Fusione tra Bper e Banca Popolare di Sondrio: 800 uscite e 90 sportelli chiusi

Il completamento delle operazioni è previsto entro il primo semestre 2026.
Le banche: uscite su base volontaria per il ricambio generazionale.

Il progetto di fusione della Banca Popolare di Sondrio in Bper (Banca popolare Emilia Romagna) sarà sottoposto ai cda delle due banche il prossimo 5 novembre, giorno in cui è già in calendario l’approvazione dei risultati trimestrali degli istituti.

Lo rendono noto Bper e Sondrio in una nota congiunta, come riportato da Ansa. Il perfezionamento della fusione, subordinata all’approvazione delle assemblee e al rilascio delle autorizzazioni delle autorità di vigilanza, è previsto entro il primo semestre 2026.

Il cda di Bper ha anche approvato un nuovo modello organizzativo in ottica combined, che entrerà in vigore alla data di efficacia della fusione, e che prevede, tra l’altro, l’accorpamento di circa 90 filiali collocate nelle regioni del Centro Nord, ad esclusione della Provincia di Sondrio, e la creazione di nuove strutture, tra le quali una nuova Direzione Regionale dedicata all’area dell’alta Lombardia.

Decisa infine l’attivazione di un percorso volto a favorire il ricambio generazionale attraverso l’uscita, su base volontaria, di 800 dipendenti, con il sostegno del fondo di solidarietà.

La fusione – affermano le due banche – costituisce una leva strategica per accelerare la crescita e massimizzare la creazione di valore per tutti gli stakeholder, anche grazie alle sinergie di costi e di ricavi che potranno derivare dalla piena integrazione societaria tra le due entità“.

Tassa Ue sulle imprese con oltre 100 milioni di ricavi

Per l’Italia possibile stangata da quasi 2 miliardi l’anno.
L’industria manifatturiera la più a rischio; Lombardia la regione più esposta.

Tra le varie tasse che l’Ue sta pensando di introdurre per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo (ReArmUe), oltre a quelle sul tabacco che potrebbe salire fino al +139% (approfondimento al link) e sull’elettronica dove si pagherebbero anche i rifiuti non prodotti (approfondimento al link), ce ne sarebbe anche una sulle aziende che hanno ricavi annui superiori ai 100 milioni.

Come riporta Milano Finanza citando i numeri di Unimpresa, per l’Italia sarebbe una stangata da 1,8 miliardi di euro all’anno.

L’industria manifatturiera sarebbe la più a rischio mentre la Lombardia sarebbe la regione più esposta.

Il borgo più bello d’Europa? Si trova in Italia

Volpedo borgo più bello d’Europa 2025.
Si trova in Piemonte, in provincia di Alessandria, ai confini con la Lombardia.

Il borgo più bello d’Europa del 2025 si trova in Piemonte, per la precisione nella provincia di Alessandria, ai confini con la Lombardia.

Si chiama Volpedo, conta poco più di mille abitanti ed è famoso per la sua vita lenta immersa in una bellezza rimasta incontaminata.

Qui è nato Giuseppe Pellizza da Volpedo, autore del dipinto Il Quarto Stato, dunque spesso viene visitata da appassionati d’arte, studenti e fotografi.

La cosa che solo in pochi si aspettano è che le sue stradine sono così splendide da mozzare il fiato, rappresentano il perfetto rifugio per chi intende sfuggire dai ritmi frenetici della città.

Trasformare spese quotidiane in opportunità di risparmio senza costi e generando valore

Nasce la community ideata dall’imprenditore Mauro Cederle.
Presentazione e lancio ufficiale 20 maggio ore 21.00 online.

È stata presentata in anteprima, il 26 aprile nella splendida cornice del Lago di Garda, Social People la nuova community pensata per aiutare le persone a ottenere vantaggi concreti dalle proprie spese quotidiane, attraverso un sistema collaborativo e completamente gratuito.

Fondata e ideata da Mauro Cederle che con un’esperienza di oltre 15 anni nella costruzione e nello sviluppo di reti commerciali, negli ultimi 5 anni ha scelto di trasferire la propria attività online. Una decisione strategica, nata dalla consapevolezza che il digitale rappresenta oggi uno strumento potentissimo per connettere le persone in modo rapido ed efficace, offrendo nuove opportunità di interazione e crescita condivisa.

Social People si propone di dare un supporto concreto ai consumatori e alle famiglie, oggi in grande sofferenza economica, e di rivoluzionare il modo in cui affrontano le spese mensili, offrendo soluzioni personalizzate, analisi gratuite sulle voci di costo, per esempio sulle utenze, soluzioni efficaci e supporto all’interno della community. Il tutto senza alcun esborso economico, né costi di adesione o canoni ricorrenti, ma al contrario, generando valore.

L’obiettivo – dichiara Mauro Cederle, fondatore Social People – è quello di offrire ai membri della community un aiuto concreto volto ad un maggiore respiro economico, soprattutto in un momento storico in cui il costo della vita è aumentato in modo significativo.”

Il pre-lancio del 26 aprile, ha avuto un grande successo e ha rappresentato una fase importante di apertura verso il pubblico, in vista del lancio ufficiale previsto nelle prossime settimane. È stata presentata in anteprima, il 26 aprile nella splendida cornice del Lago di Garda, Social People la nuova community pensata per aiutare le persone a ottenere vantaggi concreti dalle proprie spese quotidiane, attraverso un sistema collaborativo e completamente gratuito.

Carenza di infermieri: bene soluzioni tampone ma occorre visione prospettica

Costantino: necessari quadro normativo nazionale e percorsi formativi adeguati che coinvolgano Federazione infermieri e enti specializzati.
È tempo di porre le basi per un futuro in cui ridare smalto a questa professione.

L’allarme è stato lanciato da tempo, in Italia mancano circa 70 mila infermieri.

Un dato che preoccupa Governo e Regioni, che intanto guardano all’estero per far fronte alla carenza. Il Ministro Schillaci ammicca all’India, mentre Regione Lombardia si sta rivolgendo al Sud America e – secondo quanto riportato da organi di stampa- l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, reputa ormai imminente un accordo con il Paraguay per acquisire tra i 2.500 e i 3.000 infermieri.

«Bene attivare i canali internazionali – commenta l’avv. Giovanni Costantino – per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza, ma non basta solo portare gli infermieri in Italia. Già nell’immediato, infatti, occorre fornireun quadro normativo chiaro su tutto il territorio nazionale, sbloccando l’iter in corso in Conferenza Stato-Regioni e risolvendo le criticità ancora esistenti».

«Mi sembra inoltre ineludibile – continua – attivare percorsi formativi e di accoglienza adeguati per garantire la qualità delle cure e l’ambientazione dei professionisti, con il coinvolgimento della FNOPI e di altri enti specializzati come la Fondazione Samaritanus, recentemente costituita da ARIS ed UNEBA sotto l’egida della CEI».

Secondo il giuslavorista «È comunque indispensabile ragionare in un’ottica prospettica, preoccupandosi sin da subito del futuro dei professionisti stranieri che, salvo proroghe, dovranno ottenere il riconoscimento del titolo entro il 2025».

Infine, pensando al futuro della sanità, conclude Costantino «Non ci si può esimere dal risolvere alla radice le criticità che da troppo tempo scoraggiano le giovani generazioni dallo svolgere la professione infermieristica in Italia, creando le condizione per garantire loro un trattamento, economico e non solo, adeguato alla loro professionalità».