla crescente domanda di chip con l’obiettivo di raggiungere gli “ambiziosi obiettivi” del piano strategico ‘Dare Forward 2030‘.

La strategia di Stellantis, spiega la nota, combina accordi con i produttori di chip per i semiconduttori strategici, l’acquisto diretto di componenti e la piena visibilità della domanda futura di chip.

Nei settore dei semiconduttori Stellantis collabora con partner come Infineon, NXP Semiconductors, Onsemi e Qualcomm, esta inoltre lavorando con aiMotive e SiliconAuto per sviluppare in futuro dei propri chip differenziati.

Tavares a Francia e Italia: Stellantis produce dove conviene

I due Stati spingono perchè il gruppo dia lavoro in casa.
Il ceo: no a produzioni in perdita, ho il dovere di non compromettere il gruppo.

Prima il governo italiano per voce del ministro Adolfo Urso (“con Stellantis ci vuole un accordo per la produzione di più auto nel nostro Paese“) ed ora anche Parigi, con la differenza che il collega Bruno Le Maire tira in ballo la questione del patriottismo: “Il gruppo riporti in Francia la produzione di piccoli veicoli elettrici“.

Dal ministro-azionista di Stellantis (lo Stato francese detiene il 6,2%) ecco dunque arrivare un messaggio che potrebbe essere letto anche come un primo avvertimento: “Spero che Tavares raccolga l’invito e accetti la sfida. Stiamo dando aiuti, stiamo aiutando l’industria, stiamo cercando di promuovere l’acquisto di veicoli elettrici sul territorio. Spero che anche i produttori dimostrino, semplicemente, un po’ di patriottismo economico“.

Obiettivo di Parigi è arrivare a 2 milioni di veicoli prodotti sul territorio entro il 2030, come riporta Il Giornale.

Immediata la replica di Tavares, il cui ragionamento va in direzione delle esigenze di un gruppo globale quale è Stellantis, nato dall’unione di Psa con Fca:

Dopo che ho investito in Francia produco veicoli elettrici in tutti gli impianti, non vedo perché dovrei creare progetti in perdita. Ho la responsabilità di fare le scelte giuste per non compromettere il futuro dell’azienda”.

Tavares ha quindi ricordato che Stellantis realizza in Francia 12 auto elettriche, ha una gigafactory e ha investito oltre 2 miliardi.

Il ministro dell’Economia non ha comunque gradito la scelta di assegnare a Saragozza, in Spagna, la produzione della rinnovata Peugeot e-208, in arrivo dallo stabilimento di Trnava, in Slovacchia, dove sarà invece assemblata la futura piccola di Citroën.

A differenza dell’Italia – Ferrari, Lamborghini, Dr e piccole produzioni a parte – in Francia ci sono altre case che sfornano veicoli, come ovviamente Renault (la nuova R5 nascerà in casa), ma anche, da anni, Toyota (Yaris ibrida nel Nord del Paese).

A contare, per Tavares, sono sempre “le differenze nei costi di produzione tra gli Stati europei, ma anche la nuova concorrenza delle elettriche cinesi. Nutro seri dubbi sul fatto che possiamo produrre veicoli molto compatti in modo molto redditizio in Francia“.

Ieri, intanto, guardando all’Italia, il report semestrale del sindacato Fim-Cisl evidenzia la crescita della produzione di Stellantis del 15,3% sul 2022 (+16,9% le auto e +11,5% i furgoni).

Per le auto si tratta di un sostanziale avvicinamento al dato pre-Covid (ora -5%), mentre per i veicoli commerciali il distacco è ancora importante (-23%).

A impattare, in quest’ultimo caso sulla fabbrica Sevel di Atessa, la più grande d’Europa per i furgoni, è stata la mancanza di materiali.

Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, stima il raggiungimento di quota 800mila unità complessive prodotte a fine 2023, grazie al pieno regime delle novità del gruppo e al venir meno dei problemi derivati dalla scarsità di materiali.

In pratica, si tornerebbe al dato del 2019 (818.880) rispetto ai 685.753 automezzi dello scorso anno.

Tra le fabbriche, primato per Pomigliano: +26% in 6 mesi.

Ford: la Fiesta è finita

il 7 luglio finisci la produzione dopo 47 anni.
Spazio ad altri modelli.

47 anni di onorata produzione.

Con oggi, venerdì 07/07/2023, finisce la produzione della Ford Fiesta, famosa utilitaria che è stato deciso di mettere da parte per lasciare spazio ad altri modelli.

Forse non è stata l’auto più venduta in assoluto, ma vanta comunque 16 milioni di unità vendute.

Stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, uno dei motivi del successo è stato proprio il nome: “semplice, diretto, allegro. Se non geniale, merita almeno l’appellativo di ben ragionato“.

Uno dei perchè che ha spinto ad abbandonare la produzione della Fiesta è stato il sempre più largo utilizzo di suv anche in Europa, dove la Ford ha già la Puma.

Inoltre, Ford ha fatto un investimento da 2 miliardi di dollari a Colonia dove intende produrre 600.000 veicoli elettrici all’anno entro il 2026 mentre dal 2030 punta a vendere in Europa solo veicoli elettrici.

Nuova Fiat Panda: arriva tra un anno e sarà un crossover

Data fissata per l’11 luglio 2024 per i 125 anni del marchio Fiat.
Sarà un crossover di segmento B.

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Tavares: Ue ristabilisca parità con Cina

Il Ceo di Stellantis invita l’Ue a proteggere l’industria europea.
I regolamenti europei favoriscono i cinesi.

Carlos Tavares pensa che sia ragionevole che l’UE protegga l’industria europea dalla concorrenza ed in particolare da quella delle aziende cinesi.

Secondo il numero uno di Stellantis sarebbe auspicabile oltre che ragionevole per garantire una sorta di parità.

Attualmente, secondo il CEO del gruppo automobilistico, i cinesi si trovano in una situazione di privilegio a causa dei regolamenti europei.

Come riporta Motorionline, Tavares ha dichiarato quanto di seguito:

Servirebbero delle protezioni da parte dell’Ue per l’industria europea dell’auto, almeno in questa fase di transizione“.

Il numero uno di Stellantis ha anche ricordato la recente apertura della prima Gigafactory della sua azienda grazie alla partnership con Total e Mercedes a Douvrin in Francia.

A questa ne seguiranno altre due a Kaiserslautern in Germania e a Termoli in Italia.

Secondo Tavares in questa maniera ha inizio una nuova fase in cui l’obiettivo sarà quello di produrre in Europa il 23% delle celle delle batterie.

Infine il CEO di Stellantis ha parlato di una vera e propria sfida industriale per il suo gruppo che da qui al 2030 lancerà 65 auto elettriche sul mercato.

È una trasformazione darwiniana”, ha concluso l’amministratore delegato del produttore nato dalla fusione di Fiat Chrysler e PSA Groupe.