Germania: anche Coca-Cola chiude 5 stabilimenti

Dopo Volkswagen un altro colosso chiude: 505 dipendenti perderanno il lavoro.
Toccherà ai siti di Berlino, Colonia, Bielefeld, Neumunster e Memmingen.

La Coca-Cola chiuderà l’anno prossimo cinque dei suoi 27 siti in Germania, riducendo di 505 unità il personale composto attualmente da 6.500 dipendenti.

Dopo l’annuncio di Volkswagen che ridurrà 15.000 posti di lavoro (approfondimento al link), arrivano le chiusure di un altro colosso.

Lo ha annunciato in una nota la società, ripresa da La Repubblica.

Più precisamente, la Coca-Cola Europacific Partners, azienda che si occupa della produzione, distribuzione e commercializzazione in Europa, chiuderà il sito produttivo e logistico di Colonia a partire dal prossimo marzo 2025.

La stessa sorte, poi, toccherà ai centri logistici a Neumunster, Berlino Hohenschonhausen, Bielefeld e Memmingen.

I piani dell’azienda contemplano anche la creazione di 78 nuovi posti di lavoro in altri centri produttivi tedeschi, secondo quanto si legge nel comunicato della società, che però non precisa dove verranno effettuate le future assunzioni.

Volkswagen chiude in Germania ma aumenta la produzione in Polonia

A Poznań verrà prodotto il nuovo modello ibrido Caddy.
Licenziamenti di massa in Germania, investimenti in Polonia.

Il gruppo Volkswagen in Germania sta attraversando un periodo difficile, pianificando licenziamenti di massa e la chiusura di fabbriche non redditizie (approfondimento al link).

Nel frattempo, in Polonia, l’azienda ha annunciato l’inizio della produzione in serie del nuovo modello ibrido Caddy nello stabilimento di Volkswagen Poznań.

Finora, il Caddy era disponibile solo nelle versioni con motori a benzina e diesel; la produzione dei modelli ibridi, come riporta Polonia Oggi, ha richiesto allo stabilimento di Poznań l’adeguamento delle linee di produzione e investimenti nello sviluppo delle competenze dei dipendenti.

Il nuovo Caddy eHybrid, disponibile sia in versione passeggeri che commerciale, dispone di una potenza di 110 KW grazie alla combinazione di un motore a combustione interna e uno elettrico.

La batteria con una capacità di 19,7 kWh permette di percorrere fino a 122 km con il solo motore elettrico, consentendo una guida senza emissioni in contesti urbani.

Lo stabilimento di Poznań ha anche investito in tecnologie produttive moderne, come l’integrazione di nuovi robot e la tecnologia di taglio al plasma, che hanno contribuito all’automazione e al miglioramento del processo produttivo.

La presidente di Volkswagen Poznań, Stefanie Hegels, ha sottolineato che questi investimenti preparano meglio l’azienda alle sfide dell’industria automobilistica contemporanea.

Volkswagen: possibili 15.000 licenziamenti

Il gruppo starebbe vagliando la possibilità di chiudere 2-3 stabilimenti in Germania.
I vertici: “non esiste un piano B”. I sindacati contestano gli investimenti per l’elettrico.

Volkswagen sta valutando il licenziamento di 15.000 dipendenti e la chiusura di 2-3 stabilimenti in Germania, secondo quanto riferito dagli analisti di Jefferies dopo un incontro con i vertici del gruppo automobilistico tedesco.

Il piano potrebbe essere annunciato entro fine anno e rappresenterebbe una svolta storica per l’azienda fondata nel 1937.

La drastica ristrutturazione mira a ridurre la capacità produttiva in Europa di 500.000-750.000 vetture e comporterebbe costi straordinari per 3-4 miliardi di euro.

Come riporta Tom’s Hardware Italia, i vertici Volkswagen ritengono chenon vi sia un piano B” per affrontare la crisi del mercato auto europeo, nonostante siano consapevoli che la decisione provocherà uno scontro con i potenti sindacati tedeschi.

L’azienda è convinta di poter procedere senza l’autorizzazione del consiglio di sorveglianza, dove siedono i rappresentanti dei lavoratori, e che i sindacati non abbiano legalmente diritto di scioperare contro la chiusura degli stabilimenti.

I sindacati hanno già criticato la gestione del gruppo, ricordando gli ingenti investimenti in software ed elettrico con risultati deludenti ed i 4,5 miliardi di dividendi distribuiti agli azionisti nell’ultimo anno.

Il governo tedesco è intervenuto sulla questione con il cancelliere Olaf Scholz che ha dichiarato che la priorità è “garantire i posti di lavoro e gli stabilimenti“.

Il primo ministro della Bassa Sassonia Stephan Weil, rappresentante di uno degli azionisti principali di Volkswagen, ha avvertito: “Ci aspettiamo che la questione della chiusura delle sedi semplicemente non si ponga attraverso l’uso efficace di alternative“.

La vicenda mette in una posizione scomoda l’amministratore delegato Oliver Blume e resta da vedere se le autorità pubbliche riusciranno a fornire a Volkswagen un’alternativa ai drastici tagli prospettati, evitando così una svolta storica e dolorosa per il colosso automobilistico tedesco.

Audi: rivolta nello stabilimento di auto elettriche

Forte crisi dell’elettrico: il gruppo pensa di chiudere la fabbrica di Bruxelles.
I dipendenti sequestrano le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta; possibili azioni legali.

Il Gruppo Volkswagen sta considerando la chiusura di uno stabilimento a causa di una crisi di vendite e della mancanza di 500.000 immatricolazioni, con gravi ripercussioni anche per il marchio Audi.

La fabbrica di Bruxelles, specializzata in auto elettriche, è paralizzata a causa della bassa domanda e i dipendenti hanno sequestrato le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta.

Come riporta Autoappassionati, Audi ha risposto minacciando azioni legali se le chiavi non verranno restituite, mentre i sindacati stanno organizzando una mobilitazione per il 16 settembre.

Porsche: nuovi investimenti per diversificare il portafoglio

Recentemente acquisite partecipazioni in società di intelligenza artificiale.
Per il 2024 si punta ad un utile tra i 3,5 ed i 5,5 miliardi.

Durante il primo semestre del 2024, Porsche Automobil Holding Se ha generato un risultato netto dopo le tasse di 2,1 miliardi di euro, inferiore rispetto ai 2,3 miliardi del 2023.

Un calo atteso e significativamente influenzato, spiega il gruppo, dagli investimenti in Volkswagen AG e Porsche AG, contabilizzati a patrimonio netto di 2,0 miliardi di euro e 0,3 miliardi di euro, rispettivamente.

L’indebitamento netto è calato a 5 miliardi di euro dai 5,7 miliardi del 31 dicembre 2023.

Il gruppo ricorda di fare parte di un insieme di investitori che ha acquisito una quota del 35% in Flix SE, proprietaria di Greyhound e FlixBus.

La holding ha recentemente inoltre acquisito anche una partecipazione nella società canadese di intelligenza artificiale Waabi Innovation Inc.

Johannes Lattwein, membro del consiglio di amministrazione responsabile per finanza e IT, ha dichiarato quanto di seguito:

Porsche SE si trova finanziariamente nella posizione per considerare ulteriori investimenti per diversificare il suo portafoglio. Le nostre risorse finanziarie ci danno una considerevole flessibilità per potenziali investimenti core e di portafoglio. Nel fare ciò, perseguiamo un approccio di sviluppo attivo del portafoglio. La situazione del mercato azionario e la diminuzione generale nelle valutazioni aziendali stanno creando opportunità attrattive“.

Per l’anno fiscale 2024 la holding punta a un risultato dopo le imposte compreso tra 3,5 e 5,5 miliardi.