Italia, sigarette sempre più care: fino a 30 centesimi di euro in più a pacchetto

Si parte con Philip Morris che ha la quota di mercato più grande in Italia: le Marlboro passeranno da 6,50 euro a 6,80 a pacchetto.
Aumenti anche per sigari e tabacco trinciato; non per il tabacco riscaldato (sigaretta elettronica).

Sigarette sempre più care: scattano infatti domani, 16 gennaio, i primi aumenti decisi con la manovra di bilancio.

Si parte dalla Philip Morris, la multinazionale che ha la quota di mercato più alta in Italia, con aumenti che saranno fino a 30 centesimi a pacchetto.

Ad esempio, come riporta Ansa, le Marlboro passeranno da 6,50 a 6,80 euro a pacchetto. Aumenteranno anche i sigari ed il tabacco trinciato ma non il tabacco ‘riscaldato’, come ad esempio una delle marche note ‘Terea‘ (quello fumato, per intenderci, nelle sigarette elettroniche).

Poi, a seguire, nei prossimi giorni i Monopoli pubblicheranno le tabelle con gli aumenti per tutte le altre marche. Sul sito dell’Adm sono disponibili tutti i nuovi prezzi espressi in euro al kg e con relativo aumento a pacchetto.

Polonia: sfida a colpi di investimenti tra Philip Morris e Japan Tobacco

Philip Morris investe 1 miliardo di zloty.
Japan Tobacco crea un campo fotovoltaico di 16 ettari.

Philip Morris International (PMI) ha investito un miliardo di złoty nella sua fabbrica situata a Cracovia, creando numerosi nuovi posti di lavoro.

Questo significativo investimento rafforza la posizione della Polonia come hub industriale in Europa e testimonia la fiducia degli investitori stranieri nell’economia polacca.

L’espansione della fabbrica non solo aumenta la capacità produttiva, ma stimola anche l’economia locale attraverso l’occupazione e la collaborazione con fornitori locali.

Questo sviluppo rappresenta un passo avanti per l’industria manifatturiera polacca, promuovendo l’innovazione e la competitività nel mercato globale.

Non solo.

Come riporta Polonia Oggi, è una vera e propria sfida a colpi di investimenti nel settore del tabacco.

Infatti, anche Japan Tobacco International (JTI), che ha il suo più grande centro di produzione al mondo a Stary Gostków, in Poloni, ha investito più di 1,3 miliardi di dollari dal 2007.

L’ultimo sviluppo, ovvero un campo fotovoltaico di quasi 16 ettari, fornirà oltre il 20% del fabbisogno elettrico dei quattro stabilimenti polacchi di JTI.

Il parco fotovoltaico che inauguriamo oggi non solo riflette l’impegno di JTI nei confronti dei nostri obiettivi di sostenibilità, ma anche il nostro impegno a favore dell’economia polacca. Inoltre, contribuisce al nostro obiettivo di ottenere il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2040”, dichiara Vassilis Vovos, direttore finanziario di JTI. La nuova installazione prevede quasi 25.000 pannelli solari. Il suo funzionamento ridurrà le emissioni di CO2 di quasi 10.000 tonnellate all’anno. “Da anni investiamo nello sviluppo della Polonia e oggi facciamo un altro passo avanti verso una produzione completamente sostenibile”, sottolinea Philip Livingston, Vicepresidente senior della catena di fornitura globale.

Tabacco: all’Italia il primato di produzione in Europa

Mercato certo e prezzi garantiti le chiavi del successo.
De Castro: Grazie a Coldiretti e Philip Morris.


L’Italia è il principale Paese europeo per la produzione di tabacco“.

Esordisce così Paolo De Castro, membro del Parlamento europeo, in occasione dell’incontro “Le sfide regolatorie per la filiera del tabacco” svoltosi nel villaggio Coldiretti, in piazza Municipio a Napoli.


Come riporta Adnkronos, De Castro ha poi continuato come di seguito:

Noi abbiamo questo primato anche grazie agli accordi di filiera che hanno permesso ai produttori italiani di avere mercato certo, prezzi garantiti e anche una raccolta significativa di prodotto proprio grazie a questi accordi. Uno tra tutti l’accordo firmato tra Coldiretti e Philip Morris che da solo vale circa il 60 per cento dell’intera produzione di tabacco italiano, quindi è grazie a questo se si sono create le condizioni affinché la tabacchicultura italiana possa continuare ad andare avanti. Va avanti anche grazie agli aiuti europei ma senza una garanzia di sbocco, con prezzi certi, non ci sarebbe stata garanzia di futuro“.